La seduta di giovedì si è chiusa in territorio negativo per tutti e tre i principali indici di Wall Street, appesantiti soprattutto dal comparto dei semiconduttori. Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto lo 0,20%, lo S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,51%, penalizzato nonostante il progresso di otto dei suoi undici settori mentre il Nasdaq Composite, il più esposto ai titoli tecnologici, ha invece registrato un calo dell'1,47%.
A pesare sul sentiment è stata soprattutto la giornata da dimenticare per i produttori di chip: l'iShares Semiconductor ETF ha perso il 4,50%, nonostante trimestrali superiori alle attese da parte di Taiwan Semiconductor Manufacturing e ASML. Un segnale che la diffidenza degli investitori verso il comparto abbia un'origine più profonda del semplice andamento dei conti aziendali.
Non a caso l'ultimo sondaggio di Bank of America tra i gestori di fondi globali descrive il trade sui semiconduttori come "di gran lunga il più affollato del mercato", con gli operatori spaccati sull'ipotesi di una bolla legata all'intelligenza artificiale: il 43% la ritiene concreta, il 48% la esclude.
Azioni Wall Street: future in calo, torna la paura sui semiconduttori
Il contratto future sul Dow Jones cede lo 0,60%, il derivato sull'S&P 500 perde lo 0,80% e quello sul Nasdaq 100, il più sensibile ai titoli tecnologici, scivola dell'1,90%, complice la nuova ondata di vendite sui produttori di chip. Il comparto resta l'epicentro della diatriba di mercato: nel premarket l'iShares Semiconductor ETF arretra del 3,70% e l'omologo prodotto di VanEck del 3,40%.
Sullo sfondo resta la riunione della Federal Reserve del 29 luglio: gli strumenti monitorati dal CME FedWatch Tool continuano a scontare una pausa sui tassi, anche se non mancano voci contrarian all'interno del board.
La presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan, ha dichiarato che tassi "moderatamente" più alti garantirebbero un migliore equilibrio tra i rischi economici e il duplice mandato dell'istituto centrale, con i rischi sull'inflazione che restano orientati al rialzo.
Wall Street Oggi: Netflix, Intuitive Surgical e i chip nel mirino del premarket
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Netflix: il titolo perde oltre il 10% nel pre-market dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. L'utile per azione si è attestato a 0,80 dollari su ricavi per 12,56 miliardi di dollari, contro attese di 0,79 dollari e 12,59 miliardi. Pesano previsioni inferiori alle stime e l'annuncio di una riduzione della frequenza dei report sul coinvolgimento degli utenti.
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Intuitive Surgical: le azioni del produttore di sistemi robotici chirurgici crollano del 10,7% nonostante un utile rettificato di 2,80 dollari per azione su ricavi per 2,89 miliardi, ben sopra le attese di 2,50 dollari e 2,82 miliardi. La società ha comunque confermato le previsioni sull'intero esercizio.
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Alcoa: il produttore di alluminio è debole prima dell'avvio (-0,2%) pur avendo superato le stime, con un utile di 2,12 dollari per azione su ricavi per 3,97 miliardi, contro attese di 2,06 dollari e 3,94 miliardi. Il gruppo ha rivisto al ribasso le previsioni di produzione di allumina per il 2026.
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SpaceX: il titolo scivola di un ulteriore 3,9% nel premarket dopo l'interruzione all'ultimo secondo del test del razzo Starship. Il fondatore Elon Musk ha spiegato che alcuni motori non si sono accesi correttamente, facendo scattare l'arresto automatico del lancio.
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Uber: il titolo perde lo 0,3% dopo l'annuncio dell'acquisizione del colosso tedesco delle consegne a domicilio Delivery Hero per 14,8 miliardi di dollari, operazione che porterà la piattaforma combinata a operare in 99 mercati.
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La proposta di acquisizione di PayPal Holdings lanciata nei giorni scorsi dalla fintech Stripe e dalla società di private equity Advent International è stata definita inadeguata dal board della multinazionale dei pagamenti (PayPal: il board respinge l'offerta di Stripe e Advent, ecco perché).
- Truist Financial e Fifth Third Bancorp alzano il velo sui conti trimestrali.