Wall Street ha archiviato la seduta di ieri in territorio positivo, recuperando terreno dopo le forti vendite della giornata precedente. Il Dow Jones ha guadagnato l'1,08%, lo S&P 500 è avanzato dello 0,33% e il Nasdaq Composite ha registrato un progresso dello 0,08%. Il Russell 2000 ha invece sovraperformato i principali benchmark, con un rialzo di circa l'1,3%.
A sostenere il recupero delle Borse USA è stata soprattutto la discesa dei rendimenti obbligazionari, con il Treasury decennale scivolato in area 5,09%. Un movimento significativo, maturato nonostante il nuovo segnale di persistenza delle pressioni inflazionistiche arrivato dai prezzi alla produzione di settembre, aumentati dell'1,3% su base mensile.
La flessione dei rendimenti ha alleggerito temporaneamente la pressione sulle valutazioni azionarie, favorendo soprattutto i comparti più difensivi e alcuni titoli legati ai consumi. Il settore sanitario ha beneficiato di una rotazione degli investitori verso società caratterizzate da utili più prevedibili, con Eli Lilly e UnitedHealth tra i protagonisti.
Il recupero degli indici nasconde tuttavia una divergenza importante. Il Nasdaq ha faticato a seguire il Dow Jones, penalizzato dalla persistente debolezza del comparto tecnologico e dei semiconduttori. L'indice Philadelphia Semiconductor ha prolungato a sette sedute consecutive la propria serie negativa, segnalando come la correzione dell'intelligenza artificiale non possa ancora considerarsi conclusa.
Il nodo centrale riguarda la sostenibilità finanziaria degli investimenti nell'AI. Le preoccupazioni sull'indebitamento di CoreWeave e di altri operatori delle infrastrutture cloud stanno infatti alimentando una revisione del premio al rischio richiesto dagli investitori. Non è tanto la domanda di capacità computazionale a essere messa in discussione, quanto la capacità delle società più esposte di finanziarne l'espansione a condizioni economicamente sostenibili.
È proprio questa dicotomia a caratterizzare l'attuale fase di mercato: la maggiore prudenza verso l'intelligenza artificiale convive con la resilienza degli indici tradizionali, sostenuti dalla rotazione settoriale e dai risultati societari.
Wall Street Oggi: Warsh raffredda le attese sui tassi, ma l'AI resta il rischio principale
La seduta di venerdì 16 ottobre si prepara ad aprire con un'impostazione moderatamente positiva: il future sul Dow Jones guadagna lo 0,2%, il contratto sullo S&P 500 avanza dello 0,1% e il derivato sul Nasdaq non fa registrare variazioni di rilievo. Movimenti contenuti, che fotografano un tentativo di stabilizzazione dopo una settimana caratterizzata da un'elevata volatilità.
Il principale elemento di sostegno arriva dalla Federal Reserve. Il presidente Kevin Warsh, intervenuto a Bangkok nell'ambito degli incontri del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale, ha sottolineato la resilienza dell'economia statunitense e la capacità dell'attività globale di resistere agli shock energetici e alle condizioni monetarie restrittive.
Warsh ha tuttavia evitato di fornire indicazioni precise sulla prossima decisione relativa ai tassi, lasciando aperte le opzioni del Federal Open Market Committee. L'assenza di nuove indicazioni restrittive è stata interpretata dagli operatori come un segnale relativamente rassicurante. Secondo le indicazioni del CME FedWatch, la probabilità attribuita a un rialzo dei tassi nella prossima riunione si colloca intorno al 17%. Il quadro resta comunque condizionato dall'inflazione, che continua a rappresentare il principale ostacolo a una politica monetaria meno restrittiva.
In questo contesto, il Treasury decennale si mantiene intorno al 5,08%, dopo la marcata flessione registrata giovedì. La stabilizzazione della curva americana può offrire un sostegno alle valutazioni azionarie, ma il mercato obbligazionario rimane particolarmente sensibile ai prossimi dati macroeconomici.
L'agenda odierna prevede alle 14:30 italiane la pubblicazione dei prezzi all'importazione e all'esportazione di settembre, seguita alle 15:15 dai dati sulla produzione industriale e sull'utilizzo della capacità produttiva. Questi ultimi saranno particolarmente osservati per valutare la tenuta del settore manifatturiero statunitense.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il petrolio, con il Brent ancora sopra i 105 dollari al barile. Le tensioni energetiche rappresentano un fattore potenzialmente destabilizzante per le aspettative di inflazione e per la traiettoria dei tassi americani.
Azioni USA: CoreWeave, Tesla e Penske Automotive sotto i riflettori
- CoreWeave: cede il 4,3% nel pre-market, confermandosi uno dei principali termometri del sentiment sull'intelligenza artificiale. Le preoccupazioni riguardano soprattutto l'elevato indebitamento, vicino ai 50 miliardi di dollari, e la crescita degli oneri finanziari necessari a sostenere gli investimenti nelle infrastrutture cloud. Nonostante il recupero del 5,94% registrato ieri, gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità del modello di business.
- Tesla: +5,2% nel pre-market dopo la presentazione della nuova Roadster, realizzata con il contributo tecnologico di SpaceX. Il prototipo ha mostrato capacità di accelerazione e manovre aeree grazie a propulsori dedicati, con l'avvio della produzione programmato per il 2028. L'evento ha riacceso l'attenzione sulle capacità ingegneristiche del gruppo, ma il suo impatto economico resta incerto. Per gli investitori, l'appuntamento più importante sarà quello del 21 ottobre, quando Tesla presenterà i risultati trimestrali.
- Penske Automotive: ieri il titolo ha chiuso con un +8,84% dopo l'annuncio dell'accordo per il delisting della società. Il gruppo sarà acquisito dai principali azionisti, Penske Corporation e la giapponese Mitsui, attraverso un'operazione che valuta il rivenditore automobilistico circa 16,3 miliardi di dollari, debito compreso. Prima dell'avvio PAG segna un +0,2%.
- Truist Financial: +1% nel pre-market, con gli investitori concentrati sulla pubblicazione dei conti trimestrali. L'andamento del margine di interesse, il costo della raccolta e la qualità del credito saranno i principali elementi da monitorare.