La scorsa settimana l’attenzione degli investitori si è divisa tra appuntamenti con le Banche centrali, dati macro chiave e gli sviluppi in Medio Oriente, mentre è attesa la firma tra Stati Uniti e Iran questo venerdì per porre fine al conflitto.
Intanto, si sono notati gli effetti della guerra tra USA e Iran sull’inflazione. A confermarlo sono stati gli ultimi dati sui prezzi al consumo degli Stati Uniti, con il CPI che a maggio ha accelerato dal 3,8% al 4,2% a/a. I dati sono arrivati in un momento delicato per la Fed, che questa settimana si riunirà per pronunciarsi sui tassi di interesse, nella prima riunione di Kevin Warsh come presidente.
Il mercato si aspetta che la Banca centrale USA mantenga il costo del denaro stabile all’attuale range (3,5%-3,75%) fino a dicembre, quando è atteso un rialzo di 25 punti base. Guardando al Vecchio Continente, la BCE ha aumentato i tassi di interesse di 25 punti base, come da attese, portando il tasso sui depositi dal 2% al 2,25%, nel tentativo di scongiurare le pressioni inflazionistiche causate dal conflitto in Medio Oriente. Gli investitori hanno inoltre prestato attenzione al tanto atteso debutto sul NASDAQ di SpaceX, la più grande IPO mai realizzata negli Stati Uniti.
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