Stasera è il turno di Microsoft. Il gigante tecnologico statunitense presenterà, a mercati chiusi, i conti del quarto trimestre fiscale 2026 e dell'intero esercizio, risultando la terza tra le Magnifiche Sette, insieme a Meta Platforms e dopo Alphabet e Tesla, a scendere in campo in questa stagione delle trimestrali. Apple e Amazon pubblicheranno i dati domani, mentre per Nvidia bisognerà attendere il 26 agosto.
Gli analisti si aspettano ancora una volta risultati trimestrali eccellenti per Microsoft, con un fatturato di 87,6 miliardi di dollari (+14,6% a/a), un utile netto di 31,7 miliardi di dollari (+16,5% a/a) e un utile per azione di 4,22 dollari, rispetto ai 3,65 dollari dello stesso periodo del 2025. Anche per l'intero anno il consensus stima numeri straordinari, con ricavi per circa 330 miliardi di dollari (+17,1% a/a) e guadagni netti per 129 miliardi di dollari (+17,1% a/a).
Microsoft: gli investitori guardano altro
Se confermati, questi risultati consacrerebbero Microsoft come un'azienda dalle fondamenta indistruttibili, con una capacità di generare utili quasi impareggiabile. L'aspetto quasi grottesco è che, per gli investitori, tutto ciò potrebbe non bastare.
Da inizio anno il titolo in Borsa ha perso quasi il 19% del proprio valore, pur in assenza di notizie così negative da giustificare un ribasso di tale portata. Il problema è che il mercato sta diventando sempre più scettico riguardo ai massicci investimenti che le grandi aziende tecnologiche stanno effettuando nell'intelligenza artificiale e nelle infrastrutture a essa collegate.
Microsoft figura tra gli hyperscaler, insieme ad Amazon, Alphabet, Meta Platforms e Oracle, che hanno impegnato centinaia di miliardi di dollari nella costruzione di data center, infrastrutture di rete e software legati alla tecnologia che sta cambiando il mondo. Nell'esercizio fiscale 2026, il colosso di Redmond dovrebbe aver investito circa 145 miliardi di dollari, una cifra nettamente superiore agli 88 miliardi di dollari dell'anno precedente.
Gli investitori temono che i ricavi e gli utili futuri non saranno sufficienti a giustificare questi enormi sforzi finanziari. Per questo motivo guardano con preoccupazione alla possibilità che l'azienda continui ad aumentare le spese in conto capitale.
Lo stesso ragionamento vale per tutte le Big Tech che hanno destinato somme ingenti all'ecosistema dell'AI, come ha fatto Microsoft. La scorsa settimana Alphabet ha annunciato, durante la conference call sui risultati, un aumento del Capex a 200 miliardi di dollari ed è stata severamente punita dal mercato. Il timore è che, se anche Microsoft dovesse seguire la stessa strada, Wall Street reagirebbe allo stesso modo.
Alcuni segnali positivi
Gli investitori vogliono vedere i frutti degli investimenti nell'intelligenza artificiale, ma qualche segnale concreto sta già emergendo. Azure rappresenta oggi il principale motore di crescita del gruppo, anche grazie agli investimenti nell'AI, con un fatturato trimestrale che potrebbe superare per la prima volta i 30 miliardi di dollari. Una conferma di questa dinamica rafforzerebbe la fiducia del mercato nei ritorni degli investimenti; al contrario, un rallentamento alimenterebbe i dubbi sulla validità della strategia.
Anche la divisione software continua a mostrare numeri molto solidi, avendo battuto le aspettative di Wall Street per quindici trimestri consecutivi. L'attenzione è puntata in particolare su Microsoft 365 Copilot, l'assistente basato sull'intelligenza artificiale che inizialmente aveva registrato un'adozione più lenta del previsto, ma che recentemente ha mostrato segnali di accelerazione. Se i margini operativi della divisione resteranno stabili, significherà che la redditività non è stata compromessa dal peso crescente degli investimenti nell'intelligenza artificiale.