Cosa fare con le commodity dopo la recente correzione arrivata con la tregua bellica tra Iran e USA? Domanda pertinente considerando la valenza e il ritorno di interesse verso le materie prime in seguito alle crescenti tensioni geopolitiche mondiali e la corsa alle tecnologie militari e dell’intelligenza artificiale, settori a largo uso di commodity nella loro costruzione e gestione.
L’ultimo mese è stato di correzione soprattutto per le commodity energetiche, ma se togliamo i preziosi da inizio anno il bilancio rimane lusinghiero.
L’ETF Invesco Bloomberg Commodity è in rialzo di quasi il 20% nel 2026 e tra poco analizzeremo il grafico per comprendere le prospettive per i prossimi mesi.
Analisi Commodity: prese di profitto sui preziosi, petrolio in rialzo nel 2026
Oro, ma soprattutto palladio e platino pagano dazio in doppia cifra dopo il maxi rialzo degli ultimi 3 anni che ha permesso di raddoppiare il prezzo del metallo giallo. Correzione fisiologica anche provocata da un aumento dei rendimenti reali dei titoli di stato americani che mettono competizione ad un asset privo di cedola come l’oro.
Da inizio anno il petrolio continua a mantenere un guadagno superiore ai 20 punti percentuali, il gas naturale del 50%. Decisamente più tranquilli i metalli industriali come il rame con guadagni in singola cifra. Percentuali simili per le materie prime agricole che permettono comunque all’ETF di Invesco di ottenere la migliore performance dal 2022 anno che fissò il guadagno in +22%. Vedremo se nel 2026 si farà meglio, ma guarda caso anche quello fu anno di inizio del conflitto Ucraina-Russia.
Analisi grafico commodity
E proprio i livelli del 2022 rappresentano la zona su cui stanno arrivando i prezzi dopo la correzione. Quei massimi agiscono ora da supporto, dovessero cedere ci sarebbe un margine di ribasso di un ulteriore 15% almeno per andare a testare l’up trend line che sale dai minimi del 2020. Probabilmente il livello di ingresso più interessante se raggiunto nelle prossime settimane.

Ricordo che l’indice di riferimento di questo ETF, il Bloomberg Commodity Index, ha una componente di energia che pesa per il 35% del portafoglio, seguita dai cereali al 20%, i metalli preziosi al 16% e quelli industriali al 15%.
La scheda mensile di Invesco ci racconta anche quanto perde rispetto all’indice la performance dell’ETF coinvolto nei vari processi di rolling dei contratti futures e annessi costi. A distanza di 5 anni infatti sono quasi 5 i punti percentuali persi per strada dall’ETF nel tentativo di replica dell’indice. Inefficienza di cui tenere conto quando si investe sulle materie prime con ETF.
Da capire dunque se questa correzione ha ancora qualcosa da dire nelle prossime settimane, magari di concerto con mercati azionari meno tonici, oppure sull’idea di un rallentamento economico in arrivo. Certamente il forte rialzo richiederà qualche settimana per essere digerito e ripartire su basi più solide. Se questo è il decennio delle commodity (e quindi dell’inflazione) difficilmente la correzione concederà molto spazio ai ribassisti. Evoluzione da seguire.