Dati macro, inflazione Eurozona oggi: attese e scenari per la BCE | Investire.biz

Dati macro, inflazione Eurozona oggi: attese e scenari per la BCE

01 lug 2026 - 07:00

Inflazione Eurozona sotto i riflettori: le attese per giugno, i segnali dall'economia e le ultime indicazioni della BCE sui tassi di interesse. Cosa aspettarsi

L'attenzione dei mercati oggi sarà rivolta alla pubblicazione dell'inflazione preliminare dell'Eurozona di giugno, un appuntamento particolarmente importante per valutare le prossime mosse della BCE (Market mover 29/06 - 03/07 2026: focus su PMI e mercato lavoro USA).

Dopo il rialzo dei tassi deciso a giugno, gli investitori cercano infatti indicazioni sulla persistenza delle pressioni inflazionistiche, in un contesto caratterizzato da crescita economica debole e da un quadro geopolitico ancora incerto.

Le attese del consenso indicano un'inflazione headline al 3% su base annua, in rallentamento rispetto al 3,2% registrato a maggio, mentre l'inflazione core, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari, è invece prevista stabile al 2,6% a/a.

 

Inflazione e BCE: il quadro resta complesso

I dati arrivano dopo settimane caratterizzate da segnali contrastanti. Da un lato, la guerra tra Stati Uniti e Iran ha provocato un forte rialzo dei prezzi energetici, spingendo la BCE ad aumentare i tassi di 25 punti base nella riunione di giugno. Dall'altro, il successivo calo delle quotazioni del petrolio e il fragile cessate il fuoco in Medio Oriente hanno attenuato parte delle pressioni inflazionistiche.

Nel corso del Forum BCE di Sintra, la presidente Christine Lagarde ha difeso la decisione di giugno, sottolineando che il rialzo non è stato una misura "precauzionale", ma una risposta ai dati disponibili. Secondo Lagarde, la politica monetaria è tornata a utilizzare principalmente lo strumento dei tassi d'interesse, pur in un contesto internazionale sempre più esposto a shock geopolitici, commerciali ed energetici.

La presidente ha inoltre ribadito che la BCE continuerà a seguire un approccio meeting-by-meeting, senza fornire indicazioni preventive sul percorso dei tassi, lasciando che siano i dati macroeconomici a guidare le future decisioni.

 

Lane: crescita debole e inflazione ancora elevata

Anche Philip Lane, capo economista della BCE, ha evidenziato come il conflitto in Medio Oriente continui ad aumentare l'incertezza economica. Secondo il membro del Comitato esecutivo, lo shock energetico potrebbe mantenere elevate le pressioni sui prezzi ancora per diversi trimestri, mentre la crescita dell'Eurozona continua a mostrare segnali di debolezza.

Le proiezioni della BCE indicano una crescita del PIL dello 0,8% nel 2026, dell'1,2% nel 2027 e dell'1,5% nel 2028, mentre l'inflazione è prevista al 3,0% nel 2026, 2,3% nel 2027 e 2,0% nel 2028, evidenziando un ritorno al target del 2% solo nel medio termine. Lane ha inoltre sottolineato come i rischi per la crescita restino orientati al ribasso, mentre quelli per l'inflazione rimangano prevalentemente al rialzo.

 

I sondaggi indicano pressioni sui prezzi in attenuazione

Accanto ai dati ufficiali, arrivano però alcuni segnali incoraggianti. L'ultimo Economic Sentiment Indicator della Commissione UE è salito a 95 punti a giugno dai 93,7 precedenti, mostrando un graduale miglioramento del clima economico.

Ancora più interessante è l'evoluzione delle aspettative sui prezzi praticati dalle imprese manifatturiere e dei servizi, diminuite sensibilmente nel corso del mese e interpretate come un possibile segnale di raffreddamento delle pressioni inflazionistiche di fondo.

Anche il sondaggio della BCE sulle aspettative dei consumatori va nella stessa direzione. A maggio, le aspettative d'inflazione a 12 mesi sono scese dal 4% al 3,5%, mentre quelle a 3 e 5 anni sono rimaste sostanzialmente stabili rispettivamente al 2,9% e 2,4%.

Un elemento che suggerisce come le aspettative di lungo periodo continuino a rimanere relativamente ancorate, riducendo il rischio di effetti di secondo livello sui salari e sui consumi.

 

Nagel: attenzione allo shock energetico

Più prudente la posizione del presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, secondo cui lo shock energetico non si è ancora completamente esaurito. Intervenendo sempre a Sintra, Nagel ha affermato che l'inflazione potrebbe restare significativamente superiore al target BCE ancora per diversi mesi, rendendo prematuro ipotizzare una svolta nella politica monetaria.

Secondo il banchiere tedesco, sarà necessario attendere ulteriori dati per capire se il recente calo del petrolio rappresenti un fenomeno duraturo oppure solo temporaneo.

 

Inflazione Eurozona: cosa aspettarsi dai dati di oggi

Il dato preliminare di giugno rappresenterà quindi un passaggio fondamentale per i mercati. Una lettura in linea o inferiore alle attese, soprattutto per quanto riguarda l'inflazione core, rafforzerebbe l'ipotesi di una pausa della BCE già nella riunione di luglio, coerentemente con il rallentamento dell'economia e con i segnali di raffreddamento emersi dagli indicatori anticipatori (BCE: il calendario completo delle riunioni per il 2026).

Al contrario, un'inflazione superiore alle previsioni potrebbe alimentare nuove aspettative di ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi mesi, soprattutto se accompagnata da una persistente tenuta della componente core. Per il momento, il mercato continua a scommettere su un approccio prudente da parte della BCE, in attesa di capire se il recente shock energetico rappresenti un episodio temporaneo oppure l'inizio di una nuova fase di pressioni inflazionistiche.

 

 

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