La proposta di acquisizione di PayPal Holdings lanciata nei giorni scorsi dalla fintech Stripe e dalla società di private equity Advent International è inadeguata (PayPal; offerta di acquisizione da oltre 53 miliardi di $). Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione della multinazionale americana dei pagamenti, secondo quanto riferito da una fonte a conoscenza della questione sentita da Reuters. L'offerta da oltre 53 miliardi di dollari sottovaluterebbe l'azienda, secondo il board, oltre a presentare alcuni ostacoli di natura finanziaria e regolamentare.
PayPal ha attuato negli ultimi tempi una strategia di rilancio che, se dovesse avere successo, farebbe aumentare il valore della società. Di conseguenza, anche se l'offerta da 60,50 dollari per azione rappresenta un premio di circa il 6,6% rispetto all'ultimo prezzo di chiusura a Wall Street, il board la ritiene ancora insufficiente.
PayPal Holdings: tutti i nodi di un'acquisizione
Secondo Reuters, oltre all'aspetto del "quantum" relativo al prezzo di acquisizione, il Cda di PayPal sta valutando altri due punti cruciali: il finanziamento dell'operazione e la tempistica legata alle approvazioni regolamentari.
Il consorzio guidato da Stripe e Advent avrebbe predisposto circa 50 miliardi di dollari di debito, attraverso le banche d'affari americane JP Morgan Chase e Morgan Stanley, mentre altri 17 miliardi di dollari sarebbero investiti direttamente dal consorzio. Una volta conclusa l'operazione, il debito non rimarrebbe sulle spalle degli investitori ma, come avviene nella maggior parte dei leveraged buyout, verrebbe trasferito sulla società acquisita.
In sostanza, PayPal si ritroverebbe a dover sostenere un ingente indebitamento, con il conseguente pagamento di interessi. Questo potrebbe avere ripercussioni sull'attività dell'azienda e, indirettamente, anche sul personale. Il CdA valuta quindi innanzitutto la solidità del finanziamento. Un'offerta molto elevata, ma supportata da un finanziamento incerto, può infatti risultare meno interessante di un'offerta leggermente inferiore con fondi già garantiti.
Poi c'è l'altro grande tema: l'antitrust. Stripe e PayPal operano entrambe nel settore dei pagamenti digitali, quindi le autorità della concorrenza potrebbero sollevare dubbi sul rischio di una riduzione della concorrenza. Reuters riferisce che Stripe e Advent hanno discusso possibili soluzioni, tra cui la separazione del business Braintree di PayPal. Braintree è la divisione di PayPal che fornisce infrastrutture di pagamento a grandi aziende come Uber, Airbnb, DoorDash e Shopify.
Dal punto di vista industriale, Braintree è molto simile al core business di Stripe, sia per quanto riguarda le API per sviluppatori, sia per l'elaborazione dei pagamenti con carte, i servizi destinati ai grandi merchant, i pagamenti ricorrenti e i marketplace. Questa sovrapposizione potrebbe attirare l'attenzione delle autorità antitrust.
Per evitare tali criticità, Stripe e Advent potrebbero impegnarsi, ad esempio, a vendere Braintree a un altro operatore, a scorporarla in una società indipendente oppure a mantenerla separata con specifici vincoli operativi, così da preservare la concorrenza nel mercato dei pagamenti. La risoluzione di tutti questi aspetti potrebbe però richiedere tempi lunghi. L'operazione dovrebbe infatti ottenere il via libera in numerose giurisdizioni, le cui autorità potrebbero avviare una prima fase di analisi preliminare, seguita da una seconda fase qualora emergessero dubbi sotto il profilo concorrenziale.
Alla luce di tutto questo, e in adempimento del proprio dovere fiduciario nei confronti degli azionisti, il board si trova quindi a valutare non solo se il prezzo sia adeguato, ma anche la probabilità che l'operazione venga effettivamente completata. Se quest'ultima dovesse essere bloccata, PayPal potrebbe aver perso mesi di opportunità strategiche e sostenuto costi rilevanti.