Le correnti di pensiero si sprecano tra chi ricerca fonti di reddito periodiche e soprattutto generose dagli ETF. Ho già spiegato in diversi articoli che storicamente nessun premio di rendimento viene riconosciuto dall’azionario ad alto dividendo rispetto a quello globale, oltretutto con fattori come minore diversificazione e inefficienza finanziaria e fiscale a rendere poco conveniente la scelta per chi ricerca una rendita per sempre.
Anche le obbligazioni ad alto rendimento, comunemente note come High Yield, offrono sì ricche cedole e negli ultimi anni grazie a duration più contenute anche risultati superiori ai titoli di stato, ma questo a fronte di un rischio di default, e quindi di riduzione del prezzo, non sempre percepito dall’investitore medio.
Ho deciso in questo articolo di mettere comunque a confronto l’andamento di un ETF Global Dividend con quello di un Global High Yield per vedere chi ha saputo offrire nel tempo i risultati migliori anche in rapporto al rischio.
Global Dividend vs Global High Yield: il confronto
La scelta è ricaduta su due ETF quotati dal 2013 in Europa, Vanguard Ftse All World High Dividend e iShares Global High Yield Corporate Bond.
L’azionario nella versione alto dividendo ha decisamente over performato con un rendimento annuo composto del 9%, praticamente il doppio di quello ottenuto dai bond spazzatura globali. Naturalmente la contropartita è la volatilità. Pari al 13% per l’alto dividendo, poco più del 7% per i bond High Yield.
Nonostante questo il rapporto tra rischio e rendimento sui 5 anni è di 1,1 per l’azionario ad alto dividendo, di 0,6 per i bond ad alta cedola, confermando che per chi cerca una rendita, se proprio non può fare a meno di avere strumenti con la parola “high” in portafoglio, è preferibile possedere azionario con dividendi importanti.
Oggi i bond High Yield offrono un rendimento a scadenza del 7%, ma nel 2022 lo stesso dato era del 3,6%, condizionato ovviamente dalle condizioni di un mercato obbligazionario che solo in quel momento cominciava a veder salire i suoi rendimenti.
Per l’alto dividendo di Vanguard il valore oggi è decisamente più contenuto al 2,5% nel rapporto tra dividendo e prezzo, in linea con una contrazione generalizzata anche per gli altri indici azionari. Qui però nel 2022 il rapporto superava il 3,5% segnalando al tempo una convenienza relativa che, se sfruttata, avrebbe generato un differenziale tra i due investimenti notevole. A 5 anni, infatti, Vanguard batte iShares di ben il 55%.
Con i dati in nostro possesso oggi sui rapporti tra rendimento a scadenza dei bond e dividend yield per l’equity, non è improbabile che il prossimo lustro si dimostri più equilibrato, con l’High Yield in recupero relativo grazie al generoso flusso cedolare. Ovviamente a una condizione. L’assenza di un improvvisa risalita di tassi di default sui bond spazzatura oggi molto contenuti.