Le azioni europee della difesa si sono contratte dall'inizio della guerra in Iran. L'indice MSCI Europe Aerospace and Defence è scivolato del 9,2% a marzo, registrando il calo più intenso degli ultimi cinque anni. I singoli titoli hanno perso terreno, come il gigante della difesa Rheinmetall, scivolato di circa 10 punti percentuali, e il player svedese Saab, arretrato di circa il 12%.
Apparentemente si tratta di una situazione anomala. Di solito, i produttori di armi traggono vantaggio dallo scoppio di un conflitto, in quanto aumentano gli ordini dei Paesi coinvolti nelle ostilità e di altri che temono per la propria sicurezza. Giocoforza, le azioni in Borsa del settore tendono a crescere notevolmente. Così è successo dopo l'inizio della guerra Russia-Ucraina, con la Germania, ad esempio, che ha programmato un piano di spesa per la difesa di centinaia di miliardi di dollari. Azioni come Rheinmetall, Leonardo e Thales hanno intrapreso una cavalcata impressionante e gli indici relativi alla difesa hanno seguito il rally.
Stavolta non è andata così, nonostante le tensioni geopolitiche siano rimaste molto elevate e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, abbia esercitato una pressione molto forte sugli alleati della NATO affinché aumentino la loro spesa militare.
Azioni difesa europee: perché stavolta è diverso
Gli osservatori finanziari hanno individuato diverse cause del calo delle azioni europee della difesa, nonostante un conflitto in corso così importante come quello in Medio Oriente.
Innanzitutto, gli ordini conseguenti agli impegni dei governi europei ad aumentare la spesa per la difesa sono arrivati più lentamente di quanto alcuni investitori si aspettassero. "I contratti sono stati ritardati o distribuiti nel tempo a causa delle pressioni fiscali in Paesi come Francia e Regno Unito", hanno sottolineato gli analisti di Morgan Stanley.
In secondo luogo, benché il sentiment degli investitori sia rimasto positivo, l'entusiasmo si è attenuato, come dimostra il ridimensionamento di posizioni rialziste molto affollate. "C'è stato un notevole ridimensionamento delle posizioni (de-grossing), con istituzioni finanziarie e investitori retail che hanno cercato di ridurre l'esposizione a causa dell'aumento dell'incertezza", ha dichiarato Martin Frandsen, gestore di portafoglio presso Principal Asset Management.
Secondo Louis-Vincent Gave, Amministratore delegato di Gavekal Research, "l'inizio della guerra con l'Iran, il conseguente forte aumento dei prezzi dell'energia e le interruzioni delle catene di approvvigionamento sembrano aver scosso molte operazioni affollate". Quindi, "così come oro, argento, rame e altri metalli hanno subito forti correzioni, lo stesso è accaduto per i titoli della difesa", ha aggiunto.
In terzo luogo, c'è da considerare anche un discorso di valutazioni. Quando è iniziata la guerra in Iran, l'indice europeo aerospaziale e della difesa scambiava a un livello quasi record di circa 29 volte gli utili previsti. A giudizio di Aarin Chiekrie, analista azionario di Hargreaves Lansdown, "l'aumento dei bilanci della difesa nei prossimi anni era già stato scontato nei prezzi dei titoli globali della difesa. Di conseguenza, il recente calo è in parte dovuto al fatto che le aspettative di crescita del settore erano diventate eccessive".
Infine, i Paesi hanno adottato soluzioni militari più economiche rispetto a prima, come i droni d'attacco e i sistemi anti-drone. "Si sta verificando un cambiamento nella questione del 'futuro della guerra' dall'inizio del conflitto con l'Iran, con il ruolo crescente di nuove tecnologie come i droni, molto più economici, che mettono in discussione la domanda per piattaforme tradizionali più costose", ha affermato Ciaran Callaghan, responsabile della ricerca azionaria europea di Amundi.
Quali prospettive?
La correzione dei titoli della difesa del Vecchio Continente è un segnale importante, ma le tensioni geopolitiche restano molto elevate. Questo fine settimana è arrivata un'altra doccia fredda, come quella del weekend scorso, riguardo ai colloqui tra USA e Iran per porre fine al conflitto, mentre il cessate il fuoco di due settimane scadrà mercoledì prossimo.
Venerdì, l'Iran aveva dichiarato che lo Stretto di Hormuz fosse completamente aperto al traffico commerciale, ma appena 24 ore dopo Teheran ha ripristinato la chiusura, una volta che Trump si è rifiutato di porre fine al blocco navale statunitense dei porti iraniani. Domenica, la Marina degli Stati Uniti ha sparato e sequestrato una nave portacontainer iraniana nel Golfo di Oman, mentre il capo della Casa Bianca ha definito le azioni dell'Iran nel fine settimana una "violazione totale" della tregua, rinnovando le minacce di colpire centrali e ponti iraniani se Teheran rifiutasse un accordo.
Ciononostante, gli analisti ritengono che le prospettive di lungo termine per le azioni europee della difesa restino solide, perché gli impegni governativi in aumento e i flussi di investimento indicano acquisti selettivi sui ribassi. "Il quadro di crescita a lungo termine rimane intatto", ha detto Chiekrie di Hargreaves Lansdown, "guidato dalla necessità per i Paesi di ricostruire le proprie capacità dopo decenni di sottoinvestimento".