L'escalation militare tra Usa e Iran unita ai deludenti dati trimestrali comunicati da Netflix impattano negativamente sulle Borse europee, che inaugurano l'ultima seduta della settimana in territorio negativo.
In questo contesto è stata una giornata in deciso ribasso sui listini asiatici che, in scia al sell-off che ha colpito il settore tecnologico, hanno terminato le contrattazioni in ampio territorio negativo. Con il Kospi coreano chiuso per festività, il Nikkei lascia sul campo il 4% mentre Shanghai ha registrato un calo superiore al 2%.
Con i futures di Wall Street che scambiano in negativo dello 0,75%, il FTSE Mib apre le contrattazioni in ribasso dello 0,8% a contatto con la soglia dei 52 mila punti.
Dal punto di vista operativo la perdita di questi livelli dovrebbe far proseguire la fase correttiva presente sull'indice italiano. In questo caso i prossimi obiettivi ribassisti sarebbero situati sui 51.750-51.700 punti e successivamente i 51.550-51.500 punti.
Tra le azioni da seguire in queste ore a Piazza Affari troviamo Banca MPS, con il Cda dell'istituto che ha risposto all'offerta presentata da Intesa Sanpaolo. Andiamo a scoprire quali sono state le decisioni.
Banca MPS boccia l'offerta di Intesa Sanpaolo
A un mese e mezzo di distanza dall'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo con il supporto di Unipol e Bper su Banca MPS, il Cda della banca senese ha bocciato l'offerta presentata dall'istituto guidato da Carlo Messina.
Secondo il Consiglio del Monte dei Paschi il corrispettivo offerto da Intesa Sanpaolo, 30,6 miliardi di euro dei quali 3 in contanti, offrirebbe un premio inferiore alla media delle offerte osservate finora nel settore. Inoltre a oggi l’offerta sarebbe a sconto del 3,3% rispetto al prezzo di mercato dell’azione MPS e del 6,2% se nel calcolo si considera anche il dividendo ad interim che Intesa pagherà nel prossimo mese di novembre.
L'istituto guidato da Luigi Lovaglio ha voluto sottolineare come l'Opas porti con sé “rilevanti incertezze”, prima tra tutte la quota di Generali che finirebbe in pancia a un gruppo concorrente del Leone di Trieste.
Il board senese ha anche avanzato dubbi sulla partecipazione nel Leone ai fini del Danish Compromise, in quanto una parte significativa dei benefici patrimoniali prospettati dall’offerente, appare dipendere da presupposti regolamentari e strutture articolate a oggi non note che richiederanno il vaglio delle Autorità competenti.
Per quanto riguarda la cessione di 635 sportelli e del marchio MPS a Unipol, questa viene considerata penalizzante in termini di valorizzazione, portando con sé il rischio smantellamento dell’identità storica della banca.
Perplessità anche nel caso dei 2,9 miliardi di sinergie stimati da Ca’de Sass, giudicate troppo ottimistiche, e sulla struttura dell’offerta, composta prevalentemente da azioni Intesa Sanpaolo, cui si aggiunge una componente in cassa pari a 1 euro per ogni azione MPS.
Per Piazza Salimbeni Il valore della componente azionaria resterà esposto alle variazioni del prezzo delle azioni Intesa Sanpaolo fino al regolamento dell’Offerta e di conseguenza, il premio o sconto implicito per gli azionisti potrà variare nel tempo, trasferendo sugli stessi il rischio di mercato legato all’evoluzione del prezzo delle azioni da parte dell’Offerente.
Se l'istituto senese sembra chiudere al momento la porta a Intesa Sanpaolo, al contrario fa breccia la proposta di aggregazione presentata da Banco BPM.
A questo proposito il Cda ritiene che tale proposta possa meritare un approfondimento completo e rigoroso, anche perché prospetta una possibile operazione industriale fondata sulla valorizzazione dell’intero perimetro di MPS e non presuppone la disaggregazione delle attività, della rete distributiva e del marchio della Banca.
Azioni Banca MPS: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a scoprire come potrebbero rispondere le azioni Banca MPS dopo queste notizie.
È stata una giornata all'insegna delle vendite quella di ieri per il titolo Banca MPS che, con un calo dello 0,78%, ha chiuso le contrattazioni a 11,38 euro.
Con un trend di fondo impostato al rialzo, nel breve periodo le attese sono per un ritorno degli acquisti, con primi obiettivi sui massimi degli ultimi due anni in area 11,598 euro.
Il superamento di questi livelli andrebbe a rafforzare ulteriormente il quadro grafico, con prossimi target i 12 euro e successivamente i 12,5 euro.
Nel caso in cui anche tali aree dovessero essere messe alle spalle si assisterebbe a ulteriori allunghi in direzione dei 13 euro e a seguire i 13,5 euro, che rappresentano i massimi degli ultimi 4 anni.
In questo contesto ulteriori prese di beneficio che dovessero spingere i corsi fin verso gli 11 euro, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, potrebbero essere lette come nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita di tali supporti andrebbe a indebolire almeno nel breve periodo la struttura grafica delle azioni.
In questo caso il primo obiettivo ribassista sarebbe sui 10,7 euro e a seguire la soglia dei 10,45 euro, dove il titolo andrebbe a chiudere il gap-up lasciato aperto lo scorso 12 giugno. La mancata tenuta di tali supporti favorirebbe ulteriori ribassi verso i 10 euro e in seguito i 9,7-9,65 euro.
La violazione di questi ultimi supporti aprirebbe le porte per la chiusura dell'ampio gap-up lasciato aperto lo scorso 8 giugno, all'indomani dell'offerta di Intesa Sanpaolo, a 9,055 euro.
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