Fusione Tesla-SpaceX: Musk non chiude il discorso | Investire.biz

Fusione Tesla-SpaceX: Musk non chiude il discorso

16 ott 2026 - 16:46

16 ott 2026 - 16:47

Elon Musk non smentisce la fusione tra Tesla e SpaceX. Tra intrecci tecnologici e mercati nervosi, riflettori puntati sulla trimestrale del 21 ottobre

Alla domanda su un’eventuale fusione tra Tesla e SpaceX, il 22 luglio 2026 Elon Musk non ha risposto né sì né no. Durante la call sui conti del secondo trimestre di Tesla (NASDAQ: TSLA), l’Amministratore delegato ha parlato di una “crescente sovrapposizione” tra le due società, aggiungendo che un’operazione del genere andrebbe gestita con il processo appropriato e non può essere discussa in una conference call sugli utili. Il general counsel di Tesla, Brandon Ehrhart, ha risposto con una formula generica, definendo SpaceX un grande partner: non è bastato a chiudere il discorso.

 

 

Fusione Tesla-SpaceX: cosa aveva anticipato Bloomberg a gennaio?

Il 29 gennaio 2026 Bloomberg ha riportato, citando persone vicine al dossier, che SpaceX valutava una fusione con Tesla, o in alternativa con xAI, l’altra società di Musk. La notizia ha spinto le azioni Tesla a salire del 3% nelle contrattazioni after-hours. Lo stesso giorno Reuters ha riportato in esclusiva un dossier distinto: SpaceX e xAI discutevano una fusione per riunire sotto un’unica società razzi, satelliti Starlink, il social X e il chatbot Grok.

Nei mesi successivi SpaceX ha comunque portato a termine la propria quotazione in Borsa (NASDAQ: SPCX), con proventi lordi per 85,7 miliardi di dollari secondo i dati ripresi dall’AI Agent di Forecaster.biz dall’analisi delle conference call societarie. L’ipotesi di una fusione come alternativa alla IPO, in altre parole, è stata superata dai fatti. Quella di una fusione con Tesla no.

 

 

Perché Musk ha riacceso il tema a luglio?

Il 22 luglio, di fronte alle incalzanti domande degli analisti, Musk ha evitato accuratamente di smentire l'ipotesi di una fusione tra Tesla e SpaceX. Ha preferito invece sottolineare come l'intreccio industriale e strategico tra Tesla e SpaceX sia un processo in costante crescita, pur guardandosi bene dal fornire dettagli su tempistiche o modalità operative. Un copione che ricalca perfettamente la voluta ambiguità seguita ai primi indiscrezioni di gennaio: nessuna conferma ufficiale di trattative in corso, ma neppure una chiusura definitiva.

Al di là delle suggestioni finanziarie, tuttavia, le sinergie evocate dal CEO poggiano su fondamenta tecnologiche sempre più solide. SpaceX, infatti, ha confermato nelle sue recenti conference call l'intenzione di sviluppare la propria infrastruttura di intelligenza artificiale avanzata basandola sulla nuovissima architettura Nvidia Vera Rubin. Questa convergenza su tecnologie AI di ultimissima generazione non solo rafforza i legami operativi tra le aziende dell'orbita Musk - perennemente affamate di potenza di calcolo - ma chiarisce anche perché gli investitori tendano a valutare in modo così interconnesso queste società quando il mercato guarda al futuro dell'intelligenza artificiale.

 

 

Che cosa dicono i numeri adesso?

I numeri, in questo momento, raccontano di un mercato nervoso su entrambi i fronti. Il 15 ottobre 2026 le azioni Tesla hanno chiuso a 362,44 dollari, quarta seduta consecutiva in calo e un ribasso del 5,29% dal picco di 382,70 dollari toccato il 9 ottobre, secondo i dati di Forecaster.biz. Nello stesso periodo SpaceX ha perso oltre il 13% dai massimi di inizio mese, vicino ai 172 dollari, scendendo a 148,62 dollari.

Il Market Mood Meter di Forecaster.biz, l’indicatore che misura su una scala da -100 a +100 quanto un titolo è ipercomprato o ipervenduto, segna per entrambi i titoli una zona neutrale con segno negativo: -2 per Tesla e -33 per SpaceX, dati estratti il 16 ottobre 2026. Nessuno dei due titoli è in una fase di vendita estrema, ma nessuno mostra nemmeno segnali di ripresa netta.

 

 

Cosa aspettarsi dai conti del 21 ottobre?

Il prossimo appuntamento utile è già fissato: Tesla pubblicherà i conti del terzo trimestre 2026 il 21 ottobre, dopo la chiusura di Wall Street. È lo stesso tipo di occasione in cui, a luglio, il tema della fusione era tornato a galla senza che nessuno lo avesse cercato apertamente. Non c’è modo di sapere se accadrà di nuovo: Musk stesso ha detto che di una fusione tra Tesla e SpaceX non si discute in una call sugli utili.

Nel frattempo Tesla ha offerto un’altra dimostrazione del legame con SpaceX che va oltre le indiscrezioni societarie: la sera del 15 ottobre, all’impianto SpaceX di McGregor, in Texas, ha presentato la nuova Roadster di seconda generazione, con propulsori a gas freddo derivati dalla tecnologia missilistica di SpaceX, secondo quanto riportato da Electrek. La produzione del modello, già rinviata più volte, resta nella finestra 2027-2028.

Resta da vedere se quella sovrapposizione che Musk descrive da gennaio prenderà la forma di un’operazione vera, o se continuerà a essere, come finora, una domanda che nessuno nella sala della call ha mai avuto il potere di far chiudere.

 

 

 

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