La seduta di venerdì ha certificato una dicotomia che accompagna Wall Street ormai da tre settimane. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,2%, terza chiusura settimanale negativa consecutiva e peggior ottava da marzo, con un arretramento dell'1,4% sull'intera settimana. Lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,2% e il Nasdaq Composite lo 0,4%, in entrambi i casi con recuperi maturati soltanto nella parte finale della seduta. Sui cinque giorni l'indice allargato ha guadagnato lo 0,4% mentre il tecnologico ha segnato un +1,3%: una divergenza che dice più della direzione del mercato di quanto non facciano le singole variazioni.
Sul comportamento degli indici ha pesato anche il triple witching trimestrale, la scadenza simultanea di opzioni su azioni, future su indici e opzioni su indici (Quattro streghe: cosa sono, come funzionano e quando sono).
Un appuntamento che storicamente amplifica la volatilità: dal 2020 il Dow Jones si è mosso in media dello 0,7% in una delle due direzioni nelle sedute di triple witching, lo S&P 500 dello 0,8%, con una perdita media di poco superiore allo 0,4% per entrambi. Una parte del movimento di venerdì va dunque letta come tecnica e fisiologica, non come ridefinizione del posizionamento.
"Gli investitori sono davvero combattuti tra la pressione inflazionistica alimentata dal petrolio, che spinge al rialzo i rendimenti e irrigidisce le condizioni finanziarie, e un contesto macro di supporto, che sta generando una crescita storica degli utili", ha osservato Mark Hackett, Chief market strategist di Nationwide.
È la sintesi del perché il Dow, più esposto alla componente ciclica e value, abbia sofferto mentre il Nasdaq ha tenuto: se il costo del denaro resta alto ma gli utili corrono, il mercato paga la crescita e sconta tutto il resto. La verifica arriverà con la nuova stagione delle trimestrali, ormai alle porte.
Azioni Wall Street: i future salgono nonostante l'escalation mediorientale
I future indicano un avvio in rialzo per le Borse USA. Il contratto sullo S&P 500 avanza dello 0,66%, il future sul Dow Jones dello 0,72% e il derivato sul Nasdaq 100 dell'1,04%. Il dato interessante non è l'ampiezza del movimento, ma il contesto in cui matura.
Nel fine settimana i ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato un attacco con missili e droni contro l'Arabia Saudita. Il Dipartimento di Stato ha invitato i cittadini americani a riconsiderare i viaggi in Medio Oriente, mentre Washington e Teheran si scambiavano minacce di ripresa delle ostilità. Il mercato, per ora, compra: un posizionamento che presuppone un premio geopolitico già incorporato nei prezzi dell'energia e nessun ulteriore deterioramento.
È un'assunzione impegnativa, perché la catena di trasmissione è nota. Il petrolio Brent si avvia a testare il supporto dei 100 dollari al barile, il rendimento del decennale americano gravita intorno al 5% (4,95%) e la settimana scorsa la Federal Reserve ha alzato i tassi per la prima volta in tre anni, alle prese con un'inflazione persistente.
"Lo stesso conflitto geopolitico che gonfia i prezzi dell'energia è ciò che mantiene la Fed restrittiva", ha scritto Jeffrey Roach, chief economist di LPL Financial, ricordando che il comitato guidato da Kevin Warsh ha condizionato le proprie previsioni sull'inflazione a un rientro delle quotazioni petrolifere. Se il greggio resta su questi livelli, la forward guidance difficilmente si ammorbidisce e la duration continua a costare cara: in quel caso il rialzo dei future di oggi resterebbe un fenomeno contingente più che l'avvio di un cambio di regime.
L'agenda della settimana è più politica che macroeconomica. Mercoledì 24 settembre Donald Trump e Xi Jinping si incontrano a Washington per un vertice che toccherà dazi, minerali critici e intelligenza artificiale. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito "positivo" il colloquio preparatorio con il vicepremier cinese He Lifeng, nel quale è stata discussa l'istituzione di un "dialogo USA-Cina sull'AI" con un meccanismo di notifica per gli incidenti che raggiungano la soglia della sicurezza nazionale.
Il rappresentante per il Commercio Jamieson Greer ha parlato di una "operatività" raggiunta dallo U.S.- China Board of Trade, con l'obiettivo di isolare una massa critica di beni - beni di consumo e prodotti a bassa tecnologia sul lato cinese, prodotti energetici, agricoli ed eventualmente dispositivi medicali su quello americano - da trattare separatamente in caso di future misure commerciali. La scadenza da segnare resta il 10 novembre, quando termina la sospensione dei dazi reciproci maggiorati sulle importazioni cinesi.
Sempre questa settimana, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, è attesa la firma dell'accordo di sicurezza tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia. Il risk appetite, insomma, oggi si appoggia su un'attesa negoziale.
Wall Street oggi: Warner Bros. Discovery, Greenland Energy e Strategy
Tra le azioni USA in evidenza nella seduta odierna:
- Warner Bros. Discovery: sale di oltre il 7% nel pre-market sulle indiscrezioni relative a una possibile intesa tra Paramount (+6,7%) e la coalizione di Stati che ha fatto causa per bloccare la fusione da 81 miliardi di dollari. Il mercato sta riprezzando la probabilità di chiusura dell'operazione, che per l'azionista Warner è la variabile decisiva.
- Greenland Energy: guadagna oltre il 140% nel pre-market dopo l'annuncio da parte di Trump di un accordo di sicurezza sull'isola artica. L'intesa prevede lo sviluppo di una presenza militare significativa, ma i dettagli non sono ancora pubblici: un movimento di questa ampiezza sconta uno scenario che nessuno ha ancora letto per intero. Rialzi a due cifre per Greenland Mines (+57,2%) e Critical Metals (+24,8%).
- Strategy: avanza di oltre il 6% nel pre-market, guidando il comparto legato alle criptovalute dopo la salita del bitcoin sopra quota 84.000 dollari, massimo da gennaio. Il titolo resta la proxy azionaria a più alto beta sul sottostante.
- Accenture: prima dell'avvio le azioni segnano un +5,8% dopo la partnership con Anthropic: le due società prevedono almeno 2 miliardi di dollari complessivi di investimenti in cinque anni per valutazione e sicurezza dei modelli AI.
- Meta: indicazioni positive sono arrivate dal suo agente AI Muse.