L’aumento dei prezzi di petrolio e gas sta inevitabilmente portando governi e anche investitori a guardare con maggiore attenzione ai settori delle energie alternative per ridurre la dipendenza dalle fonti di energia fossile. Tra le cosiddette energie alternative rientra anche quel nucleare amato e odiato in ogni discorso che affronta il tema delle rinnovabili.
Nelle ultime settimane però gli ETF che contengono nelle loro descrizioni le parole uranio e nucleare hanno perso parecchio terreno, atterrando su supporti grafici che, come vedremo tra poco, potrebbero essere interessanti da sfruttare per risalire su un settore protagonista di un eccellente rally dal Liberation Day del 2025 in avanti.
ETF Nucleare: le valutazioni non sono convenienti
Lo sviluppo di nuove tecnologie più sicure in grado di fornire energia stabile, il fabbisogno crescente di energia per nutrire l’AI, il processo di decarbonizzazione, il rischio di scompensi nelle forniture a causa di eventi geopolitici, sono solo alcuni dei fattori che potrebbero aumentare l’interesse per il nucleare nei prossimi mesi.
Gli ETF quotati in Europa hanno offerto un rendimento in tripla cifra nell’ultimo anno, raddoppiando il proprio valore e confermando che molto è già stato scontato dagli investitori. VanEck Uranium and Nuclear Tech, WisdomTree Uranium and Nuclear Energy, Global X Uranium, sono tre degli ETF più capitalizzati oggi disponibili per gli investitori.
Tutti ETF lanciati di recente e quindi con una profondità storica limitata, offrono però delle dispersioni nelle performance notevoli. Basti pensare che nell’ultimo anno tra il peggiore (VanEck) e il migliore (WisdomTree) ci sono quasi 50 punti percentuali di performance. Nel mezzo l’ETF di Global X che ha una buona capitalizzazione di mercato superiore ai 500 milioni di euro e una storia superiore ai 3 anni.
ETF quello di Global X a replica totale che segue l’andamento dell’indice Solactive Global Uranium & Nuclear Components e che investe in società globali attive nell'esplorazione, estrazione e/o raffinazione dell'uranio.

L’ETF è composto da 55 società concentrate per due terzi nel settore energetico e un terzo in quello industriale; il peso geografico fortemente concentrato in Nord America con il Canada che occupa il 37% seguito da USA al 22% e poi Sud Corea con 13%. Cameco, Nexgenm Uranium Energy e Oklo le prime società per peso. Le valutazioni non sono certamente convenienti con un rapporto prezzo utili di 42 e prezzo valore di libro superiore a 3. Questa la sintesi di un ETF che graficamente offre interessanti spunti di riflessione.
Il grafico dell’ETF mostra infatti un potenziale doppio massimo realizzato tra ottobre 2025 e gennaio 2026, ma anche una forte correzione nel prezzo. Dopo aver testato la media mobile che sostiene il bull market da aprile 2025, i compratori sono ritornati mostrando una buona capacità di reazione. Come accaduto tra novembre e dicembre, un retest dei recenti minimi potrebbe essere una eccellente opportunità di ingresso su un ETF che gli eventi bellici in corso rendono molto attuale e forse promettente.