Ci sono due mercati emergenti che nell’ultimo anno hanno subito pesanti perdite imputabili ai rispettivi listini azionari e alle valute locali, scese su nuovi minimi storici. Le cause di questi cali sono in parte simili, ma non del tutto.
I mercati azionari di India e Indonesia in un’annata in cui i mercati azionari emergenti in versione ETF generalista hanno guadagnato il 40%, stanno perdendo rispettivamente il 15% e il 40% mostrando tutte le loro difficoltà di attrarre gli investitori.
Borse Indonesia e India: il contesto
Per il mercato indonesiano 33% è il ribasso di questa prima metà del 2026 e il motivo lo avevo già anticipato in questo articolo a febbraio (Indonesia, il potere dei provider di indici). Pochi giorni fa il Presidente indonesiano ha ventilato la possibilità di istituire un'agenzia centrale per le esportazioni, sollevando preoccupazioni per i maggiori costi per le aziende esportatrici e un passaggio a un’economia meno di mercato. La stessa Fitch ha mantenuto un outlook negativo sulle banche indonesiane a causa del rischio debito sovrano in aumento.
Il mercato indiano, dopo una crescita dirompente negli anni post Covid, a fine 2024 ha cominciato un calo ancora in corso e causato da scontri commerciali, mancate riforme interne al Paese con conseguente uscita degli investitori istituzionali dagli asset finanziari e non ultimo l’aumento del prezzo del petrolio di cui il Paese è grande importatore.
Borse Indonesia e India: l'analisi dei grafici
Andiamo adesso ad analizzare i grafici di due ETF storici di Amundi arrivati molto vicino a punti critici di supporto. Come detto a complicare il tutto ci hanno pensato le valute locali che negli ultimi 5 anni hanno perso tra il 20% e il 25% contro euro.
Cominciamo dall’India, mercato che Msci valuta con un rapporto prezzo utili di 25, superiore al 18 dei mercati emergenti. Negli ultimi 10 anni l’indice è attardato di appena mezzo punto percentuale di rendimento annuo rispetto agli emergenti nel loro complesso, ma come si vede dal grafico dell’ETF il forte ribasso è frutto degli ultimi mesi.

In area 21 euro per l’ETF si trova un supporto di assoluto rilievo sul quale potrebbe essere prevedibile una tenuta e l’avvio di una fase di accumulazione. In quella zona di prezzo si trova anche il 50% di ritracciamento dell’intero rialzo cominciato nel 2020. Un calo ulteriore del 10% dai livelli attuali potrebbe dunque essere utile per entrare sul mercato indiano a condizioni interessanti.
Ma è il grafico della Borsa indonesiana a intrigare ancora di più. I prezzi dell’ETF stanno infatti testando dei minimi che dal 2014 a oggi sono stati sollecitati più volte. Un diaframma di prezzo vitale per il mercato indonesiano che negli ultimi 10 anni non ha guadagnato nulla e che oggi vale 12 volte gli utili con un rapporto prezzo valore di libro inferiore a 2.

Due ETF che si sono staccati dal gruppone degli emergenti e che ora sono chiamati ad una reazione per evitare rotture ribassiste molto pericolose per il futuro.