Nelle ultime sedute, Nexi è tornata sotto i riflettori a Piazza Affari. CDP Equity è pronta a incrementare la propria partecipazione nel gruppo fino al limite massimo del 29,9%, rafforzando così il proprio ruolo di azionista di riferimento nel gruppo dei pagamenti digitali.
La decisione è stata approvata dal CdA della controllata di Cassa Depositi e Prestiti, che ha autorizzato sia l’uso di strumenti derivati fino all’8% del capitale sia acquisti diretti sul mercato. L’operazione, che resta subordinata alle autorizzazioni regolamentari per il superamento delle soglie rilevanti, esclude esplicitamente il lancio di un’offerta pubblica di acquisto.
CDP Equity ha sottolineato che l’iniziativa riflette una visione di lungo periodo e l’apprezzamento per Nexi come infrastruttura strategica per la digitalizzazione dei pagamenti in Europa. Nexi, che oggi processa circa 1.800 miliardi di euro di transazioni in oltre 25 Paesi, viene vista da CDP come un attore chiave nello sviluppo di un ecosistema europeo della moneta digitale.
L’aumento della partecipazione è inoltre finalizzato a stabilizzare l’azionariato e sostenere il percorso industriale del gruppo. Secondo gli analisti, il rafforzamento della presenza di CDP Equity contribuisce a ridurre la componente speculativa sul titolo e a creare un “floor” di valutazione, rafforzando la narrativa di un asset strategico per il sistema Paese.
Azioni Nexi: gli ultimi risultati trimestrali
Nel primo trimestre 2026 Nexi ha registrato ricavi pari a 821,4 milioni di euro, in crescita dell’1% rispetto all’anno precedente e leggermente superiori alle attese del mercato. L’EBITDA è salito a 396,5 milioni di euro (+2,6%), con un margine in miglioramento di circa 73 punti base al 48,3%.
La performance è stata sostenuta dalla resilienza del business core, che ha compensato parzialmente le discontinuità contrattuali legate ad alcuni accordi bancari. In particolare, la crescita underlying dei ricavi è stata pari al 5%, segnalando una buona tenuta strutturale del modello operativo.
Il management ha confermato la politica di remunerazione degli azionisti, prevedendo un dividendo annuo stabile e in crescita nel tempo, con possibilità di valutare buyback o distribuzioni straordinarie. L’indebitamento netto si attesta su circa 4,86 miliardi di euro, con un rapporto PFN/EBITDA di 2,5x.
Azioni Nexi, guidance 2026: crescita moderata ma cash flow solido
Per l’intero esercizio 2026, Nexi ha confermato la guidance: crescita dei ricavi sostanzialmente in linea con il 2025 e EBITDA atteso stabile in valore assoluto, dopo gli investimenti strategici. Il gruppo prevede una generazione di cassa eccedente pari a circa 750 milioni di euro, supportata da una forte conversione dell’EBITDA e da una disciplina finanziaria in miglioramento. La distribuzione complessiva agli azionisti è stimata intorno ai 350 milioni di euro.
Il management ha inoltre ribadito il focus strategico su tre leve principali: rafforzamento dell’execution commerciale, miglioramento dell’efficienza dei costi e sviluppo di soluzioni basate su intelligenza artificiale per i pagamenti digitali.
Nexi si posiziona così come infrastruttura centrale dell’ecosistema europeo dei pagamenti, in una fase in cui il settore continua a evolvere verso maggiore digitalizzazione, integrazione tecnologica e consolidamento competitivo. Vediamo ora un certificato con una struttura interessante per chi volesse esporsi sul titolo.
Il certificato: Autocallable Equity Premium su Nexi
In questo contesto, un possibile strumento per esporsi sul titolo è l’Autocallable Equity Premium Certificate su Nexi (ISIN IT0005690240), emesso da Banco BPM e negoziato su EuroTLX.
Il certificato ha scadenza fissata al 23 gennaio 2029 ed è strutturato come prodotto a capitale condizionatamente protetto. Il valore nominale è pari a 100 euro, con quotazioni recenti in area 97-98 euro, quindi leggermente sotto la pari, con un potenziale extra-rendimento in caso di rimborso a 100.
Dal punto di vista della struttura cedolare, il prodotto prevede una componente mista. Nei primi 24 mesi, vengono riconosciute cedole mensili non condizionate dello 0,7% lordo, mentre successivamente subentra una fase con cedole condizionate alla tenuta del sottostante sopra la barriera del 60%, con meccanismo di effetto memoria, che consente il recupero di eventuali cedole non pagate in precedenza.
A partire dal 24° mese entra inoltre in funzione il meccanismo di autocall mensile, che consente il rimborso anticipato del certificato qualora il sottostante si trovi sopra soglie decrescenti nel tempo. La barriera capitale è fissata al 60% del valore iniziale (2,239 euro).
La protezione è condizionata: a scadenza, il capitale viene rimborsato integralmente solo se il sottostante non scende sotto tale livello. In caso contrario, il rimborso replica la performance del titolo, con rischio di perdita anche significativa del capitale investito.
Il certificato combina quindi una prima fase orientata alla generazione di rendimento cedolare con una successiva esposizione all’andamento del sottostante.
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