Prosegue la ripresa del dollaro australiano, valuta sulla quale avevo già acceso diversi focus nei mesi scorsi perché capace di fornire degli incoraggianti segnali di inversione tecnica, poi rivelatosi corretti. Gli eventi delle ultime ora stanno portando un pò di vendite sugli asset più ciclici come appunto l'AUD, ma al momento questo non cambia l'impostazione tecnica.
Il dato di inflazione di gennaio ha dato una ulteriore spinto all’Aussie che ha superato anche quota 0,71 contro dollaro. L’inflazione australiana salita su base annua al 3,8% (con il dato core al 3,4%) conferma la necessità di una linea "hawkish" sui tassi da parte della Banca centrale (RBA) che addirittura si aspetta nel secondo trimestre 2026 un livello superiore al 4%. Solo a fine 2027 il rientro nel range obiettivo 2-3% dei prezzi al consumo. Immediata la corsa del mercato a comprare dollari australiani in previsione di nuovi rialzi nei tassi.
Il 29 aprile conosceremo il dato dell’inflazione del primo trimestre, il 5 maggio ci sarà il meeting della Banca centrale dove presumibilmente il costo del denaro verrà portato al 4,1% con un aumento di 25 punti base. In divergenza o quanto meno in allontanamento dalla politica statica di FED e BCE. E non a caso il rally del dollaro australiano si è fatto ancora più intenso dopo la notizia.
EUR/AUD in direzione 1,6, AUD/USD in fase "bullish"
Per quello che riguarda EUR/AUD il grafico parla chiaro. Sta per cedere una importante linea di supporto critica che unisce i minimi del 2022 e del 2024. Dopo aver ripetutamente tentato di valicare le resistenze di area 1,80 il cross ha ripiegato andando ad abbattere la up trend line in transito a 1,67. Un cedimento definitivo porterebbe il cross fino a 1,60 almeno, coincidente con il 61,8% di ritracciamento dell’intero rialzo 2022-2025.

Andando su AUD/USD, qui viene messo a nudo in modo più evidente il cambio di scenario con il dollaro americano in caduta da diverse settimane consecutive, prima della reazione post attacco all'Iran.

La violazione della down trend line a 0,66 prima e poi quella definitiva del delicato livello di 0,70 poi (ma ora ci siamo ritornati), hanno confermato l’avvio di una fase bullish che in prospettiva potrebbe avere l’ambizione di andare addirittura a testare le zone di resistenza comprese tra 0,78 e 0,80. Confermando non solo la divergenza tra politiche monetarie, ma anche un proseguimento del periodo positivo di commodity e e mercati emergenti da sempre strettamente correlati con il dollaro australiano.
AUD che risulta in trend bullish anche contro il sempre solido franco svizzero confermando una forza relativa che dovrebbe avere ancora spazio davanti per spingere più in alto il valore della divisa Pacifica.