La febbre per l'IPO di SpaceX, in programma il prossimo mese, sta salendo. Le ultime notizie deludenti sul chatbot Grok di xAI (SpaceX: flop di Grok, campanello d'allarme per l'IPO?), startup di intelligenza artificiale di proprietà del gruppo spaziale, hanno lasciato perplessi sulle valutazioni di SpaceX post-IPO. L'azienda guidata da Elon Musk dovrebbe raccogliere 75 miliardi di dollari, in quella che sarebbe di gran lunga la più grande offerta pubblica iniziale della storia. Questo le darebbe una valutazione di 1.750 miliardi di dollari. Questi numeri sembrano esagerati per un'azienda che, dopo 24 anni dalla sua costituzione, continua a operare in perdita.
A giustificare tutto c'è soltanto una scommessa su una serie di sviluppi del business. Starlink, il sistema satellitare per la connessione Internet, è l'unico segmento redditizio e sarebbe quindi in grado di generare il cash flow necessario a finanziare l'attività di lancio dei razzi Starship. Quest'ultima, una volta ampliato il mercato, consentirebbe di abbattere i costi, permettendo così di sostenere il nuovo business dell'intelligenza artificiale, attualmente in forte perdita ma sul quale Musk ha puntato tutto per diventare leader mondiale del settore.
Pertanto, la valutazione di quasi 2.000 miliardi di dollari di SpaceX non riflette ciò che oggi è la più grande azienda missilistica del mondo, bensì il colosso che potrebbe diventare domani se le ambizioni di Musk dovessero realizzarsi. È bene precisare che tra queste ambizioni non vi è soltanto la leadership nell'ambito dell'intelligenza artificiale. L'uomo più ricco del mondo intende anche colonizzare Marte e costruire data center nello spazio.
SpaceX: rischi e valutazioni
Dopo l'IPO, SpaceX potrebbe entrare in un ristretto gruppo di "eletti" con valutazioni pari o superiori a 2.000 miliardi di dollari. Il punto è che queste aziende hanno ricavi stabili e profitti molto elevati. Al contrario, SpaceX sta bruciando liquidità. Nel prospetto informativo depositato presso le autorità di regolamentazione, il gruppo ha registrato, al 31 marzo, un deficit accumulato di 41,31 miliardi di dollari, a causa dei costi sostenuti per lo sviluppo di razzi riutilizzabili, per la gigantesca rete Starlink e per l'intelligenza artificiale. In pratica, in oltre vent'anni di attività, SpaceX ha speso molto più di quanto abbia guadagnato.
Lo testimoniano anche altri numeri. A fronte di ricavi trimestrali pari a 4,69 miliardi di dollari, l'azienda ha registrato una perdita operativa di 1,94 miliardi di dollari. A consumare cassa è stato soprattutto il segmento AI, che ha prodotto ricavi per 818 milioni di dollari ma anche una perdita di 2,47 miliardi di dollari. In questo segmento, le spese in conto capitale sono triplicate, raggiungendo 7,72 miliardi di dollari e superando gli investimenti combinati delle altre due divisioni.
Il quadro diventa ancora meno rassicurante se si considera che, secondo gli ultimi dati governativi, il chatbot Grok è poco utilizzato dal governo degli Stati Uniti, uno dei principali clienti. Alla luce di tutto ciò, i dubbi su una valutazione monstre di SpaceX si fanno più consistenti.
"Il rischio non è se SpaceX sia un'azienda reale: lo è chiaramente. Il problema è capire se una valutazione da 1.750 miliardi di dollari rifletta adeguatamente le difficoltà esecutive derivanti dall'essere contemporaneamente un'azienda spaziale, un provider internet, una startup AI e una società fortemente dipendente dalla visione di una singola persona", ha dichiarato Josh Gilbert, analista del broker eToro.
Ancora più netto il commento di Greg Martin, cofondatore di Rainmaker Securities: "Non si può giustificare una valutazione da 1.750 o 2.000 miliardi di dollari per SpaceX usando soltanto metriche fondamentali tradizionali. Molti investitori credono che SpaceX possa diventare una società da 5.000 a 10.000 miliardi di dollari nel tempo".