Dopo le vendite di ieri sono tornati gli acquisti sulle Borse europee, con i principali indici che hanno terminato la seconda seduta della settimana in generale rialzo. Ad aver sostenuto gli acquisti sia alcune buone trimestrali provenienti dalle aziende europee e statunitensi che la tenuta della tregua in Medio Oriente.
Con un petrolio che prosegue la sua fase correttiva di breve periodo, Wall Street si avvia al giro di boa sui nuovi massimi di sempre. In questo contesto Francoforte e Parigi terminano le contrattazioni in guadagno dell'1,67% e dell'1,08%.
L'ottima performance del settore bancario ha sostenuto il FTSE Mib, che ha chiuso la seconda seduta della settimana in guadagno del 2,27% a 48.557,50 punti, con volumi in decisa accelerazione rispetto a quelli di ieri.
Con un quadro grafico che torna a rafforzarsi, la conferma dei 48.500 punti dovrebbe favorire una continuazione degli acquisti sull'indice italiano. In questo caso i prossimi target sarebbero posti sui 48.700-48.750 punti e a seguire i top degli ultimi 26 anni situati nei pressi dei 49 mila punti.
Tra le azioni che in queste ore stanno registrando una performance decisamente positiva ci spostiamo a Wall Street con Intel, grazie ad alcune indiscrezioni che vedrebbero Apple interessata ai chip del gruppo guidato da Lip-Bu-Tan. Andiamo a leggere le possibili novità al riguardo.
Intel: possibile partnership con Apple per produrre chip?
Secondo alcune indiscrezioni di stampa rilanciate da Bloomberg, Apple starebbe valutando Intel e Samsung come possibili partner aggiuntivi per la produzione negli Stati Uniti dei chip destinati a iPhone, iPad, Mac e altri dispositivi.
Al momento l'azienda di Tim Cook avrebbe avuto colloqui esplorativi con Intel per l’eventuale utilizzo dei suoi servizi foundry, mentre alcuni dirigenti avrebbero visitato un impianto Samsung in fase di sviluppo in Texas, destinato anche alla produzione di semiconduttori avanzati.
Nello specifico, la produzione riguarderebbe i system-on-a-chip, cioè i processori principali che integrano CPU, GPU e altre componenti essenziali dei dispositivi. Nel caso in cui la notizia dovesse trovare conferma, si tratterebbe di una svolta storica per Apple che da oltre un decennio li progetta internamente e si affida a TSMC per produrli con i processi più avanzati.
Per Intel, ottenere Apple come cliente sarebbe un passaggio di grande peso nella strategia di rilancio dell’attività foundry, dopo tentativi precedenti non sempre riusciti.
Inoltre un’eventuale collaborazione tra le due aziende avrebbe anche un risvolto politico non indifferente. Infatti secondo alcune valutazioni interne riportate sempre da Bloomberg, lavorare con il produttore statunitense potrebbe aiutare il Gruppo di Cupertino nei rapporti con l’amministrazione Trump. Questo dopo che la Casa Bianca ha favorito lo scorso anno un accordo non convenzionale per investire in Intel, considerata un campione nazionale nei semiconduttori.
Intel: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere quali sono le attese sulle azioni Intel nel breve e medio periodo. Dopo la debolezza di ieri, è una giornata in deciso rialzo per il titolo intel che, con un guadagno superiore al 13%, si porta oltre i 108 dollari.
Con un'impostazione di fondo in deciso rafforzamento, le attese sono per una continuazione degli acquisti, prima in direzione dei 115 dollari e successivamente verso la soglia dei 125-130 dollari.
In questo contesto, eventuali prese di beneficio in direzione degli 80 dollari, dove troviamo l'indicatore daily del Supertrend, non solo saranno utili per scaricare gli eccessi raggiunti da alcuni indicatori nel corso delle ultime settimane ma potrebbero rappresentare delle nuove occasioni di acquisto.
Al contrario, la perdita delle aree sopra menzionate potrebbe innescare una fase correttiva più marcata, con un primo target sui 70 dollari e a seguire i 68,28 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-up lasciato aperto lo scorso 24 aprile. La mancata tenuta di tali livelli dovrebbe far proseguire le vendite in direzione dei 65 dollari e a seguire i 60 dollari.
La violazione di questi supporti andrebbe a indebolire il quadro grafico di medio termine, con prossimi target i 55 dollari, che rappresentano gli ex massimi toccati nello scorso mese di gennaio, e in seguito i 53,27 dollari, dove si chiuderebbe un altro gap-up lasciato aperto lo scorso 8 aprile.
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