I trader valutari sono attratti dal dollaro canadese. Con lo scoppio della guerra tra Stati Uniti e Iran, la gran parte delle valute è scesa rispetto al dollaro americano, che funge da asset rifugio nei momenti di tensione geopolitica. Il "loonie", tuttavia, ha resistito grazie al fatto che il Canada è il quarto produttore mondiale di petrolio. I prezzi del greggio sono schizzati in alto in questi giorni, con il Brent che è arrivato a toccare gli 85 dollari al barile.
La valuta canadese si è rafforzata rispetto allo yen giapponese, all’euro e alla sterlina britannica sfruttando "il miglioramento dei termini di scambio rispetto ai grandi Paesi importatori di energia", ha spiegato Shaun Osborne, Chief foreign exchange strategist di Bank of Nova Scotia.
Sono diversi i canali attraverso cui il dollaro canadese guadagna terreno con una crescita delle quotazioni del petrolio. Il primo è l'aumento del valore delle esportazioni canadesi. La domanda di valuta sale, in tal caso, nel momento in cui i proventi vengono convertiti in dollari canadesi.
In secondo luogo, con prezzi energetici più alti, il Canada vende all’estero beni più costosi mentre continua a importare molti prodotti a prezzi relativamente stabili. Questo migliora i cosiddetti "termini di scambio", come osserva Osborne, rafforzando la valuta.
Terzo, con prezzi del petrolio più elevati aumentano i profitti delle compagnie energetiche e le entrate fiscali dello Stato, in particolare nelle province petrolifere come l'Alberta. Di conseguenza, il Paese diventa più attraente per gli investitori esteri, che devono acquistare dollari canadesi.
Dollaro canadese: cosa aspettarsi ora
L'andamento del dollaro canadese potrebbe essere legato alla durata della guerra in Medio Oriente. Nei giorni scorsi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva previsto che il conflitto sarebbe durato quattro o cinque settimane, ma sono circolate voci, riportate dal New York Times, secondo cui emissari iraniani avrebbero contattato la Central Intelligence Agency americana per discutere la cessazione delle ostilità.
L'Iran ha comunque smentito questi rumor e continua a rispondere agli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele. Un missile lanciato da Teheran è stato indirizzato verso la Turchia ed è stato intercettato dalla contraerea della Nato, un episodio che rischia di esacerbare ulteriormente le tensioni in atto.
Gli analisti attendono inoltre un banco di prova importante per il dollaro canadese questa estate, quando dovrebbero iniziare i negoziati per l'accordo commerciale trilaterale tra Stati Uniti, Messico e Canada. "La valuta dovrà affrontare problemi strutturali e di medio termine legati alle relazioni tra Stati Uniti e Canada, alle minacce di dazi e ai rischi connessi alla prossima rinegoziazione dell’USMCA", ha affermato Patrick Locke, strategist FX di JPMorgan Chase & Co.
Nel breve termine, comunque, il dollaro canadese potrebbe trovare slancio dalla situazione in Medio Oriente e il modo migliore per sfruttare la sua forza sarebbe puntare al rialzo contro la sterlina, secondo Sarah Ying, responsabile della strategia FX presso Canadian Imperial Bank of Commerce.
"Tra euro e sterlina, probabilmente è la sterlina quella che potrebbe essere penalizzata di più, perché le aziende britanniche sono grandi importatori di energia e per la Bank of England erano già stati scontati più tagli dei tassi rispetto a prima", ha affermato.