Alibaba accelera sull’AI: in arrivo chip e modelli da record | Investire.biz

Alibaba accelera sull’AI: in arrivo chip e modelli da record

22 set 2026 - 12:11

22 set 2026 - 12:12

Alibaba accelera sull’intelligenza artificiale con nuovi chip, modelli Qwen sempre più grandi e maxi investimenti nel cloud. La sfida entra nel vivo

Ad Hangzhou, sul palco dell’Apsara Conference, Eddie Wu ha scelto di guardare oltre ciò che Alibaba sta già costruendo. "I prodotti davvero rivoluzionari dell’era della Machine Intelligence non sono ancora arrivati", ha detto l’Amministratore delegato.

Una frase che potrebbe sembrare prudente, se non fosse stata accompagnata da numeri che raccontano esattamente il contrario: Alibaba sta preparando modelli di intelligenza artificiale grandi fino a 10.000 miliardi di parametri, un nuovo chip proprietario e una rete globale di data center destinata a superare i 20 gigawatt di capacità entro il 2032.

È forse questa l’immagine che meglio racconta la nuova Alibaba. Non più soltanto Taobao, Tmall e commercio elettronico. Il gruppo fondato da Jack Ma sta cercando di trasformarsi in una delle poche società al mondo capaci di controllare l’intera catena produttiva dell’intelligenza artificiale: semiconduttori, capacità di calcolo, cloud, foundation model e applicazioni.

Nel pre-mercato di Wall Street, le ADR Alibaba segnano un rialzo del 3,3%. 

 

Alibaba prepara Qwen fino a 10.000 miliardi di parametri

Il primo tassello è Qwen. Alibaba sta già addestrando Qwen 4, mentre le generazioni successive, Qwen 4.5 e Qwen 5, dovrebbero raggiungere dimensioni comprese tra 5.000 e 10.000 miliardi di parametri. Il confronto rende l’ordine di grandezza più comprensibile: Qwen 3.8-Max, presentato in agosto e attuale modello di punta della società, dispone di 2.400 miliardi di parametri.

La dimensione di un modello, naturalmente, non coincide automaticamente con la sua qualità. Architettura, dati utilizzati per l’addestramento e quantità di parametri effettivamente attivati possono essere altrettanto importanti. Qwen 3.8-Max, per esempio, utilizza un’architettura Mixture-of-Experts e, pur disponendo di 2.400 miliardi di parametri complessivi, ne attiva 95 miliardi durante l’elaborazione.

L’obiettivo di Alibaba è però evidente: spostare la frontiera verso sistemi capaci di affrontare attività più complesse e di maggiore durata, riducendo progressivamente l'intervento umano. Wu ha parlato apertamente della ricerca di una artificial superintelligence e ha spiegato che il team Qwen sta facendo progressi nello sviluppo di modelli capaci di identificare autonomamente i propri punti deboli, condurre esperimenti e generare nuovi dati di addestramento.

 

 

Alibaba sfida Nvidia partendo dai chip

Qui arriva il secondo passaggio, probabilmente il più strategico. Per costruire modelli sempre più grandi servono quantità enormi di potenza di calcolo. E per una società cinese dipendere completamente dai semiconduttori occidentali rappresenta un rischio crescente.

Alibaba ha così presentato Zhenwu V900, il nuovo processore sviluppato dalla controllata T-Head. Secondo il gruppo, il chip offre prestazioni tre volte superiori rispetto al precedente M890 e può essere collegato in cluster fino a 500.000 unità, abbastanza per sostenere l’addestramento e l’esecuzione dei modelli AI più grandi. La produzione di massa e il lancio commerciale sono previsti nel primo trimestre del 2027.

La tempistica non è casuale: le restrizioni statunitensi sull’esportazione verso la Cina dei processori AI più sofisticati hanno reso la disponibilità di capacità di calcolo una questione non soltanto tecnologica, ma strategica. Alibaba non deve necessariamente costruire domani un equivalente perfetto dei migliori chip Nvidia. Deve innanzitutto ridurre il rischio che l’accesso all’hardware possa diventare il collo di bottiglia della propria espansione nell’AI. Ed è qui che il progetto assume dimensioni industriali.

 

 

Alibaba Cloud diventa il vero motore della trasformazione

Wu ha fissato per Alibaba Cloud l’obiettivo di superare i 20 GW di capacità globale dei data center entro il 2032. La ragione, secondo il CEO, è semplice: la domanda di AI sta crescendo più rapidamente della capacità dell’industria di soddisfarla. Alibaba prevede inoltre di iniziare già nel trimestre in corso la commercializzazione su larga scala dei propri AI supernode.

I conti cominciano a mostrare perché il management abbia deciso di accelerare. Nel trimestre terminato a giugno, i ricavi delle attività AI Cloud e Compute Services hanno raggiunto 48,44 miliardi di yuan, circa 7,1 miliardi di dollari, crescendo del 45% su base annua. I soli prodotti legati all’AI hanno generato circa 1,8 miliardi di dollari di ricavi, mettendo a segno il dodicesimo trimestre consecutivo di crescita a tripla cifra.

La vecchia Alibaba, insomma, finanziava il cloud attraverso l’e-commerce. La nuova Alibaba vuole che sia l’intelligenza artificiale a ridisegnare l’economia dell’intero gruppo.

 

 

Il prezzo della nuova Alibaba

Costruire questa infrastruttura costa moltissimo. Alibaba ha investito quasi 10 miliardi di dollari in spese in conto capitale nel solo trimestre di giugno, il 75% in più rispetto a un anno prima. L’aumento degli investimenti nell’infrastruttura AI ha contribuito a far scendere del 75% l’utile netto trimestrale. Il gruppo aveva già programmato 380 miliardi di yuan di investimenti nell’AI nel periodo 2026-2029 e, secondo Reuters, circa metà di quella cifra era stata impiegata nella prima metà del 2026.

A fine agosto Alibaba ha inoltre completato un aumento di capitale da 80 miliardi di dollari di Hong Kong. Circa il 60% dei proventi è destinato all’espansione della capacità di calcolo globale e il restante 40% alla costruzione di hyperscale AI data center e all’ammodernamento dell’infrastruttura cloud.

Gli stessi investimenti che comprimono gli utili nel breve termine potrebbero costruire il vantaggio competitivo del prossimo decennio. Gli investitori, almeno nella prima reazione, hanno scelto di guardare alla seconda parte dell’equazione. Le azioni Alibaba quotate a Hong Kong sono salite del 5,1% dopo gli annunci di Hangzhou, raggiungendo i massimi di un mese.

La scommessa di Eddie Wu è quindi molto più ampia di un nuovo modello Qwen o di un nuovo processore. Alibaba vuole possedere la fabbrica dell’intelligenza artificiale: progettare il chip, costruire il data center, offrire la potenza di calcolo attraverso il cloud e far girare sopra quell’infrastruttura i propri modelli.

Per anni la domanda su Alibaba è stata quanto potesse ancora crescere il suo impero dell’e-commerce. Dopo Hangzhou, la domanda è cambiata. Ora bisogna capire se quell’impero sarà abbastanza grande da finanziare la costruzione del prossimo.

 
 
 

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