La stagione delle trimestrali delle Big Tech entra nel vivo. Dopo che la scorsa settimana Alphabet ha pubblicato i conti, da oggi entreranno in scena gli altri grandi hyperscaler che stanno investendo massicciamente nelle infrastrutture legate all'intelligenza artificiale. Stasera, a mercati chiusi, toccherà a Microsoft e Meta Platforms; domani sarà il turno di Amazon.
Gli investitori attendono soprattutto indicazioni sulle spese miliardarie di queste aziende, più ancora che sui risultati economici. Tutte hanno sostenuto investimenti di centinaia di miliardi e, soprattutto, hanno programmato di investirne altrettanti quest'anno e il prossimo. Tuttavia, se in passato il mercato apprezzava questa esposizione finanziaria, considerandola il prezzo da pagare per restare competitivi nella corsa all'intelligenza artificiale, oggi teme che le Big Tech si siano spinte troppo oltre e che il ritorno economico non sia proporzionato agli investimenti effettuati.
Trimestrali Big Tech: il brutto presagio di Alphabet
La scorsa settimana Alphabet ha inviato un messaggio inquietante ai mercati. Il colosso di Mountain View ha presentato risultati trimestrali eccezionali, ma ha annunciato un aumento del capex per il 2026, accelerando l'apertura di nuovi data center legati all'AI. La notizia è stata accolta da Wall Street con una pioggia di vendite sul titolo poichè in questo momento gli investitori sono meno interessati ai risultati finanziari e guardano soprattutto alle spese future legate all'intelligenza artificiale. Il rischio è che, se tali spese non si tradurranno in maggiori ricavi e profitti, i margini finiranno sotto pressione e il core business delle aziende potrebbe indebolirsi.
Gli investitori sono quindi preoccupati per gli annunci che i management faranno tra oggi e domani. Se Alphabet ha aumentato gli investimenti in conto capitale, è plausibile che Microsoft, Meta e Amazon possano fare lo stesso. "L'aumento del capex di Alphabet incrementa le probabilità di un comportamento simile da parte di Amazon e Microsoft", ha scritto Mark Mahaney, responsabile della ricerca Internet di Evercore ISI.
Cosa aspettarsi veramente?
Microsoft aveva previsto ad aprile una spesa complessiva tra investimenti e leasing pari a 190 miliardi di dollari per il 2026. Gli analisti si attendono una conferma di questa cifra, ma, secondo Derrick Wood di Cowen, il rischio di un ritocco verso l'alto è concreto. "Se alzeranno ancora il capex, considerando la reazione vista su Google, probabilmente ci sarà pressione di vendita sul titolo", ha dichiarato.
Meta dovrebbe registrare quest'anno una spesa in conto capitale di 138,9 miliardi di dollari, ma ad aprile il management aveva indicato la possibilità di un aumento fino a 145 miliardi. L'azienda non dispone ancora di un business cloud consolidato e continua a generare cassa. La situazione è diversa per Microsoft, il cui free cash flow potrebbe diventare negativo nel quarto trimestre per la prima volta negli ultimi venticinque anni, secondo le stime degli analisti.
Quanto ad Amazon, per il 2026 aveva indicato un capex di 200 miliardi di dollari, il più elevato tra gli hyperscaler prima che Alphabet alzasse il proprio target a 205 miliardi. Ora gli analisti si aspettano che il gruppo di Seattle aumenti gli investimenti fino a 207,4 miliardi di dollari, a causa dei maggiori costi dei chip proprietari, di progetti come il servizio Internet satellitare e del rincaro delle memorie. Nel frattempo, il free cash flow di Amazon è tornato negativo nel primo trimestre e le stime indicano che resterà tale per tutto l'anno. L'ultima volta che il gruppo aveva registrato un flusso di cassa negativo era stato nel 2021-2022, quando aveva raddoppiato la rete di magazzini per far fronte all'esplosione dell'e-commerce durante la pandemia.
Gli analisti di Wedbush, tuttavia, non interpretano in chiave negativa la maggiore disponibilità a spendere dell'azienda. "Riteniamo che il compromesso valga la pena, vista la riaccelerazione di AWS e i vantaggi competitivi di Amazon su Bedrock, Alexa e la rete logistica", hanno scritto.