Le ultime settimane hanno portato conferme e novità per gli investitori in obbligazioni cinesi e indiane, asset oggi facilmente replicabili con ETF.
La Cina, come confermato dal suo leader Xi, vuole diventare un riferimento globale anche a livello valutario. Lo yuan pesa appena il 2% nelle riserve mondiali e una parte di ciò che sta uscendo dal dollaro la Cina vorrebbe intercettarlo per diventare una valuta di riserva oltre che di maggior uso nelle transazioni commerciali globali.
Il surplus commerciale accumulato negli ultimi mesi grazie al boom dell’export è un dato di fatto che sta aumentando la richiesta di valuta cinese. Yuan che sui mercati si è rafforzato sia contro euro che contro dollaro. Scendendo sotto quota 7 contro dollaro anche il segnale tecnico di forza sembra essere rilevante.
Il regime di bassa inflazione ha permesso ai bond di tenere sul prezzo riducendo le perdite accumulate negli ultimi 12 mesi grazie anche alla buona performance della valuta.
L’ETF di iShares a distanza di 12 mesi è ancora in perdita di oltre il 6%, ma gli eventi tecnici su USD/CNY potrebbero offrire la sponda ad un processo di recupero che proseguirà nei prossimi mesi. In 3 anni il bilancio parla di appena il 2% di guadagno per l’investitore che ha scelto questa forma di reddito fisso, una performance identica a quella di un altro ETF che investe nella valuta emergente concorrente diretta dello yuan, la rupia indiana.
Obbligazioni India: tassi reali a livelli accettabili
Xtrackers India Government Bond nell’ultimo anno ha perso l’11% del suo valore a causa di una svalutazione della rupia piuttosto pesante che l’ha portata a nuovi minimi storici sia contro dollaro che contro euro.
I tassi indiani rimangono ancora interessanti rispetto a quelli molto bassi attualmente presenti in Cina, con una remunerazione reale accettabile. Ciò che finora ha compresso il valore della rupia era quello di uno scontro commerciale con gli Stati Uniti che aveva portato a dazi fino al 50% per la merce esportata in America.
Il recente accordo (tutto da verificare adesso alla luce della sentenza della Corte Suprema americana) riduce questa penale sommando a un altro accordo commerciale concluso con l’Europa che potrebbe riportare serenità sulla valuta locale.
La rupia, dopo tanta debolezza, potrebbe cominciare a recuperare terreno se il clima sui mercati finanziari non peggiorerà , in quel caso andando a colpire le più volatili divise emergenti.
Con gli ETF oggi disponibili sui mercati europei la diversificazione obbligazionaria su bond cinesi ed indiani è possibile con un costo molto limitato (inferiore ai 40 punti base l’anno) e una semplicità operativa anche nella costruzione di piani di accumulo con cifre modeste.