I mercati obbligazionari britannici restano sotto pressione dopo i pesanti risultati del Partito Laburista nelle elezioni amministrative locali nel Regno Unito. Le prime proiezioni mostrano centinaia di seggi persi dai laburisti nei consigli locali, alimentando le speculazioni sulla tenuta politica del premier Keir Starmer.
Negli ultimi giorni gli investitori hanno monitorato con attenzione la situazione politica britannica, mentre crescevano le indiscrezioni su possibili tentativi interni al Labour di sfiduciare Starmer dopo il voto. In questo contesto, i rendimenti dei gilt britannici avevano raggiunto i livelli più elevati dal 2008, con il trentennale salito ai massimi dal 1998.
Regno Unito: Starmer esclude le dimissioni
Intervenendo venerdì davanti ai giornalisti, Starmer ha definito il risultato elettorale “davvero duro”, ma ha escluso l’ipotesi di lasciare l’incarico.
“Gli elettori hanno inviato un messaggio sulla velocità del cambiamento e su come vogliono vedere migliorare le loro vite”, ha dichiarato il premier, aggiungendo di non voler “abbandonare il Paese al caos” e di voler completare il mandato quinquennale.
Le sue parole hanno contribuito a rasserenare temporaneamente i mercati. Il rendimento del gilt decennale britannico è sceso di circa 6 punti base, al 4,89%, mentre i rendimenti sono calati lungo tutta la curva, inclusi i titoli a 20 e 30 anni.
Regno Unito: timori per una svolta fiscale più espansiva
Secondo diversi strategist, il timore principale degli investitori riguarda un possibile cambio di leadership nel Labour. I mercati ritengono infatti che eventuali successori di Starmer possano adottare politiche fiscali più espansive, aumentando spesa pubblica ed emissioni di debito. Tra i nomi citati come possibili alternative figurano Angela Rayner, ex vicepremier, e Andy Burnham, sindaco di Greater Manchester, entrambi considerati più orientati a sinistra rispetto a Starmer.
Gli analisti di Deutsche Bank hanno sottolineato che il mercato dei gilt resta focalizzato soprattutto sulla stabilità della leadership del premier, poiché un eventuale nuovo leader potrebbe allentare le regole fiscali e incrementare l’emissione di titoli di Stato.
Bond UK: rendimenti Gilt ai massimi nel G7
Il Regno Unito continua a registrare i costi di finanziamento più elevati tra i Paesi del G7, riflettendo le crescenti preoccupazioni degli investitori sulla sostenibilità fiscale del Paese.
Secondo Freya Beamish, capo economista di TS Lombard, i mercati reagirebbero negativamente a eventuali politiche orientate ad aumentare spesa pubblica o tagliare le tasse senza un contestuale controllo dei conti pubblici.
Anche Nigel Green, CEO di deVere Group, ha evidenziato come i mercati obbligazionari “prestino estrema attenzione all’autorità politica”, soprattutto in una fase caratterizzata da condizioni fiscali già difficili.