Il mercato azionario sudcoreano sta attraversando una fase di forte contrasto: da un lato il rally dell’indice KOSPI, tra i migliori al mondo nel 2026, dall’altro il brusco rallentamento delle nuove quotazioni. Le riforme avviate dal governo per migliorare la governance societaria e ridurre il cosiddetto “Korea discount” stanno infatti frenando temporaneamente l’attività IPO.
Secondo i dati LSEG, nei primi mesi del 2026 la Corea del Sud ha registrato appena 15 nuove quotazioni, per un controvalore complessivo di circa 700 milioni di dollari.
Un dato nettamente inferiore rispetto alla media degli anni 2020-2025, quando il Paese contava circa 80 IPO annuali per raccolte complessive vicine agli 8 miliardi di dollari. Anche economie regionali più piccole, come la Malesia, hanno superato il mercato coreano in termini di nuove quotazioni e capitali raccolti.
IPO Corea del Sud: riforma dei chaebol pesa sulle nuove quotazioni
Al centro della frenata c’è il ruolo dei grandi conglomerati familiari sudcoreani, i cosiddetti chaebol, che per decenni hanno rappresentato il motore della crescita industriale del Paese. Gruppi come Samsung, SK, Hyundai Motor, LG e HD Hyundai rappresentano circa il 70% della capitalizzazione del mercato azionario nazionale.
Il governo ha avviato nel 2024 la “Corporate value-up initiative” con l’obiettivo di aumentare il valore delle società quotate, migliorare la tutela degli azionisti di minoranza e ridurre lo sconto di valutazione rispetto ai mercati internazionali.
Una delle misure più rilevanti riguarda la limitazione delle quotazioni separate delle controllate. Le cosiddette parent-subsidiary listings, secondo le autorità, possono penalizzare gli azionisti della capogruppo, diluendo il valore delle società già quotate e consentendo alle famiglie proprietarie di mantenere il controllo sulle nuove entità.
La Korea Exchange ha annunciato l’intenzione di eliminare dal listino circa 300 società considerate non sostenibili entro il prossimo anno, con l’obiettivo di liberare capitale e favorire l’ingresso di nuove aziende più innovative.
Corea del Sud: il mercato diventa più selettivo
Il rallentamento delle IPO rappresenta però una sfida per il sistema finanziario sudcoreano. La minore attività di quotazione riduce infatti le opportunità di raccolta per startup e aziende in crescita, oltre a limitare le possibilità di uscita per i fondi di venture capital.
Secondo gli analisti, il mercato potrebbe comunque evolvere verso un modello più selettivo, caratterizzato da meno quotazioni ma con maggiore qualità degli emittenti. La Corea del Sud dispone già di circa 2.700 società quotate, un numero elevato considerando le dimensioni del mercato rispetto agli Stati Uniti.
La ripresa dell’attività IPO potrebbe arrivare una volta definite regole più chiare sulle quotazioni delle controllate. Secondo la Korea Exchange, una maggiore certezza normativa potrebbe spingere molte aziende a riprendere i piani di debutto sui mercati azionari.
Corea del Sud: l’AI sostiene il futuro delle IPO
Nonostante il rallentamento generale, il settore dell’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare il principale motore della prossima fase di quotazioni. La Corea del Sud dispone infatti di una posizione strategica nella filiera dei semiconduttori grazie a colossi come Samsung Electronics e SK Hynix.
Proprio SK Hynix ha recentemente annunciato un progetto di quotazione sul Nasdaq attraverso American Depositary Receipts (ADR), con l’obiettivo di raccogliere fino a circa 29 miliardi di dollari (SK Hynix pronta per l'IPO a Wall Street, ecco cosa sapere). L’operazione, pur non essendo una IPO tradizionale, rappresenterebbe una delle maggiori offerte azionarie del 2026.
La società è tra i principali beneficiari della crescita della domanda di memorie ad alta larghezza di banda (HBM), componenti fondamentali per i sistemi di intelligenza artificiale. Insieme a Samsung e Micron Technology, SK Hynix sta sfruttando il boom degli investimenti globali nelle infrastrutture AI.