La settimana appena passata è stata ancora una volta dominata dalle tensioni in Medio Oriente, con lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran che ha condizionato il sentiment degli investitori. Sul fronte dei dati macro, il mercato del lavoro USA si è mostrato ancora solido.
Le Non Farm Payrolls sono aumentate di 172.000 unità, in leggero calo rispetto alle 179.000 riviste al rialzo di aprile e molto al di sopra delle attese a 80.000 unità. Come previsto, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,3%.
I funzionari della Fed saranno quindi focalizzati sul fastidioso problema dell’inflazione, che ha in gran parte escluso la prospettiva di ulteriori tagli dei tassi di interesse. Guardando al Vecchio Continente, l’inflazione dell’Eurozona è salita al 3,2% a maggio, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della BCE, trainata da una crescita a due cifre dei prezzi dell’energia.
I dati del CPI hanno consolidato le aspettative di un aumento dei tassi di interesse dello 0,25% in occasione della riunione della BCE in agenda giovedì. L’attenzione degli operatori sarà rivolta in particolare alla conferenza stampa della presidente Christine Lagarde, in cerca di indizi sul percorso della politica monetaria.
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