Il ticker Tryp è esemplificativo di quale mestiere svolge l’ETF di cui parlerò oggi al quale ho dedicato un articolo nell’estate del 2023 dopo la parentesi negativa causata dal Covid e che aveva azzerato qualsiasi attività turistica con diverse società sull’orlo del collasso finanziario (I viaggi e il turismo tornano a volare in Borsa). Ci si potrebbe attendere che le recenti vicende belliche nel Golf, o con le conseguenze sui prezzi dei carburanti e la sospensione di alcune rotte turistiche, abbiano inciso negativamente sulle valutazioni di un ETF dedicato ai viaggi. La realtà invece è ben diversa e HanEtf US Global Investors Travel non è tanto lontano dai suoi massimi.
L’ETF, lanciato nel 2021 con masse amministrate ancora modeste, investe in società di tutto il mondo che operano nel settore dei viaggi e del turismo. Compagnie aeree, crocieristiche e hotel compongono uno strumento che farebbe la gioia dei viaggiatori incalliti.
ETF Viaggi: la composizione
La metodologia di gestione si basa su criteri di selezione che tengono conto dei fondamentali e di valori di capitalizzazione di mercato, oltre all’esclusione di aziende che non superano lo screening di sostenibilità ESG. Il gestore a cui si è affidata HanEtf è Us Global Investors, società americana specializzata in investimenti dal 1968.
Nel portafoglio di Tryp troviamo azioni di tutto il mondo, per il 35% impegnate nel settore aereo, per il 20% in quello alberghiero, e per il 12% a testa in quello delle crociere e delle agenzie di viaggi. Residuali le società appartenenti al settore industriale.
Per il 55% esposto in America, il resto del portafoglio si divide tra UK, Cina, Giappone e altre realtà prevalentemente europee. I nomi delle società che troviamo nella top ten sono tra i conosciuti dai viaggiatori di tutto il mondo. Delta, United Airlines e Hilton coprono le prime tre posizioni ma non lontane troviamo Marriott, Ryanair, Booking e AirBnb.
ETF viaggi: performance e prospettive
Un vero e proprio paniere di società che fanno dei viaggi il loro business principale e che a sorpresa da inizio anno perde appena il 5% nonostante le minacce che incombono sul settore. Ma l’ETF è reduce da tre anni molto positivi e questo la dice tutta su come il mercato aveva recuperato nel post Covid. Nel 2023 +25%, nel 2024 + 33%, nel 2025 +5% per una performance a 3 anni che porta il valore dell’ETF non lontano dai massimi di gennaio e in recupero dopo la correzione di marzo.
Tutta da verificare la capacità di tenuta di questo valore nei prossimi mesi soprattutto a causa di un aumento dei costi che potrebbe zavorrare i conti delle aziende, senza escludere necessità di aumenti di capitale necessari per sostenere società che si ritrovano a fronteggiare dopo il Covid una nuova emergenza. Ma come spesso accade in borse le crisi sono anche opportunità per ristrutturare il business tagliano costi e inefficienze. Creando reazioni inaspettate, come sta accadendo oggi a questo ETF.