Ci sono ETF che hanno fatto la storia del mercato europeo e ciclicamente alcuni di questi entrano nel mirino delle case di investimento che, nel processo di razionalizzazione delle loro offerte commerciali, rimuovono alcuni di esse perché anti economici. Solitamente si tratta di strumenti che non hanno trovato ampio gradimento tra gli investitori.
Tra questi ETF ce ne sono due di Xtrackers che hanno catturato la mia attenzione. Strumenti che per un motivo o per l’altro hanno fatto parte di alcune strategie di investimento molto utili nei momenti più critici dei mercati degli ultimi anni.
ETF sui governativi di Eurolandia in versione short: +30% in cinque anni
Questi due strumenti sono Xtrackers II EUR Covered Bond Swap e Xtrackers II Eurozone Government Bond Short Daily Swap.
La società tedesca ha deciso di mettere la parola fine a strumenti lanciati sul mercato europeo nell’ormai lontano 2008. Le masse amministrate non sono mai andate oltre i 20 milioni di euro con i costi di gestione che non giustificano più il mantenimento di tali prodotti a catalogo.
Curioso però notare come Xtrackers II Eurozone Government Bond Short Daily Swap chiuda i battenti proprio ora che stava svolgendo un eccellente lavoro di copertura verso il rialzo dei tassi.
L’ETF, infatti, replica su base giornaliera la performance inversa dell’indice iBoxx EUR Sovereigns Eurozone. Quella parola inversa significa che se i bond perdono di prezzo a causa di tassi in salita, l’ETF guadagna. E infatti i numeri degli ultimi 5 anni erano eccellenti.
Se Xtrackers Eurozone Government Bond aveva realizzato nell’ultimo lustro una performance negativa del 12% proprio per effetto dell’aumento dei tassi di interesse in Europa, l’ETF Short nello stesso periodo aveva guadagnato ben il 30%. Una performance incredibile che chiarisce molto bene pregi e anche difetti (l’effetto compounding e la volatilità hanno prodotto una performance distorta rispetto al benchmark) di una strategia alla quale colpevolmente gli investitori non hanno guardato con attenzione per sfruttare questa fase eccezionale di mercato.
E anche le vicende dei Covered Bond non hanno scaldato più di tanto i risparmiatori. Obbligazioni prevalentemente di emissione bancaria con una doppia garanzia (emittente e garanzia sottostante, solitamente mutui) che mai nella storia europea hanno generato dei default. Il momento di gloria di questi strumenti è stato quello della crisi dell’euro quando la fuga dai bond periferici italiani, greci e spagnoli trovò proprio nei covered bond un rifugio sicuro.
A dire il vero gli ultimi 5 anni, a causa di una duration particolarmente lunga, i covered non si sono distinti dai titoli di stato tradizionali; ma l’ETF di Xtrackers ha sofferto soprattutto la concorrenza di iShares con il suo Euro Covered Bond da oltre 1,5 miliardi di masse amministrate che ha azzerato l’interesse per lo strumento clone di Xtrackers.
Peccato per questo delisting, si perde un pezzo di storia degli ETF e strategie che nel lungo periodo potevano offrire delle alternative interessanti di asset allocation o strategie speculative per cavalcare il movimento dei tassi. Si dovrà ovviamente guardare altrove.