La sessione di ieri si è conclusa all'insegna della cautela e della volatilità, riflettendo le crescenti preoccupazioni per l'escalation del conflitto in Medio Oriente. Gli investitori hanno assistito a una chiusura in territorio negativo, con i principali indici che hanno comunque recuperato parte delle perdite subite durante il picco di tensione intraday.
Il Dow Jones Industrial Average ha terminato la seduta con un ribasso dello 0,44%, mentre lo S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno entrambi ceduto lo 0,30% (-0,27 e -0,28 per cento).
Il nervosismo è stato alimentato dal balzo del greggio Brent, salito fino a 112 dollari al barile dopo le notizie di attacchi incrociati a impianti di gas e infrastrutture energetiche legate ai giganti Shell ed Exxon Mobil. Nonostante i prezzi del petrolio siano poi ritracciati sotto i 110 dollari, il sentiment generale rimane teso. “Finché i combattimenti non cesseranno e il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà, l'inflazione energetica persisterà”, ha detto Louis Navellier, Chief investment officer di Navellier.
La fragilità del mercato è resa evidente dal fatto che, dopo il Dow Jones, anche lo S&P 500 è sceso al di sotto della sua media mobile a 200 giorni, un segnale tecnico monitorato con estrema attenzione dai trader per valutare la tenuta del mercato rialzista.
Azioni Wall Street: future USA con il segno meno
Nonostante le dichiarazioni del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui la guerra potrebbe finire "molto più velocemente di quanto si pensi", i future sulle Borse USA quotano sotto la parità.
Negli scambi pre-market, il contratto sul Dow Jones registra un -0,33%, il derivato sullo S&P 500 perde lo 0,42% e lo strumento legato al Nasdaq-100 segna un -0,6%. I principali indici sono sulla buona strada per registrare la quarta settimana consecutiva di perdite (-1,15% per il Dow Jones, -0,39% dello S&P 500 e -0,07% del Nasdaq).
Wall Street Oggi: riflettori puntati su FedEx e Super Micro
- FedEx: il titolo balza del 7% nel pre-market dopo che la società di spedizioni ha rivisto al rialzo le proprie prospettive finanziarie grazie a un incremento dei ricavi nel terzo trimestre fiscale.
- Super Micro Computer: le azioni crollano di oltre il 26,7% a seguito del coinvolgimento di alcune figure di spicco in un presunto schema di contrabbando di GPU verso la Cina, in violazione delle leggi sui controlli alle esportazioni (Super Micro: co-fondatore arrestato per contrabbando di GPU Nvidia).
- Tegna: la società guadagna il 9,3% prima dell'apertura dopo la chiusura ufficiale della fusione da 6,2 miliardi di dollari con la rivale Nexstar Media (+3,35%).
- Scholastic: il titolo della casa editrice corre del 10,4% grazie all'annuncio di un'offerta pubblica di acquisto sulle proprie azioni per un valore di 200 milioni di dollari.
- Tesla: valuta un investimento da 2,9 miliardi di dollari per l’acquisto di macchinari destinati alla produzione di pannelli e celle solari. Secondo indiscrezioni, il gruppo guidato da Elon Musk sarebbe in trattativa con diversi fornitori cinesi (Tesla punta sul solare: maxi accordo da 2,9 mld con fornitori cinesi). Il titolo nel pre-market arretra del 3,2%.