È stata una giornata all'insegna della volatilità e della debolezza per le Borse europee che, dopo un'apertura vicina alla parità, hanno terminato la quarta seduta in leggero ribasso.
A innervosire gli operatori sono state alcune indiscrezioni provenienti dall'Iran, secondo cui la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, avrebbe emesso una direttiva affinché l’uranio arricchito del Paese non venga inviato all’estero.
Questo proposito contrasta con uno degli obiettivi principali di Donald Trump, che vorrebbe entrare in possesso del materiale fabbricato da Teheran necessario a realizzare un'arma atomica.
In questo contesto Parigi e Francoforte hanno terminato le contrattazioni in discesa dello 0,39% e 0,41%. Arrivando a dare uno sguardo al FTSE Mib, per l'indice italiano è stata una giornata volatile e dopo aver segnato un minimo intraday a 48.752 punti ha chiuso la seduta in leggero calo dello 0,03% a 49.168,7 punti.
Rispetto agli ultimi aggiornamenti non cambia la view sull'indice italiano, che con la tenuta dei 49 mila punti dovrebbe proseguire il suo trend rialzista di fondo. I prossimi obiettivi sarebbero posti sui 49.250-49.300 punti e successivamente i 49.500-49.550 punti.
Al contrario nuovi segnali di debolezza si avrebbero con il ritorno dell'indice italiano sotto i 48 mila punti, con primi target sui 47.500 punti, dove verrebbe messo sotto pressione l'indicatore daily del Supertrend.
Tra le azioni che a Piazza Affari sono state oggetto di forti vendite troviamo Stellantis, nel giorno in cui il Gruppo automotive ha presentato il nuovo Piano industriale. Andiamo a leggere i punti principali.
Stellantis: ecco il Piano FastLane 2030
Nelle scorse ore Stellantis ha presentato ad Auburn Hill il suo nuovo piano industriale “FastLane 2030”, che prevede investimenti complessivi per 60 miliardi di euro entro il 2030 e il lancio di 60 nuovi modelli. Nel dettaglio 29 auto elettriche, 15 plug-in hybrid, 24 hybrid e 39 con motorizzazioni tradizionali.
Il gruppo destinerà il 60% delle risorse, quasi 36 miliardi di euro, a marchi e prodotti, mentre il restante 40%, 24 miliardi di euro, sarà rivolto a piattaforme globali e tecnologie, con un forte focus su intelligenza artificiale, software e sistemi di guida autonoma attraverso le architetture Stla.
Il piano prevede inoltre circa 50 aggiornamenti di prodotto tra elettrici, ibridi e motori tradizionali, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo industriale e migliorare la qualità.
Sul fronte finanziario il Gruppo guidato da Antonio Filosa punta a una riduzione dei costi per 6 miliardi di euro entro il 2028 e al ritorno del flusso di cassa positivo entro il prossimo anno.
Il pilastro tecnologico della strategia è rappresentato dalla nuova architettura globale modulare, STLA One, che debutterà il prossimo anno e grazie alla quale potrà essere accorpata la produzione di veicoli dei segmenti B,C e D. In pratica cinque piattaforme in una che permetterà la produzione di oltre 2 milioni di unità entro il 2035.
A livello geografico Stellantis prevede una crescita del fatturato in Nord America del 25%, con un margine Aoi tra l’8% e il 10%. In Europa l’obiettivo è un aumento dei ricavi del 15%, con un margine Aoi tra il 3% e il 5%.
Questi numeri saranno sostenuti dal rafforzamento dei marchi, dall’espansione del segmento C e dal lancio delle nuove E-Car elettriche urbane prodotte in Europa, a partire da Pomigliano d’Arco.
Per quanto riguarda la riorganizzazione di marchi e modelli, Stellantis prevede 4 brand prioritari, Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, a cui si aggiunge la divisione dei veicoli commerciali Pro One. A questi sarà destinato il 70% degli investimenti.
Subito dopo ci sono cinque marchi regionali, Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo, che utilizzeranno risorse globali pur mantenendo una propria distintività. DS e Lancia, invece, saranno gestiti da Citroën e Fiat mentre Abarth passerà sotto il controllo di Fiat.
Azioni Stellantis: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si sono comportate le azioni Stellantis sulla Borsa italiana e quali sono gli obiettivi dopo la presentazione del Piano industriale. Con volumi in decisa crescita se confrontati alla media giornaliera mensile, è stata una seduta inribasso per il titolo Stellantis che, con una calo del 2,02%, ha chiuso a 6.307 euro.
Con un'impostazione di fondo ribassista fondamentale sarà la tenuta dei forti supporti e minimi intraday odierni situati sui 6 euro. La perdita di questi livelli andrebbe a rafforzare il trend discendente, con prossimi obiettivi i 5,75-5,70 euro e a seguire i 5,50 euro.
La mancata tenuta di tali sostegni dovrebbe spingere il titolo verso i minimi di periodo posti a 5,306 euro. Fondamentale diventerebbe la tenuta di tali livelli per evitare un ulteriore indebolimento della struttura grafica. I prossimi obiettivi sarebbero situati sui 5 euro e successivamente i minimi del 2020 in area 4,45 euro.
Al contrario solo con il superamento delle prime resistenze poste sui 6,75-6,80 euro, che le azioni invierebbero un primo segnale di forza.
Sopra questi livelli si assisterebbe a una ripresa del trend di breve rialzista innescatosi lo scorso 5 maggio, il cui primo obiettivo sarebbe situato sulla soglia dei 7 euro, dove verrebbe messo sotto pressione l’indicatore daily del Supertrend.
Con il superamento di queste aree dovremmo assistere a ulteriori rialzi in direzione dei 7,15 euro e successivamente verso i massimi degli ultimi due mesi in area 7,40 euro.
Nel caso in cui anche questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico.
Il prossimo target sarebbe posto in area 7,85-7,90 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e a seguire gli 8,127 euro, dove le azioni chiuderebbero il gap-down lasciato aperto lo scorso 6 febbraio.
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