Mese di giugno con moderati rialzi su azionario mondiale e obbligazionario globale in versione Eur Hedged, mentre qualche presa di profitto si è vista sull’oro in un contesto ribassista che dura ormai da sei mesi.
Le Borse, seppur a passo più lento, consolidano l’eccellente risultato in doppia cifra da inizio anno, con i mercati emergenti assoluti protagonisti visto il rialzo del 30% da inizio anno.
Flat il mercato dei bond che nell’ultimo mese ha sfruttato qualche limatura nei rendimenti a lunga scadenza americani ed europei nonostante i recenti rialzi dei tassi in Europa e Giappone. Il calo nel prezzo del petrolio incide sulle aspettative di inflazione, oltre che ovviamente sulle commodity oggetto di corpose prese di beneficio.
ETF migliori a giugno 2026: chip in prima fila
Tra i mercati azionari assoluti protagonisti del mese di giugno ci sono i soliti semiconduttori. L’ETF iShares Msci Global Semiconductors ha guadagnato un altro 30% portando +110% il rialzo da inizio anno. Bene, seppur di nicchia come tema, anche l’ETF di ARK Genomic Revolution, su del 32%, tallonato dalla Borsa coreana in recupero di quasi il 30% dopo un mese deludente e che anche qui suggella un 2026 spettacolare con +130%.
Si deve scendere di una decina di punti percentuali per trovare altri ETF degni di nota con segni molto positivi. Come la Borsa di Taiwan (+21%), l’ETF L&G Metaverse (+20%) e Global X Genomics e Biotech (+18%) a conferma di un buon momento che sta coinvolgendo il mondo biotech.
Tra i mercati più capitalizzati da segnalare il rally dell’ETF Xtrackers Nikkei Eur Hedged, in rialzo del 19% a giugno, consolidando così il +40% del 2026 grazie alla copertura dal rischio cambio yen.
Male il settore Oil & Gas
Tra gli azionari peggiori troviamo gli ETF esposti al settore Oil & Gas, in calo di oltre il 10%, ma anche VanEck Space Innovators nonostante l’attesa Ipo di Space X.
Passando al mercato obbligazionario da segnalare l’ottima performance dei bond indiani in recupero del 6% sui principali ETF quotati, questo grazie a un mix di rivalutazione della rupia e di discesa dei tassi.
Il rafforzamento del dollaro e la discesa dei rendimenti a lunga scadenza hanno fatto bene anche a tutti gli ETF ultralong come iShares USD Treasury 20+ salito del 5%. Mese positivo anche per gli ETF emergenti che investono in hard currency (dollaro) che con un altro 4% di guadagno mensile portano a +11% il rialzo a distanza di 12 mesi. Praticamente nulla da segnalare tra i segni meno.
Chiudendo con le commodity, ampie come detto le prese di profitto sugli ETF operativi sul petrolio e prodotti energetici in genere. Gli indici generalisti, a seconda dell’esposizione dell’indice di riferimento al greggio, hanno comunque perso tra il 10% e il 12%. Tra le materie prime che hanno tenuto, il cacao, il rame e lo zinco.
Appuntamento a luglio per vedere se l’azionario riuscirà a mantenere il generoso guadagno in doppia cifra realizzato al giro di boa del 2026. E se le materie prima ricominceranno il loro percorso di crescita zavorrando ancora una volta i bond.