La Cina fa tremare ASML. Secondo quanto riportato da Reuters, che cita una persona a conoscenza della questione, Pechino avrebbe avviato la produzione di massa di macchine per litografia Deep UltraViolet (DUV) sviluppate internamente. Questi strumenti servono per produrre chip avanzati e, con il boom dell'intelligenza artificiale, hanno registrato negli ultimi anni una domanda in costante crescita.
Si tratta di un passo estremamente importante per la Cina, che intende ridurre la propria dipendenza tecnologica dall'estero, in particolare da ASML. Il gigante olandese, infatti, detiene la leadership assoluta a livello mondiale nelle macchine EUV (Extreme UltraViolet). La fonte ha riferito inoltre che a guidare la produzione cinese è Shanghai Aishengna Electronic Technology Group, un'azienda poco conosciuta sostenuta dallo Stato cinese e che ha riunito un team di talenti provenienti da diverse startup cinesi specializzate nella litografia.
L'azienda produce macchine DUV a immersione, ossia strumenti che utilizzano uno strato d'acqua tra la lente di proiezione e il wafer di silicio per stampare circuiti più piccoli rispetto ai sistemi DUV "dry" tradizionali. Queste macchine vengono impiegate per produrre un'ampia gamma di chip e possono essere utilizzate anche per semiconduttori più avanzati tramite la tecnica del multiple patterning, che richiede esposizioni ripetute dello stesso strato.
Quanto deve preoccuparsi ASML
La Cina è stata messa all'angolo dagli Stati Uniti non solo per quanto riguarda la fornitura dei chip di fascia alta prodotti da aziende come Nvidia e AMD, ma anche per l'acquisto dei sistemi di litografia EUV più avanzati di ASML. Inoltre, i controlli all'esportazione imposti dai Paesi Bassi hanno limitato anche l'accesso ad alcune macchine DUV di fascia alta.
Nonostante ciò, il mercato cinese resta molto importante per ASML, rappresentando circa il 16% delle vendite nette del gruppo nel primo semestre del 2026. In sostanza, anche se le aziende cinesi non possono acquistare i sistemi EUV, continuano a comprare grandi quantità di macchine DUV meno avanzate.
L'internalizzazione della produzione cinese potrebbe dunque rappresentare un duro colpo per ASML? Secondo la fonte di Reuters, la macchina DUV di Aishengna dovrà innanzitutto essere sottoposta a ulteriori test e, in ogni caso, non è ancora al livello tecnologico dei modelli di ASML. Ciò non toglie che la sua eventuale introduzione di successo offrirebbe ai produttori cinesi una soluzione alternativa per la produzione di chip qualora i governi occidentali imponessero ulteriori restrizioni all'export o all'assistenza tecnica.
Il sito specializzato The Information, che aveva anticipato la notizia senza rivelare il nome dell'azienda cinese, ha riferito che quest'anno dovrebbero essere prodotte cinque macchine e nel 2027 circa venti. Gli analisti di JP Morgan Chase restano scettici sulla possibilità che, almeno nel breve periodo, la Cina possa insidiare l'egemonia di ASML, la quale domina ampiamente il mercato mondiale della litografia. "Produrre una manciata di strumenti DUV a immersione non equivale a produrre macchine utilizzabili nella produzione di massa, dove contano resa produttiva, precisione di allineamento, velocità e affidabilità su migliaia di wafer", hanno scritto gli analisti.
La reazione del mercato
Le azioni ASML sono in calo di quasi tre punti percentuali nel momento in cui si scrive, complice il sell-off generalizzato sul settore tecnologico che interessa il mondo dei semiconduttori. La società olandese quest'anno ha comunque guadagnato oltre il 40% alla Borsa di Amsterdam, sovraperformando il mercato generale.
Le alte valutazioni suggeriscono prudenza, anche se osservando il fair value elaborato da Forecaster.biz, il titolo appare leggermente sottovalutato. Il valore equo, infatti, risulta attualmente di 1.450 euro, poco oltre il 4% rispetto al prezzo di mercato.