Adobe crolla in Borsa con dimissioni Ceo, cosa fare con le azioni? | Investire.biz

Adobe crolla in Borsa con dimissioni Ceo, cosa fare con le azioni?

13 mar 2026 - 18:00

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Le vendite odierne stanno avvicinando le azioni Adobe sui minimi di periodo. Scopriamo le strategie da adottare al test di questi livelli

Continuano a rimanere sotto pressione i mercati azionari globali che, in mancanza di una descalation della guerra in Medio Oriente, chiudono l'ultima seduta della settimana in territorio negativo. A indebolire ulteriormente il sentiment degli operatori è stato anche il deludente dato del Pil americano, con la lettura finale del quarto trimestre 2025 che è stata rivista dal precedente +1,4% al +0,7%.

In questo contesto rimangono sempre sostenuti i prezzi sia del petrolio, con il Brent oltre i 100 dollari e il WTI sopra i 96 dollari, che del gas a 50 euro al megawattora. Con un Dax e un Cac 40 in calo rispettivamente dello 0,56% e dello 0,85%, il FTSE Mib ha chiuso le contrattazioni in calo dello 0,31% a 44.316,92 punti.

Con un'impostazione di breve periodo che rimane confermata al ribasso, fondamentale per la nuova ottava sarà la tenuta dei prossimi supporti situati sui 44 mila punti. L'eventuale violazione di questi livelli dovrebbe far proseguire la discesa dell'indice italiano prima in direzione dei 43.750-43.700 punti e a seguire i 34.550-43.500 punti. Al contrario segnali di forza arriveranno con il ritorno delle quotazioni sopra i 45 mila punti.

Tra le azioni che oggi a Wall Street sono sotto pressione troviamo Adobe, dopo alcune novità comunicate dalla società in occasione dei dati del primo trimestre fiscale. Andiamo a vedere di cosa si tratta.

 

 

Adobe: l'Ad lascia l'azienda dopo 18 anni

Nella serata di ieri Adobe ha comunicato i conti riguardanti il primo trimestre fiscale, che è stato caratterizzato da numeri in aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. Su questi dati un impatto importante è arrivato dalle nuove offerte focalizzate sull'AI, che hanno messo in un angolo la debolezza del segmento video e grafica digitale.

Nello specifico il Gruppo ha visto i ricavi aumentare del 12% a 6,4 miliardi di dollari, oltre le attese poste a 6,28 miliardi di dollari. Da sottolineare come le vendite legate all'offerte AI-First sono più che triplicate rispetto lo stesso periodo dell'anno precedente.

Allo stesso tempo la piattaforma ha superato gli 850 milioni di utenti attivi mensili, registrando un aumento del 17%. Se il margine operativo GAAP si è attestato al 37,8%, quello non GAAP è stato pari al 47,4%.

Nel corso del primo trimestre il flusso di cassa operativo si è attestato su livelli record a 2,96 miliardi di dollari. In questo contesto l'utile per azione non GAAP si è attestato a 6,06 dollari, oltre il consenso situato a 5,86 dollari.

Per quanto riguarda l'outlook sul 2° trimestre, la società prevede una crescita continua sia dell’EPS che dei ricavi. L' EPS dovrebbe attestarsi sui 5,67 dollari, mentre i ricavi toccare i 6,43 miliardi di dollari, segnalando fiducia nelle sue iniziative strategiche e nel posizionamento di mercato.

Adobe ha inoltre sottolineato come nel corso dei prossimi mesi possa aumentare la pressione sui margini. Questo perchè lo sviluppo e l’integrazione di nuove funzionalità basate sull’AI potrebbero far crescere i costi più rapidamente dei ricavi, riducendo la redditività nel breve periodo.

In questo contesto le preoccupazioni per gli investitori sono arrivate dal numero uno dell'azienda, Shantanu Narayen, che in una lettera ai suoi dipendenti ha comunicato che dopo 18 anni lascerà la guida del Gruppo.

Nonostante si tratti di un passaggio di leadership già programmata, secondo alcuni analisti l’uscita di una figura di riferimento come Narayen rischia di alimentare ulteriormente l’incertezza degli investitori. Questo in un momento in cui Adobe è chiamata a dimostrare la propria capacità di adattarsi alle profonde trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nel settore.

 

 

Azioni Adobe: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come stanno reagendo le azioni Adobe dopo queste notizie sulla Borsa americana. Con volumi in deciso aumento rispetto alle precedenti sedute, è una giornata in deciso ribasso per il titolo Adobe che, con un calo di quasi il 6%, transita nei pressi dei 254 dollari.

Con un'impostazione che su tutti i time frame è al ribasso, nel breve periodo le attese sono per un test sui minimi di periodo posti sui 244 dollari. La violazione di questi supporti andrebbe a indebolire ulteriormente il quadro grafico, aprendo la strada a ulteriori ribassi. I prossimi obiettivi discendenti sarebbero posti sui 230 dollari e successivamente i minimi del 2018 posti sui 220-215 dollari.

Al contrario solo con il ritorno delle azioni sopra i 270 dollari, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto in queste ore, si potrebbero porre la basi per un recupero.

In questo caso il primo target sarebbe situato sui top dell'ultimo mese in area 284-285 dollari, dove transita la media mobile a 50 giorni. Il superamento di tali livelli dovrebbe spingere il titolo prima a chiudere il gap-down lasciato aperto lo scorso 2 marzo in area 290,93 dollari e successivamente gli ex minimi toccati nel novembre dello scorso anno sui 310-312 dollari.

Sarà solo lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli che si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico, con possibili ulteriori apprezzamenti verso i 330 dollari, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e a seguire sui top degli ultimi 5 mesi in area 360 dollari.

 

 

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