La seduta di ieri si è chiusa all'insegna di una marcata divergenza tra gli indici americani. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,02%, lo S&P 500 è avanzato dello 0,28% e il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,02%. Una fotografia che racconta la crescente selettività degli investitori, ancora disposti ad acquistare azioni ma meno inclini a premiare indiscriminatamente il comparto tecnologico.
A sostenere Wall Street è stato soprattutto il settore sanitario, protagonista di un nuovo massimo storico. Eli Lilly, UnitedHealth, Merck, Johnson & Johnson e Amgen hanno contribuito alla sovraperformance del Dow Jones, affiancati dalla solidità dei finanziari. In controtendenza le grandi società tecnologiche, penalizzate dai dubbi sulla sostenibilità degli investimenti nell'intelligenza artificiale.
Un'altra indicazione è arrivata dal Russell 2000, salito dell'1,65%. La maggiore partecipazione delle società a piccola capitalizzazione ha evidenziato una rotazione degli acquisti, più che un generalizzato abbandono del rischio.
Sul sentiment ha inciso anche il petrolio. Dopo aver sfiorato i 112 dollari, il Brent ha ripiegato sotto quota 109 dollari, favorendo il recupero degli indici dai minimi iniziali. Le prospettive diplomatiche tra Stati Uniti e Iran hanno contribuito ad attenuare temporaneamente i timori sulle forniture energetiche, senza cancellare il premio geopolitico incorporato nelle quotazioni.
Wall Street Oggi: SpaceX rilancia l'AI, focus su Tesla e Meta
Oggi i futures sulle Borse USA mostrano un orientamento moderatamente positivo, con il contratto sul Dow Jones in progresso dello 0,07%, quello sullo S&P 500 dello 0,24% e il derivato sul Nasdaq 100 dello 0,5%.
Il driver dominante è il ritorno degli acquisti sull'intelligenza artificiale, alimentato dalle trimestrali di SpaceX (Trimestrale SpaceX oltre le attese, Musk apre alla fusione con Tesla) e Super Micro Computer. I risultati delle due società suggeriscono che la domanda di infrastrutture tecnologiche rimane robusta, nonostante le recenti vendite sui semiconduttori e le preoccupazioni degli investitori per la redditività degli enormi investimenti nel settore.
La seduta rappresenta quindi un banco di prova per il comparto growth. Dopo una settimana particolarmente difficile, caratterizzata da un arretramento del Nasdaq del 4,5% e da una flessione del 10,5% dell'ETF VanEck Semiconductor, il mercato cerca indicazioni concrete sulla capacità dell'AI di generare ricavi e margini adeguati agli investimenti.
A complicare lo scenario rimane il petrolio, con il Brent nuovamente sopra i 110 dollari al barile. La persistente tensione energetica alimenta i rischi inflazionistici e limita lo spazio di manovra della Federal Reserve, chiamata a valutare una dinamica dei prezzi che negli ultimi dati ha mostrato pressioni sempre più diffuse.
La prossima riunione del FOMC arriva in un contesto particolarmente delicato (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026) visto che i dati sull'inflazione di settembre hanno rafforzato le preoccupazioni per una politica monetaria ancora restrittiva, anche se gran parte degli operatori continua a prevedere tassi invariati.
L'agenda macroeconomica odierna non presenta indicatori statunitensi di primissimo piano. L'attenzione si concentra quindi sulle trimestrali, sulle scorte settimanali di petrolio e sulle indicazioni provenienti dalle società più esposte all'intelligenza artificiale. Il prossimo passaggio macro rilevante arriverà venerdì, con i PMI preliminari e la fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan.
Azioni USA: SpaceX, Tesla e Super Micro sotto i riflettori
- SpaceX: guadagna il 9,4% nel pre-market dopo aver comunicato il primo utile da società quotata, sostenuto dall'espansione delle attività legate all'intelligenza artificiale. A catalizzare gli acquisti anche le dichiarazioni di Elon Musk su una possibile fusione con Tesla. Un'operazione che potrebbe creare importanti sinergie industriali ma solleverebbe interrogativi sulla governance, sulle valutazioni e sulle autorizzazioni regolamentari.
- Super Micro Computer: balza del 12,7% dopo aver anticipato ricavi trimestrali e margini superiori alle precedenti indicazioni. La revisione positiva conferma la resilienza della domanda di server destinati ai sistemi AI. Il mercato interpreta il segnale come una possibile inversione del sentiment sull'infrastruttura tecnologica, penalizzata nelle ultime settimane dai timori sui ritorni degli investimenti.
- Tesla: avanza dell'1,7% nel pre-market, beneficiando delle speculazioni su una possibile integrazione con SpaceX. L'attenzione resta concentrata anche sulla trimestrale attesa dopo la chiusura, dalla quale gli investitori cercheranno indicazioni sulla redditività automobilistica e sulle prospettive delle attività tecnologiche. L'eventuale fusione rappresenterebbe una svolta strategica, ma la creazione effettiva di valore resta tutta da dimostrare.
- Dopo la chiusura di Wall Street sarà anche la volta di Meta: il consensus indica ricavi trimestrali intorno a 63,34 miliardi di dollari, in crescita di circa il 24% annuo. Prima dell'avvio le azioni segnano un -0,8%.
- Netflix: perde oltre il 6% nel pre-market dopo una trimestrale accompagnata da previsioni deludenti sugli utili del quarto trimestre. La società ha registrato il ritmo di crescita dei ricavi più lento degli ultimi tre anni, alimentando i dubbi sulla capacità di sostenere l'espansione degli utili (Anthropic perde 80 miliardi, Netflix guadagna e scende: ecco i conti).
- Intuitive Surgical: arretra del 7,6% nel pre-market, nonostante ricavi e utili rettificati superiori al consensus (Azioni Intuitive Surgical, perché i conti non bastano).
- Capital One: avanza del 3,3% dopo aver annunciato un rafforzamento degli investimenti commerciali per sostenere la propria competitività. La strategia potrebbe favorire la crescita dell'attività nel medio periodo, anche se comporta un aumento delle spese. Per gli investitori sarà importante valutare l'equilibrio tra acquisizione di nuovi clienti, redditività e qualità del credito.