La notizia ha immediatamente fatto scattare delle ricoperture sulle obbligazioni indiane, con la rupia in ripresa dopo i ripetuti minimi storici. E la notizia interessa da vicino anche gli investitori italiani, perché ci potrebbero essere degli sconti fiscali in vista. Dall’India è arrivata infatti questa news che vede il Governo orientato a esentare gli investitori esteri dalla tassazione su guadagni e da interessi sui bond indiani.
Naturalmente il motivo è collegato al tentativo di calmare la speculazione e la volatilità negativa sulla rupia indiana affossata ripetutamente negli ultimi mesi. Una mossa che mira anche ad evitare per ora l’aumento dei tassi di interesse e non colpire una ripresa economica che già sta subendo gli effetti della crisi nel Golfo Persico e degli aumenti del prezzo del petrolio.
Avevo già parlato dei bond indiani in questo articolo, ma oltre alla rivalutazione potenziale della rupia il vantaggio si concretizzerebbe anche nell’azzeramento di quella doppia tassazione (withholding tax) del 10% prelevata alla fonte dall’India sugli interessi pagati dai bond in rupie. Tassazione che si aggiunge al 12,5% richiesto dallo Stato italiano come reddito di capitale. Doppia tassazione che ritroviamo anche su altre obbligazioni in valuta come quelle brasiliane per esempio.
Ovviamente ci sarà da attendere la decisione definitiva del Governo per capire se effettivamente sarà questa la direzione, ma considerando le ricche cedole degli ETF che replicano indici che prevedono l’investimento nei bond indiani, il vantaggio potrebbe potenzialmente anche essere superiore al mezzo punto percentuale per anno.
Se prendiamo ad esempio l’ETF più capitalizzato presente sul mercato, L&G India Inr Government Bond (quasi mezzo milione di euro di masse), scopriamo che assieme a una duration di 6 anni la media del rendimento a scadenza è del 7,1%, ovviamente al lordo di tutte le tasse.
Escludendo le cedole, questo ETF ha accumulato dal lancio nel 2021 una perdita del 21%. Con le cedole, il rendimento total return dell’ETF è praticamente flat. E 25% guarda caso è anche la perdita della rupia negli ultimi 5 anni.
L’aspetto interessante della vicenda è che se lo stretto di Hormuz dovesse andare incontro a una riapertura dando respiro all’import indiano e se l’iniziativa del Governo riuscisse a convincere gli investitori esteri a rimanere sui bond indiani, il vantaggio di una tassazione ridotta combinato a un più ricco flusso cedolare e una rivalutazione della rupia potrebbe rendere questa opportunità sul reddito fissa veramente molto interessante per chi vuole diversificare i ricavi da reddito fisso.