Il consumo di acqua da parte dei data center è uno dei temi ambientali più caldi del momento, soprattutto a causa del boom dell'Intelligenza Artificiale (AI). Secondo una studio dell’Onu, entro il 2030 i data center potrebbero richiedere 9300 miliardi di litri di acqua ogni anno.
Il motivo principale che sta alla base di questo consumo è la necessità di creare un processo di raffreddamento. I server (soprattutto i chip usati per l'AI) generano una quantità impressionante di calore. Se si surriscaldano, smettono di funzionare o si danneggiano.
In alcune aree del mondo, soprattutto dove il clima è caldo o le risorse idriche sono già sotto pressione, questo consumo può avere un impatto significativo sugli ecosistemi locali e sulle comunità in una competizione che potrebbe in futuro sfociare in conflitti.
Con la crescita esponenziale dei dati e l’espansione dell’intelligenza artificiale, il numero e la dimensione dei data center aumenteranno e il tema “water” negli investimenti potrebbe tornare d’attualità.
ETF per investire sull'acqua
Esistono in Europa diversi ETF che investono nel tema dell’acqua, alcuni con uno storico molto ampio come quelli di iShares e Amundi, due strumenti con oltre 1,5 miliardi di euro di masse amministrate. Le performance dell’ultimo anno non sono particolarmente esaltanti con guadagni che galleggiano attorno allo zero, ma anche a 5 anni non si va oltre il 30% di performance assoluta total return.
La tendenza per iShares Global Water, ETF che replica il corrispondente indice S&P, è comunque positiva come si vede dal grafico. Un test della media mobile che da lungo tempo contiene i ribassi sarebbe una eccellente opportunità per entrare su questo tema in evidente ritardo relativo rispetto all’indice azionario globale.

Ovviamente diviso tra utility e industriali, questo ETF ha una netta predominanza di aziende americane (60%) con Brasile e Regno Unito che si prendono un altro 10% a testa.
American Water, Companhia De Saneamento Basico e Xylem sono le prime tre società in portafoglio con un peso ciascuna di oltre il 7%. Interessanti le valutazioni con un rapporto prezzo utili di 16 e prezzo valore contabile di 2,1.
L’ETF iShares Global Water dal lancio nel 2007 ha guadagnato oltre il 390% con un rendimento annuo composto del 8,5% e una volatilità del 16%.
Il tema è interessante, non caro sotto l’aspetto dei multipli e l’aspetto grafico offre degli spunti operativi se dovesse essere interessata la precisa media mobile che guida da lungo tempo il bull market. Circa un 10% dai livello attuale è la correzione che potrebbe innescare questa ideale finestra di ingresso su un tema destinato prima o poi a tornare molto attuale.