Wall Street Oggi: il tech ci riprova dopo il crollo | Investire.biz

Wall Street Oggi: il tech ci riprova dopo il crollo

19 ott 2026 - 13:30

I future USA recuperano terreno dopo il sell-off tecnologico di venerdì. Nvidia e Intel guidano il rimbalzo, ma trimestrali e Treasury mettono alla prova Wall Street

La settimana si apre all'insegna del tentativo di recupero per le Borse USA, reduci da una fase di vendite che ha colpito soprattutto i titoli tecnologici. A Wall Street il tema dominante resta la sostenibilità degli investimenti nell'intelligenza artificiale, con gli operatori sempre più attenti al rapporto tra spesa infrastrutturale, crescita dei ricavi e costo del capitale.

Venerdì 16 ottobre il Nasdaq ha ceduto il 2,14%, lo S&P 500 ha perso l'1,09% e il Dow Jones ha limitato il ribasso allo 0,34%. Una divergenza che riflette la maggiore vulnerabilità delle società tecnologiche alle tensioni sui rendimenti obbligazionari e ai dubbi sulle valutazioni.

Il bilancio settimanale è ancora più indicativo: il Nasdaq ha lasciato sul terreno circa il 4% (Nasdaq rompe la trendline: è solo l'inizio del bear market?), lo S&P 500 l'1,9% e il comparto dei semiconduttori, misurato dal VanEck Semiconductor ETF, il 10,5%. L'indice Philadelphia Semiconductor ha perso oltre il 10% e CoreWeave circa un quarto del proprio valore.

La correzione evidenzia un cambiamento nel modo in cui gli investitori valutano il settore. Non basta più annunciare investimenti miliardari nell'AI: il mercato chiede indicazioni concrete sulla loro monetizzazione. Una questione particolarmente rilevante per le società che finanziano l'espansione attraverso il debito e per quelle maggiormente esposte all'aumento dei tassi di interesse.

 

 

Wall Street Oggi: future in rialzo tra petrolio, Fed e trimestrali

Oggi il quadro appare più costruttivo: il derivato sul Nasdaq guadagna circa l'1,2%, il contratto sullo S&P 500 avanza dello 0,7% e il future sul Dow Jones registra un progresso dello 0,4%. Il recupero è dunque concentrato proprio sul segmento che aveva maggiormente sofferto nelle precedenti sedute.

A favorire il ritorno del risk appetite contribuiscono anche il ridimensionamento delle quotazioni petrolifere e la stabilizzazione dei Treasury. Il Brent arretra di circa il 2% dopo l'allentamento di alcune sanzioni statunitensi nei confronti della Russia. Il petrolio resta comunque su livelli elevati, complice la persistente tensione geopolitica in Medio Oriente e i rischi per il traffico energetico nello Stretto di Hormuz.

Sul mercato obbligazionario, il rendimento del Treasury decennale oscilla intorno al 5,09%, dopo aver raggiunto nelle settimane precedenti livelli prossimi al 5,31%. Una moderazione che offre sostegno alle valutazioni azionarie, soprattutto nei comparti caratterizzati da una maggiore duration finanziaria.

Rimane centrale la Federal Reserve. Dopo le indicazioni di un'inflazione statunitense ancora persistente, gli operatori si preparano alla riunione del 28 ottobre. Il mercato attribuisce circa l'85% di possibilità al mantenimento dei Fed Funds nell'intervallo 3,75%-4%. Il blackout delle comunicazioni dei funzionari Fed rende ancora più importanti i prossimi dati economici.

L'agenda di oggi prevede alle 16:00 italiane l'indice NAHB sulla fiducia dei costruttori immobiliari statunitensi, dopo una precedente lettura pari a 32 punti. Un indicatore utile per valutare la pressione esercitata dagli elevati costi di finanziamento sul mercato residenziale.

Il vero banco di prova arriverà tuttavia con le trimestrali. Questa settimana sono attesi i risultati di circa 70 società dello S&P 500, tra cui Meta, Tesla, IBM, General Motors e GE Aerospace. Venerdì 23 ottobre sarà inoltre la volta dei PMI preliminari di ottobre, fondamentali per misurare la tenuta dell'attività economica e le pressioni sui prezzi.

La combinazione tra rendimenti ancora elevati e aspettative di crescita ambiziose rende particolarmente delicata la stagione dei conti. Per il comparto AI, la discriminante potrebbe essere meno la crescita della spesa e più la capacità di trasformarla in flussi di cassa.

 

 

Azioni USA: Intel, Nvidia e CoreWeave guidano il radar

  • Intel: guadagna il 3,8% nel pre-market dopo che JP Morgan ha migliorato il giudizio sul titolo da "underweight" a "neutral". La revisione sostiene il recupero dopo le vendite della precedente seduta e riporta l'attenzione sulle prospettive del produttore di semiconduttori.
  • Nvidia: avanza di oltre il 2% nel pre-market, beneficiando del ritorno degli acquisti sui semiconduttori. La società resta il principale termometro delle aspettative sull'intelligenza artificiale, in una fase in cui il mercato sta rivalutando sostenibilità e redditività degli investimenti infrastrutturali.
  • CoreWeave: recupera il 2,8% dopo il pesante arretramento della scorsa settimana. Il gruppo, specializzato nelle infrastrutture cloud per l'AI, è particolarmente sensibile all'andamento dei costi di finanziamento. La tenuta del rimbalzo rappresenterà un indicatore della propensione degli investitori a tornare sulle società più esposte alla crescita dell'intelligenza artificiale.
  • Red Cat Holdings: balza del 6,9% dopo aver annunciato un'operazione per acquisire il produttore austriaco di motori Steyr Motors, valutata circa 204,8 milioni di euro. Per la società americana specializzata in droni, l'operazione potrebbe rafforzare l'integrazione industriale e ampliare il presidio della filiera tecnologica della difesa.
  • Tesla: dopo il calo del 2,1% di venerdì, il titolo segna un -0,45% in attesa della trimestrale di mercoledì. L'attenzione si concentra sulle prospettive della redditività automobilistica e sugli investimenti nelle nuove tecnologie.

 

 

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