ASML - Cina è il caso che tiene in allerta l'intero settore dei semiconduttori. Oggi il produttore olandese di apparecchiature per chip ha rilasciato una smentita netta: nessuna macchina per la litografia a ultravioletti estremi (EUV) è mai stata spedita in Cina, né sono stati esportati componenti, moduli o apparecchiature progettati per essere impiegati in quei sistemi.
La dichiarazione arriva dopo che Bloomberg aveva riportato le preoccupazioni espresse dal segretario al Commercio Usa, Howard Lutnick, ai vertici del gruppo in una serie di incontri recenti. Secondo il report, Lutnick avrebbe sollevato il timore che uno degli strumenti di punta di ASML potesse aver raggiunto la Cina, violando le restrizioni all'export in vigore.
In corrispondenza del giro di boa, le azioni ASML ad Amsterdam lasciano sul campo il 2,08% a 1.641,20 euro. La pressione resta contenuta, ma la vicenda ha riaperto il dibattito sulla vulnerabilità dell'intera filiera dei semiconduttori alle tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino.
I numeri del portafoglio EUV e le prove riservate di Washington
Sono 314 le macchine EUV operative nel mondo, 26 quelle dismesse. Zero in Cina. Lo afferma un documento interno che ASML ha cominciato a far circolare a Washington dopo l'incontro con Lutnick di aprile, intitolato "Nessuna indicazione di alcun sistema EUV di ASML in Cina".
La presentazione precisa che i sistemi EUV di ASML possono essere monitorati automaticamente: qualsiasi interruzione, comportamento anomalo o perdita di connettività viene rilevata in tempo reale. I clienti, aggiunge il documento, non possono spostare o ricollocare le macchine senza il coinvolgimento diretto del produttore, data la complessità delle procedure di gestione.
A rendere la questione più intricata sono le presunte prove in possesso di Washington. Alti funzionari dell'amministrazione Usa, citati da Bloomberg in forma anonima, hanno dichiarato di disporre di elementi che indicano l'export verso la Cina di attrezzature speciali per il trasporto di macchine EUV, oltre ad altri componenti che potrebbero essere utilizzati in questi sistemi. Il problema è che tali prove sarebbero troppo sensibili per essere divulgate. Il Dipartimento del Commercio non avrebbe nemmeno risposto alle richieste di chiarimento inviate da ASML, inclusa quella relativa all'eventuale esistenza di elementi concreti a sostegno delle accuse.
Le macchine EUV di ASML hanno le dimensioni di un autobus scolastico e un peso di 180 tonnellate. Vengono prodotte in quantità limitate e richiedono una manutenzione continuativa da parte del personale del gruppo olandese: un profilo operativo che rende difficile immaginare movimentazioni non autorizzate inosservate.
Le dichiarazioni ufficiali e la posizione dell'Aia
ASML ha respinto con forza le accuse di non conformità ai controlli sull'export relativi alla Cina. Il portavoce del gruppo ha precisato che la società si impegna in un dialogo trasparente con i governi di tutto il mondo e riconosce le considerazioni di sicurezza nazionale alla base delle normative.
"Siamo pienamente impegnati a rispettare tutte le normative", ha dichiarato. Il gruppo ha aggiunto di aver "costantemente adeguato la propria attività a qualsiasi evoluzione dei controlli sulle esportazioni".
Sul fronte istituzionale, il Ministero degli Esteri olandese ha ribadito che i Paesi Bassi operano con regole chiare, basate sul regolamento europeo sul doppio uso e su misure nazionali aggiuntive. Tutte le apparecchiature, i componenti e le tecnologie che rientrano in queste norme richiedono una licenza. Il Paese riconosce il proprio "ruolo unico nell'industria dei semiconduttori" e applica le restrizioni in modo molto rigoroso, intervenendo dove necessario.
Sia Lutnick che il CEO di ASML, Christophe Fouquet, avevano descritto l'incontro di aprile in termini positivi sui rispettivi profili LinkedIn, senza fare menzione del tema EUV. In privato, però, il gruppo ha attivato una vera e propria gestione di crisi, secondo quanto riportato da Bloomberg.
Huawei, Citi e la posta in gioco strategica
L'assenza di accesso agli strumenti EUV è oggi il principale ostacolo tecnologico per Huawei Technologies, il campione cinese dell'AI e principale rivale di Nvidia nel mercato dei chip avanzati. Il responsabile dei semiconduttori del gruppo ha di recente sottolineato come Huawei stia sviluppando soluzioni per produrre chip senza ricorrere alle macchine di ASML. Se un sistema EUV fosse effettivamente arrivato in Cina, si tratterebbe di una delle violazioni più gravi delle restrizioni Usa volte a limitare l'accesso di Pechino a tecnologie con applicazioni militari.
Gli analisti di Citi hanno difeso apertamente la credibilità di ASML. "Alla luce della nostra esperienza con ASML negli ultimi due decenni, inclusi contatti con l'attuale management negli ultimi anni, riteniamo molto difficile credere che l'azienda possa mettere a rischio la propria posizione nel settore, la reputazione o la leadership tecnologica solo per consegnare uno strumento EUV alla Cina". La valutazione sul titolo ASML è stata confermata a "buy" con target price a 1.675 euro (+2% rispetto ai livelli attuali).