Rimane debolezza sulla sterlina inglese dopo che nelle scorse settimane diversi dati hanno confermato una debolezza congiunturale che preoccupa il Governo Starmer. Se la manovra di bilancio non ha destabilizzato rendimenti e valuta, certamente le decisioni prese a novembre hanno contribuito a deprimere un clima economico affetto da stagnazione ormai da diversi mesi.
Economia Gran Bretagna: è arrivato il momento della BoE?
Gli ultimi dati sul mercato del lavoro hanno confermato l’aumento della disoccupazione al 5,2% in Gran Bretagna, per il quinto mese consecutivo non sono stati creati posti di lavoro e il tasso di crescita dei salari è sceso dal 4,7% al 4,2%, ben al di sotto delle aspettative. Evidentemente l’aumento dell’offerta si riverbera sulla capacità di chi chiede forza lavoro di spuntare condizioni migliori.
I mercati guardano ovviamente alla Bank of England per un intervento che comincia a diventare pressante di taglio dei tassi di interesse (Calendario riunioni BoE 2026: i meeting della Bank of England). Se nel terzo trimestre il Pil ha confermato la stagnazione, il timore è che nel quarto possa essere andata anche peggio a giudicare dai dati macro consegnati agli archivi nei giorni scorsi.
La stessa inflazione sembra essere un falso problema. A gennaio i prezzi al consumo sono saliti del 3% contro il 3,4% precedente e sempre su base annua. La sorpresa è venuta da gennaio con i prezzi su base mensile scesi addirittura dello 0.3%. Cresciuto del 3.3% il dato core contro il 3.5% del mese precedente, ma anche qui si nota un costante raffreddamento che dovrebbe ampliare il margine di azione per la Bank of England.
EUR/GBP: verso i massimi 2025?
La sterlina subisce così pressione in vendita sul timore che la politica monetaria si faccia più risoluta nel tagliare i tassi nei prossimi mesi per cercare di rilanciare la crescita. Il carry trade attuale in prospettiva potrebbe evaporare zavorrando il Pound.
Tecnicamente EUR/GBP ha mostrato tutte le sue difficoltà nello scendere sotto 0,87, segnale di un affaticamento che nelle prossime settimane potrebbe portare nuova debolezza sulla valuta inglese.

La media mobile a 50 giorni ha agito da eccellente supporto dopo aver contenuto per tutto il 2024 e inizio 2025 i tentativi di inversione di tendenza. Superata la resistenza con una spike ad aprile 2025, il mercato ha cominciato a collezionare minimi crescenti che a febbraio 2026 hanno confermato il rally.
L’occhio fine dell’analista tecnico potrebbe intravedere la formazione teorica di una figura di testa e spalla, ma siccome "trend is your friend" non mi sentirei di escludere a breve un tentativo della sterlina di andare ad aggredire i massimi del 2025 puntando direttamente quella zona di 0,90 che non si vede dal 2023.
Per il momento il lato che preferisco sulla sterlina è quello short su ogni ritracciamento, pur al costo di un costo di carry. Se la BoE dovesse mostrarsi ancora più colomba gli obiettivi di cui sopra non mi sembrano improbabili nel breve periodo.