UniCredit parte all'assalto di Generali. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, la seconda banca italiana sarebbe pronta ad acquistare la quota del 10,05% della compagnia assicurativa detenuta da Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, in cambio di azioni UniCredit.
A quel punto, Gae Aulenti diventerebbe il primo socio del Leone di Trieste, dal momento che detiene già il 9,2% di Generali, superando la partecipazione del 12,94% di Banca MPS e attestandosi a oltre il 19%, a un passo dalla soglia chiave del 20%. Delfin, a sua volta, arriverebbe a detenere circa il 5% di UniCredit, diventando uno dei principali azionisti della banca.
UniCredit-Delfin-Generali: nessuna richiesta formale all'IVASS
Il quotidiano economico-finanziario riferisce che, dopo l'annuncio dell'Opas di Intesa Sanpaolo su MPS, sono stati avviati contatti preliminari tra i due soggetti coinvolti. Se tutte le operazioni andassero in porto, si verrebbe a creare una suggestiva coesistenza dei due pesi massimi del sistema bancario italiano nel maggiore gruppo assicurativo del Paese.
Tuttavia, la proposta di UniCredit non avrebbe trovato grande riscontro in Delfin, sia perché le azioni della banca guidata da Andrea Orcel viaggiano sui massimi dal 2009, rendendo il concambio poco conveniente, sia perché la holding della famiglia Del Vecchio preferirebbe eventualmente un corrispettivo in contanti.
I colloqui sarebbero comunque ancora in una fase preliminare e, pertanto, UniCredit non avrebbe presentato alcuna richiesta formale all'IVASS. Inoltre, dopo un primo rifiuto da parte di Delfin, non è chiaro se le discussioni siano ancora in corso o siano state sospese in attesa di eventuali modifiche ai termini dell'offerta.
UniCredit: l'Europa sostiene l'Ops su Commerzbank
Intanto, l'Ops di UniCredit su Commerzbank attende la giornata di venerdì 19 giugno per i dati preliminari definitivi, ma la normativa tedesca prevede ulteriori due settimane durante le quali sarà ancora possibile aderire all'offerta. Per i risultati finali bisognerà quindi attendere l'8 luglio.
Allo stato attuale, sono state portate in adesione azioni corrispondenti al 12,41% del capitale della banca tedesca, pari al 12,95% dei diritti di voto. Tale quota si aggiunge al 26,77% del capitale, corrispondente al 27,93% dei diritti di voto, già detenuto dalla banca milanese. Non è finita qui. UniCredit detiene inoltre derivati rappresentati da strumenti con opzione di regolamento fisico corrispondenti al 3,2% del capitale, pari al 3,36% dei diritti di voto, oltre a strumenti regolati per cassa equivalenti al 13,19% del capitale e al 13,76% dei diritti di voto. Sommando le partecipazioni effettive e quelle potenziali, UniCredit arriverebbe così al 55,6% del capitale sociale di Commerzbank.
Dall'inizio dell'operazione, UniCredit ha dichiarato che il proprio obiettivo non era ottenere il controllo di Commerzbank, bensì superare la soglia del 30% attraverso un'offerta che la mettesse in regola con la normativa, evitando il rischio che eventuali futuri buyback dell'istituto tedesco facessero scattare l'obbligo di OPA.
In ogni caso, l'Europa, per voce della vicepresidente della Commissione europea e responsabile della Concorrenza, Teresa Ribera, ha espresso il proprio sostegno all'Ops. "Completare il mercato unico rimane una delle priorità più urgenti per la competitività dell'Europa. Le fusioni transfrontaliere tra le nostre grandi banche contribuirebbero a questo obiettivo. Sono urgentemente necessarie e gli Stati dovrebbero accoglierle con favore per il bene comune", ha dichiarato.