Le azioni Intel sono in forte rialzo nelle contrattazioni pre-market di Wall Street. Quando manca poco al suono della campanella d'apertura della Borsa americana, il titolo del produttore statunitense di chip guadagna oltre il 9%.
Ad accendere la miccia è stato un post del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla sua piattaforma Truth Social, nel quale ha annunciato la decisione di Apple di collaborare con Intel per progettare e produrre i propri chip negli Stati Uniti. "Presidenti incompetenti hanno dato per scontata la nostra economia e hanno permesso a Taiwan e ad altri Paesi di sottrarci le nostre fabbriche di semiconduttori", ha aggiunto il tycoon.
Un accordo di questo tipo è molto importante per Intel, che per anni ha proceduto senza una direzione chiara, in attesa di un cliente di rilievo per la propria attività di fonderia di chip. Apple, dal canto suo, punta a diversificare la propria base produttiva rispetto a TSMC, il gigante taiwanese sul quale si appoggia quasi esclusivamente per la produzione dei semiconduttori destinati ai suoi dispositivi. Tra Intel e il colosso di Cupertino erano in corso trattative da oltre un anno e ora le parti sarebbero giunte a un accordo preliminare.
Intel - Apple: un cambiamento iniziato un anno fa
La svolta di Intel è arrivata lo scorso anno, quando Lip-Bu Tan ha assunto la guida dell'azienda dopo anni difficili caratterizzati da ritardi produttivi e dall'assenza di clienti di primo piano. Fino ad allora, infatti, Intel produceva chip prevalentemente per il proprio business interno.
Nel frattempo, due fattori hanno contribuito a rilanciare la società con sede a Santa Clara. In primo luogo, l'investimento da 5 miliardi di dollari annunciato da Nvidia nel settembre 2025. Il maggiore progettista di chip al mondo ha acquistato azioni ordinarie Intel pari a circa il 4% del capitale e, contestualmente, le due aziende hanno siglato un accordo per sviluppare insieme processori destinati ai data center e ai PC.
In secondo luogo, vi è stato il sostegno dell'amministrazione Trump. Il governo statunitense ha acquisito una partecipazione del 10% in Intel e ha annunciato l'intenzione di investire circa 10 miliardi di dollari nel produttore di chip per costruire o ampliare gli stabilimenti negli Stati Uniti. "Ho deciso di aiutare Intel perché abbiamo bisogno di progettare e costruire i nostri chip qui, in America", ha dichiarato Trump su Truth Social.
"In primo luogo abbiamo contribuito a coinvolgere Nvidia, che ha accettato di produrre con Intel i suoi chip di fascia alta", ha aggiunto. "Successivamente Elon (Musk, ndr) ha accettato di costruire la sua TerraFab, la più grande fabbrica di chip al mondo, progettata insieme al team tecnologico di Intel".
Azioni Intel: sono da comprare?
Il processo di trasformazione di Intel ha avuto un impatto dirompente in Borsa. Le azioni della società hanno guadagnato il 464% negli ultimi dodici mesi e la capitalizzazione di mercato ha raggiunto i 608,7 miliardi di dollari.
Dopo questa straordinaria corsa, molti investitori si chiedono se acquistare il titolo oggi sia ancora una buona idea. Una possibile risposta arriva dai fondamentali dell'azienda, sintetizzati dal fair value elaborato da Forecaster.biz. Il valore equo risulta attualmente pari a 73,06 dollari per azione, circa il 40% al di sotto delle quotazioni di mercato. Ciò significa che, attenendosi strettamente ai fondamentali, il titolo Intel appare sopravvalutato.
Diverso è il discorso se si considera il modo in cui il mercato sta prezzando le prospettive di sviluppo del business della fonderia e il potenziale impatto sulla crescita degli utili nei prossimi anni, soprattutto se il boom dell'intelligenza artificiale dovesse proseguire agli attuali ritmi.