Advanced Micro Devices ha superato per la prima volta i 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, entrando nel ristretto gruppo delle società americane valutate almeno un trilione di dollari. Lunedì 21 settembre le azioni AMD hanno chiuso a 615,52 dollari, in rialzo del 9,9%, portando il valore di Borsa del produttore di semiconduttori a circa 1.005 miliardi.
La capitalizzazione riflette una trasformazione che Wall Street ritiene ormai strutturale. La società guidata da Lisa Su non viene più valutata soltanto come il principale concorrente di Intel nei processori o come un'alternativa a Nvidia nelle GPU. Gli investitori stanno scommettendo sulla capacità del gruppo di diventare uno dei fornitori centrali dell'infrastruttura necessaria alla diffusione dell'intelligenza artificiale, dai processori EPYC agli acceleratori Instinct fino ai sistemi completi per i data center.
AMD è il quarto produttore statunitense di semiconduttori a oltrepassare la soglia del trilione di dollari, dopo Nvidia, Broadcom e Micron. La distanza dal leader rimane considerevole: Nvidia vale oltre 5.000 miliardi di dollari. Ma la velocità con cui AMD ha ridotto il divario nella percezione degli investitori racconta quanto rapidamente siano cambiate le gerarchie del settore. Nel 2026 il titolo è salito di circa il 187%, contro un progresso del 16,7% del Nasdaq Composite.
Ieri il movimento non ha riguardato soltanto AMD. Intel ha guadagnato oltre il 12%, Arm il 17,1%, l'indice Philadelphia Semiconductor ha registrato un +4,29% ed il Nasdaq ha chiuso su nuovi massimi. Il ritorno degli acquisti sui titoli legati all'intelligenza artificiale è stato favorito anche dalla discesa dei rendimenti dei Treasury, con il decennale statunitense tornato sotto il 5%, e da un alleggerimento delle tensioni sul petrolio.
Capitalizzazione AMD: dietro il record c'è il boom dei data center
I numeri operativi cominciano a sostenere parte delle aspettative incorporate nei prezzi. Nel secondo trimestre del 2026 AMD ha registrato ricavi per 11,54 miliardi di dollari, in crescita del 50% rispetto all'anno precedente, mentre l'utile netto ha raggiunto 2,3 miliardi.
Il dato decisivo arriva però dai data center. Il segmento ha generato 6,7 miliardi di dollari di fatturato nel trimestre, il 107% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, arrivando a rappresentare il 58% dei ricavi complessivi. La domanda per i processori EPYC e per gli acceleratori Instinct MI350 è stata il principale motore dell'espansione.
È su questa base che AMD sta cercando di modificare il proprio ruolo nella catena del valore. Il gruppo ha accelerato i lanci dedicati all'intelligenza artificiale e sta passando dalla vendita di singoli componenti alla fornitura di sistemi che combinano processori, acceleratori, networking e altre componenti hardware. È una strategia che avvicina il modello industriale a quello sviluppato con successo da Nvidia, pur senza disporre ancora della stessa posizione dominante nel software e nell'ecosistema degli sviluppatori.
Sul fronte delle CPU per server, intanto, AMD continua a sottrarre terreno a Intel. La crescita dei carichi di lavoro legati all'inferenza sta aumentando la richiesta di processori centrali utilizzati insieme alle GPU, offrendo al gruppo un secondo canale attraverso cui beneficiare dell'espansione dell'AI.
AMD, margine lordo al 53,77% nel Q2'26, tre fattori da tenere d'occhio
Secondo i dati trimestrali estratti dalla piattaforma Forecaster.biz, il secondo trimestre 2026 si è chiuso con un margine lordo al 53,77%, un margine operativo al 17,25% e un margine netto al 22,06%, in pieno recupero dallo shock isolato del Q2'25, quando i tre indicatori erano scesi rispettivamente a 39,80%, -1,74% e -0,86%.
L'EPS trimestrale sale a 1,41 dollari da 0,54 (più 161,1% su base annua) e porta l'EPS TTM a 3,95 dollari, mentre la Rule of 40 tocca 63,62%, nono trimestre consecutivo di crescita dal minimo del 9,16% del Q1'24.
La redditività del capitale su dodici mesi resta intorno al 10% (ROE 10,16%, ROIC 8,79%, ROA 8,04%) e la struttura patrimoniale non presenta tensioni, con debito su patrimonio netto a 0,06, current ratio a 2,61 e cash ratio a 1,09. I punti di attenzione sono tre: il free cash flow yield scende a 0,95% dal 2,68% del Q1'26, lo shareholders yield è negativo (-0,05%) perché i riacquisti non compensano la diluizione in assenza di dividendo, e il margine netto supera quello operativo di 4,81 punti percentuali.
Da produttore di chip a fornitore di infrastruttura AI
La dimensione della scommessa è diventata più evidente durante l'estate. A luglio AMD ha raggiunto un accordo per fornire ad Anthropic decine di miliardi di dollari di server dedicati all'intelligenza artificiale e investire fino a 5 miliardi nella società. L'intesa prevede l'impiego fino a due gigawatt di capacità basata sui chip Instinct MI450 a partire dal 2027.
Operazioni di questa scala spiegano perché il mercato abbia iniziato a guardare ad AMD attraverso parametri diversi rispetto al passato. La scarsità di capacità computazionale resta uno dei principali vincoli allo sviluppo dei modelli più avanzati e i grandi operatori tecnologici stanno cercando di diversificare i propri fornitori, riducendo almeno in parte la dipendenza dall'ecosistema Nvidia.
Il trilione alza anche l'asticella delle aspettative
Il superamento dei 1.000 miliardi introduce però un altro fattore da attenzionare: il prezzo che gli investitori sono disposti a pagare per la crescita futura. AMD tratta intorno a 41 volte gli utili attesi nei prossimi dodici mesi. È un multiplo inferiore alla media decennale del gruppo, pari a circa 44 volte, ma nettamente superiore alle circa 16 volte indicate da Reuters per Nvidia.
La valutazione rende quindi più stretto il margine per eventuali delusioni. Per sostenere l'attuale capitalizzazione, la crescita degli acceleratori Instinct dovrà continuare a tradursi in ricavi, i nuovi sistemi dovranno conquistare spazio nei grandi data center e la società dovrà dimostrare di poter mantenere margini elevati mentre aumenta gli investimenti necessari per competere su scala globale.
Il traguardo del trilione dice soprattutto quanto Wall Street abbia cambiato idea su AMD. Per molti anni il gruppo è stato valutato attraverso il confronto con Intel. Oggi il termine di paragone è Nvidia. È una promozione che vale centinaia di miliardi di dollari, ma comporta anche aspettative molto più difficili da soddisfare.
Per AMD, arrivare a 1.000 miliardi era una questione di prezzo. Restarci sarà una questione di utili.