Ci sono ETF che scommettono già ora sulla fine della guerra tra Ucraina e Russia. La protagonista di questa iniziativa inedita per il mondo degli ETF è HanETF, società che affianca per la prima volta a settori e temi, una precisa indicazione geopolitica anche in termini di evoluzione finale,
Mentre la guerra russo-ucraina sembra essersi infilata in uno stato di stallo con le posizioni delle truppe sul campo che si muovono in manciate di chilometri senza grandi progressi, il noto produttore di ETF tematici di nicchia, ha deciso di lanciare HANetf Ukraine Reconstruction. Strumento a replica fisica con spese correnti di 0,65% l’anno.
ETF Ucraina: le caratteristiche
L'indice replicato dall’ETF è il VettaFi Ukraine Reconstruction che punta sull'andamento delle società di tutto il mondo in grado di contribuire alla ricostruzione dell'Ucraina. Per essere incluse nell'indice, le società devono essere leader in un settore ritenuto necessario per la ricostruzione, l'indipendenza energetica o la difesa dell'Ucraina. Sono escluse le società classificate come aventi "attività continuative" dal progetto LeaveRussia.
L’obiettivo dichiarato dell’ETF, come scritto chiaramente sul sito di HanEtf, è quello di cogliere le opportunità economiche che Banca Mondiale la Commissione Europea, le Nazioni Unite e il Governo dell’Ucraina in varie riprese hanno stimato in oltre 500 miliardi di dollari nel prossimo decennio, includendo edilizia abitativa, trasporti, energia, industria e infrastrutture civili.
Entrando nel sito dell’emittente si possono scoprire le principali aziende presenti, oltre che la ripartizione geografica e per settori.
A livello settoriale gli industriali fanno la parte del leone con oltre i tre quarti del portafoglio, seguiti dai materials con quasi il 15%. Parti residuali per tutto il resto. Siemens, Bae Systems, Caterpillar, ABB, Vinci e Schneider Electric le prime aziende presenti nella top ten, con le prime 10 società che occupano quasi la metà del paniere totale dell’ETF. A livello geografico gli Stati Uniti coprono il 40% dell’ETF, seguiti da Francia con il 16% e Germania con il 10% assieme alla Svezia.
Un portafoglio "old economy"
Un portafoglio, lo si comprende molto bene, che abbina società attive nel mondo industriale e a quello della difesa e sicurezza. Quasi nulla la presenza di tecnologia a conferma di un paniere value orientato ad aziende della cosiddetta old economy.
Vista la scarsa presenza di aziende locali o di prossimità Ucraina, si comprende abbastanza bene come l’emittente ha deciso di sfruttare intensamente il fattore marketing (in particolare con il nome dell’ETF) nel tentativo di catturare l’interesse di investitori che associano automaticamente fine della guerra a rivalutazione di prezzo di queste aziende multinazionali.
Ovviamente non esiste una diretta correlazione con gli eventi in corso viste le dimensioni multinazionali delle aziende; indubbiamente queste società hanno però un forte interesse a un’evoluzione positiva del conflitto in corso per entrare in commesse che si prospettano miliardarie. Nell’augurio che l’evoluzione sia quella della pace, sarà interessante vedere come questa novità di HanEtf si comporterà se finalmente per l’Ucraina si avvierà una nuova fase di ricostruzione.