Le azioni di Samsung Electronics chiudono oggi, mercoledì 14 ottobre 2026, sostanzialmente invariate dopo uno dei cali più marcati delle ultime settimane per il settore della memoria: tra venerdì 9 e martedì 13 ottobre Micron Technology ha perso circa il 7% a Wall Street, mentre martedì a Seoul Samsung ha ceduto circa il 7% e SK Hynix circa il 10%.
A muovere i tre colossi della memoria è stato CXMT (ChangXin Memory Technologies), il produttore cinese di chip DRAM, i componenti che immagazzinano temporaneamente i dati nei computer, quotato a Shanghai da luglio: il suo presidente ha annunciato una nuova tecnologia di produzione, riaprendo la domanda su quanto la Cina sia vicina a competere alla pari nel segmento più redditizio dei semiconduttori.
Chi è CXMT e quanto pesa nel mercato dei chip
CXMT è salita alla ribalta il 27 luglio 2026, quando ha debuttato sullo Star Market della Borsa di Shanghai con un rialzo del primo giorno di circa il 466%, chiudendo con una capitalizzazione di circa 3.300 miliardi di yuan, pari a circa 488 miliardi di dollari, e superando la banca ICBC come società quotata più preziosa della Cina. L’offerta ha raccolto 57,92 miliardi di yuan, circa 8,6 miliardi di dollari: la più grande IPO di un produttore di semiconduttori cinese sul mercato interno.
Nel secondo trimestre 2026 i ricavi DRAM di CXMT sono cresciuti del 716% su base annua, la crescita più alta tra tutti i produttori mondiali di memoria, secondo i dati di Counterpoint Research. Resta però piccola rispetto ai concorrenti stabiliti: nello stesso trimestre Samsung deteneva il 39% del mercato DRAM per ricavi, SK Hynix il 26% (in calo dal 39% di un anno prima) e Micron il 25%, che ha appena chiuso un trimestre fiscale con ricavi record da 54,23 miliardi di dollari grazie alla domanda di memoria per l’intelligenza artificiale, mentre Counterpoint non ha ancora assegnato a CXMT una quota comparabile.
Perché sono scese le azioni di Samsung, SK Hynix e Micron
Il 9 e il 10 ottobre, alla quarta Integrated Circuit and Chiplet Conference di Shanghai, il presidente di CXMT, Cao Kanyu, ha detto che l’azienda ha posto le basi per una nuova architettura di transistor per i chip DRAM, chiamata 4F², che promette di ridurre le dispersioni di corrente, e ha annunciato moduli server DDR5 RDIMM entro fine anno.
CXMT non ha reso pubbliche le specifiche tecniche, il processo produttivo né le rese di questa tecnologia. Le azioni dei tre concorrenti hanno continuato a scendere nei giorni successivi: Micron ha ceduto il 2,1% nel pre-market di lunedì 12 ottobre, fino al calo più marcato di martedì 13 ottobre.
Secondo i dati estratti dalla piattaforma Forecaster.biz, tra venerdì 9 e martedì 13 ottobre Micron è passata da 1.029 a 953 dollari, circa il 7% in meno; martedì, in Asia, Samsung ha chiuso a 232.000 won contro i 250.500 won di lunedì (circa il 7% in meno) e SK Hynix a 1.443.000 won contro 1.605.000 (circa il 10% in meno). Oggi, 14 ottobre, Samsung chiude sostanzialmente invariata (-0,2%) e SK Hynix scende ancora di circa il 2%: il mercato non ha ancora arrestato la reazione di martedì.
Quanto è reale la minaccia tecnologica di CXMT?
Diverse analisi di settore stimano che CXMT resti indietro di tre o quattro anni rispetto a Samsung e SK Hynix sulla tecnologia di memoria più avanzata, l’HBM (la memoria ad alta larghezza di banda usata nei chip per l’intelligenza artificiale), con una resa produttiva ancora sotto gli standard del settore, secondo stime di SemiAnalysis riprese dal quotidiano sudcoreano Korea Times.
È un divario simile a quello attribuito da tempo a SMIC, il principale produttore cinese di semiconduttori logici, rispetto a Taiwan Semiconductor: anche in quel caso le analisi indipendenti parlano di circa tre anni di distacco, nonostante le restrizioni statunitensi all’export di macchinari avanzati non abbiano fermato i progressi cinesi.
Più fornitori di chip DRAM, in teoria, significano prezzi più bassi per chi li acquista in grandi volumi, dai produttori di PC a quelli di smartphone. Ma l’effetto dipende da quanto in fretta CXMT riuscirà a garantire volumi e qualità costanti, non solo annunci: è la differenza tra un fornitore in più, che abbassa i costi, e un concorrente alla pari, che cambia gli equilibri di mercato. Secondo SemiAnalysis, nel primo trimestre 2026 il prezzo medio di vendita dei DRAM di CXMT era inferiore solo del 5-10% a quello di Samsung, SK Hynix e Micron: una differenza piccola, che per ora smentisce l’idea di una Cina pronta a inondare il mercato di memoria a basso prezzo.
Cosa rischiano gli investitori e cosa guarda l’Europa
Per chi ha in portafoglio Micron, Samsung o SK Hynix il rischio concreto non è che CXMT li superi in tecnologia: è che la sola prospettiva di maggiore concorrenza eroda i prezzi dei chip DRAM, che restano tesi, con un’offerta vincolata secondo TrendForce.
Il collegamento europeo è ASML, l’azienda olandese che produce le macchine di litografia necessarie a tutti i produttori mondiali di chip avanzati: resta soggetta a restrizioni sull’export verso la Cina decise dai Paesi Bassi in coordinamento con gli Stati Uniti, che limitano l’accesso di CXMT alle macchine più sofisticate.
Le restrizioni non le hanno impedito finora di crescere nella fascia di DRAM meno avanzata, il segmento su cui si è giocata la giornata di martedì. CXMT ha promesso i primi moduli server DDR5 RDIMM entro fine anno: sarà quello, e non l’annuncio di una conferenza, il primo banco di prova con numeri verificabili.
Secondo i dati estratti dalla piattaforma Forecaster.biz, piattaforma di analisi finanziaria dello stesso gruppo editoriale di Investire.biz, i prezzi di Micron, Samsung Electronics e SK Hynix citati in questo articolo sono aggiornati alla chiusura del 14 ottobre 2026.