UniCredit ha reso noto il suo piano "Commerzbank Unlocked" nell'ambito della scalata che la seconda banca italiana ha lanciato sull’omologo istituto di credito tedesco. Nella presentazione, l’amministratore delegato Andrea Orcel ha delineato i cambiamenti ritenuti necessari affinché Commerzbank diventi più redditizia, sottolineando che al momento non è adatta ad affrontare le sfide future di un settore bancario in rapido cambiamento.
UniCredit ha annunciato il mese scorso un’Offerta pubblica di scambio per superare la quota del 30% del capitale di Commerzbank. L’avvio è previsto per l’inizio di maggio e dovrebbe durare circa quattro settimane. Il premio dell’offerta è basso, circa il 4% rispetto al prezzo di Commerzbank pre-annuncio. Questo significa che, stando alle indicazioni attuali e a quanto dichiarato dallo stesso Orcel, l’adesione non dovrebbe essere elevata e, quindi, la partecipazione di UniCredit non dovrebbe superare di molto la soglia del 30%.
"Uno scenario è che ci aspettiamo una bassa adesione, e ne siamo soddisfatti. Dal punto di vista finanziario vinciamo, restiamo in attesa e probabilmente tra due anni ci ringrazieranno perché potremmo realizzare un’operazione migliore", ha detto Orcel. In tal caso, UniCredit rimarrebbe sotto la soglia di controllo, che è possibile gestire qualora venga raggiunta "una percentuale che non assicura ritorni superiori al costo del capitale", ha osservata.
Un’altra possibilità è che si raggiunga una percentuale tale da assicurare ritorni superiori al costo del capitale, il che permetterebbe "una transazione strategicamente e industrialmente valida". In definitiva, in entrambe le circostanze, sarebbe una vittoria per UniCredit, ha rimarcato il CEO.
UniCredit: obiettivo aumentare l’utile di Commerzbank
Nel piano di Gae Aulenti, Commerzbank dovrebbe raggiungere un utile netto di circa 5,1 miliardi di euro nel 2028, ossia 600 milioni di euro in più rispetto a quanto previsto dal consensus. Questo perché la banca italiana proporrebbe misure strutturali, ha spiegato Orcel, sottolineando che l’istituto di credito tedesco è "eccessivamente focalizzato sui risultati di breve termine" e che, quindi, "una ristrutturazione sarà inevitabile nel lungo periodo".
In tale contesto, il top manager italiano vede in futuro una crescita di qualità per Commerzbank, prestando maggiore attenzione a Germania e Polonia. Inoltre, al fine di ridurre i rischi e migliorare l’efficienza operativa e del capitale, Orcel ritiene che sia opportuna "una razionalizzazione delle attività non strategiche". Grazie alla combinazione prospettata, nel 2030 si arriverebbe a un utile netto del gruppo di circa 21 miliardi di euro, per effetto di ricavi pari a circa 45 miliardi di euro e di risparmi di costi per 14,5 miliardi di euro.
Tra l’altro, con la fusione tra Commerzbank e HVB, già di proprietà di UniCredit, nascerebbe non solo un leader nazionale, ma anche un vero punto di riferimento paneuropeo, ha detto Orcel. Per UniCredit, la Germania diventerebbe il primo Paese, "con il 95% delle decisioni prese a livello locale e un’influenza chiave nella direzione generale".
Nel caso di fusione, comunque, non dovrebbero esserci i tagli alla forza lavoro di cui si è parlato diffusamente. Le preoccupazioni finora sono state che in Germania fossero a rischio circa 15 mila lavoratori, ma Orcel ha precisato che una riduzione riguarderebbe meno della metà della cifra indicata sul sito web di Commerzbank da un membro del Consiglio di Sorveglianza, in un arco di cinque anni.
Azioni Commerzbank sopravvalutate
UniCredit ha affermato che il suo interesse ha spinto il prezzo delle azioni della seconda banca tedesca oltre un livello giustificato dalle sue performance, proponendo suggerimenti su come migliorarle anche in assenza di un accordo. Da quando il colosso finanziario italiano ha iniziato ad accumulare azioni Commerzbank nel settembre 2024, il titolo della banca tedesca si è rivalutato di oltre 20 punti percentuali, una quota che Orcel ha definito "non supportata dalla performance operativa".
Ma sono davvero sopravvalutate le azioni? Per scoprirlo è utile fare riferimento al fair value di Forecaster.biz, che tiene in considerazione quattro parametri chiave: Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales. Attualmente, il fair value è di 35,50 euro, circa 2,7 punti percentuali al di sotto del prezzo di mercato del titolo alla Borsa di Francoforte. Quindi, effettivamente, le azioni Commerzbank appaiono leggermente sopravvalutate.