Ferrari è uno dei marchi italiani più iconici al mondo, famoso per le sue auto sportive e il legame con la Formula 1. Meno conosciuto dal grande pubblico, ma non meno importante per gli investitori, è il modo in cui Ferrari ha remunerato i propri azionisti attraverso i dividendi nel corso degli ultimi anni.
Negli ultimi dieci anni la casa di Maranello ha adottato una politica di distribuzione degli utili che ha visto una crescita costante dei dividendi per azione, riflettendo profitti solidi e un’attenzione verso chi detiene il titolo. Ferrari ha anche implementato programmi di remunerazione complessivi che combinano dividendi con buyback, rafforzando la proposta di valore per gli azionisti.
Ferrari: i dividendi degli ultimi 10 anni
Nella tabella che segue sono riportati i dividendi annuali di Ferrari dal 2016 al 2025, con gli importi distribuiti agli azionisti per azione e la variazione percentuale rispetto all’anno precedente. Ferrari paga i dividendi una volta all’anno, solitamente nel mese di maggio.
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Anno
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Dividendo (€ per azione)
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Tasso di crescita
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2025
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2,986
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+22,22%
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2024
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2,443
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+34,97%
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2023
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1,810
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+32,89%
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2022
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1,362
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+57,09%
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2021
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0,867
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-23,27%
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2020
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1,130
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+9,71%
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2019
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1,030
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+45,07%
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2018
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0,710
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+11,81%
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2017
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0,635
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+38,04%
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2016
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0,460
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Ferrari: analisi dell’andamento dei dividendi
Da questa tabella si può notare come Ferrari abbia aumentato progressivamente il dividendo per azione nella maggior parte degli anni. Dal dividendo di 0,46 euro per azione nel 2016, il valore è cresciuto fino a quasi 3 euro nel 2025, con tassi di incremento particolarmente elevati in alcuni anni. I salti più pronunciati si osservano nel 2022 (+57%), nel 2019 (+45%) e nel 2024 (+35%), segno che la società è riuscita ad aumentare significativamente la remunerazione nonostante un contesto economico spesso incerto.
L’unica eccezione relativa nella tabella è il 2021, in cui il dividendo per azione risulta inferiore rispetto all’anno precedente, riflettendo gli impatti della crisi pandemica globale e le scelte di gestione dei flussi di cassa in un periodo di grande incertezza. Tuttavia, già dal 2022 Ferrari ha ripreso con decisione il percorso di crescita delle cedole.
Payout ratio e sostenibilità
Ferrari ha mantenuto negli ultimi anni un payout ratio generalmente attorno al 30–35%, cioè la percentuale degli utili netti destinata agli azionisti sotto forma di dividendi. Questo livello è considerato sostenibile per una società matura che genera solidi profitti e vuole bilanciare remunerazione degli azionisti e investimenti nel business.
Rendimento e appeal per gli investitori
A differenza di società bancarie o energetiche che spesso offrono rendimenti da dividendi elevati, Ferrari ha storicamente presentato un dividend yield più contenuto, generalmente inferiore all’1%. Questo significa che, pur essendo il dividendo in forte crescita, il rendimento percentuale rispetto al prezzo delle azioni è relativamente basso.
Un dividendo basso in percentuale non deve però essere visto necessariamente come un punto debole: nel caso di Ferrari spesso riflette l’elevato valore del titolo in Borsa e la fiducia degli investitori nella crescita futura delle performance aziendali, più che una dipendenza dai dividendi come fonte principale di reddito.
Ferrari: programmi di buyback e remunerazione complessiva
Oltre ai dividendi, Ferrari negli ultimi anni ha rafforzato anche la remunerazione degli azionisti attraverso programmi di buyback. In un piano annunciato nel 2025 la società ha previsto un incremento del payout ratio al 40% dell’utile netto rettificato a partire dall’esercizio 2025 e un programma di buyback da circa 3,5 miliardi di euro per il periodo 2026–2030. Questi strumenti aggiuntivi mirano a restituire valore al mercato e sostenere il prezzo delle azioni, oltre alla semplice distribuzione di dividendi.
Cosa significa per un investitore
In definitiva, gli investitori che considerano Ferrari per un portafoglio orientato ai dividendi devono tenere presente che, pur con una crescita costante della cedola, il rendimento da dividendi non è tra i più alti sul mercato. Tuttavia, la continuità nella cresciuta della cedola, la solidità del business e la forte posizione del marchio indicano che la società è in grado di remunerare gli azionisti in modo sostenibile e coerente con i risultati economici.
Inoltre, Ferrari rappresenta un tipo di investimento in cui la remunerazione non si basa solo sul dividendo, ma anche sul potenziale di crescita del titolo nel lungo periodo. Molti investitori guardano al Cavallino non tanto per un flusso di reddito immediato dai dividendi, quanto per un mix di crescita del capitale e pagamenti azionari.