È stata una seduta volatile e contrastata sulle Borse europee, che hanno chiuso le contrattazioni in ordine sparso e lontane dai minimi intraday. A mettere sotto pressione il mercato sono stati soprattutto i timori che tassi d’interesse più elevati possano rallentare gli investimenti nell’intelligenza artificiale e ridurre la redditività attesa del settore.
Inoltre le aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve sono aumentate dopo la pubblicazione dei dati sui prezzi alla produzione, che nell’ultimo mese si sono attestati ai massimi degli ultimi quattro anni.
Mentre a Parigi il CAC 40 ha guadagnato lo 0,78% e a Francoforte il DAX lo 0,27%, al giro di boa a Wall Street l’S&P 500 sale dello 0,1% mentre il Nasdaq arretra dello 0,33%. In questo clima, il FTSE MIB ha terminato gli scambi in discesa dello 0,72%, a 49.397,55 punti.
Con un quadro grafico che rimane debole, fondamentale per l’indice italiano sarà la tenuta dei 49.150 punti, in corrispondenza della media mobile di lungo periodo. L’eventuale perdita di tali supporti dovrebbe far proseguire la discesa, prima in direzione dei 49.061 punti, minimi odierni e, a seguire, i 48.750-48.700 punti.
Tra le azioni che si stanno mettendo in luce a Wall Street troviamo Netflix, con il titolo che beneficia del piano di riduzione del personale da parte del gruppo. Andiamo a scoprire le novità al riguardo.
Netflix: riduce del 6% la forza lavoro
In attesa dei risultati trimestrali, che verranno presentati il prossimo 20 ottobre, Netflix è pronta a ridurre del 6% la propria forza lavoro. Il taglio di quasi mille posti, la sforbiciata più ampia degli ultimi quattro anni, arriva in una fase in cui il colosso dello streaming deve affrontare una concorrenza crescente, rivedendo al tempo stesso le proprie priorità organizzative.
Il punto debole è il tempo che gli abbonati trascorrono sulla piattaforma. Le disdette restano basse, ma la visione cresce poco, tant’è che nel primo semestre del 2026 le ore di visione su Netflix sono aumentate appena del 2%. Nel frattempo, YouTube ha conquistato una fetta sempre più grande dell’ascolto televisivo negli Stati Uniti e gli altri servizi di streaming si contendono lo stesso pubblico.
Per allargare il raggio d’azione, negli ultimi anni Netflix ha puntato su dirette, sport, podcast video e videogiochi. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 il Gruppo ha anche tentato di acquisire Warner Bros. Discovery, perdendo però la partita contro Paramount Skydance.
Nel dettaglio, la maggior parte dei tagli dovrebbe riguardare i team di prodotto, tecnologia, affari legali e risorse umane. Nella comunicazione al personale, i co-amministratori delegati Ted Sarandos e Greg Peters hanno motivato la decisione con la necessità di gestire in modo più disciplinato le risorse aziendali. Alla fine del 2025, l’azienda contava quasi 16.000 dipendenti a tempo pieno.
Azioni Netflix: analisi tecnica e strategie operative
Analizziamo l’impostazione tecnica delle azioni Netflix sulla Borsa statunitense. Con volumi in aumento, la prima parte della seduta è all’insegna degli acquisti per il titolo Netflix che, con un guadagno del 2,7%, si spinge in direzione dei 72,5 dollari.
Con un quadro grafico che nel medio periodo rimane impostato al ribasso, nel breve termine le quotazioni stanno mettendo sotto pressione i massimi delle ultime settimane. Andiamo a scoprire quali sono i livelli operativi da monitorare, sia al rialzo sia al ribasso.
Scenario rialzista
Dal punto di vista operativo, una conferma del titolo sopra i 72,5 dollari dovrebbe far proseguire il recupero partito lo scorso 5 ottobre. In questo caso, l’obiettivo successivo sarebbe posto a 75,3 dollari, dove verrebbe chiuso il gap down lasciato aperto lo scorso 18 settembre.
Oltre questi livelli, dovremmo assistere a ulteriori apprezzamenti, prima in direzione dei 78 dollari e successivamente verso gli 81,02 dollari. Con il superamento di queste aree, che rappresentano i massimi dell’ultimo mese, verrebbero poste le basi per una continuazione degli acquisti.
In questo caso, il successivo obiettivo sarebbe rappresentato dagli 83,6 dollari, massimo degli ultimi quattro mesi. Lasciandosi alle spalle quest’ultimo livello, si avrebbe un deciso rafforzamento del quadro grafico.
Sopra queste aree di resistenza, l’ascesa proseguirebbe in direzione degli 85,1 dollari, livello indicato come minimo dello scorso 5 maggio, e successivamente dei 91,5 dollari.
Scenario ribassista
Viceversa, il mancato superamento di quota 72,5 dollari verrebbe letto negativamente dal mercato. In questo caso, aumenterebbero le probabilità di una ripresa del trend di fondo discendente, dapprima in direzione di quota 70,57 dollari, minimo settimanale, e successivamente verso i 66,54 dollari, minimi dell’ultimo mese.
In caso di perdita di quest’ultimo livello, le quotazioni dovrebbero mettere sotto pressione il minimo annuale in area 65,08 dollari, livello raggiunto dal titolo lo scorso 17 luglio. L’eventuale violazione di tali supporti indebolirebbe ulteriormente il quadro grafico.
Il successivo obiettivo al ribasso sarebbe posto a 62,71 dollari e, in seguito, a 58,7 dollari, livello corrispondente ai minimi degli ultimi 26 mesi.
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