Il mercato americano inizia la settimana dopo nuovi massimi sostenuti da utili stabili e dalla tenuta del quadro macroeconomico. Venerdì le Borse USA hanno consolidato le posizioni, trainate dalle aziende tecnologiche. I principali indici hanno chiuso in territorio positivo: il Dow Jones ha terminato invariato (+0,02%), l'S&P 500 ha segnato un +0,84% e il Nasdaq ha guidato i guadagni con un +1,71%.
Il sentiment sulle azioni a Wall Street rimane costruttivo, complice una stagione degli utili in cui l'84% delle società appartenenti all'indice principale ha superato le attese, registrando una crescita dei profitti del 27,7%, il ritmo migliore registrato dal 2021.
Sul fronte macroeconomico, l'economia ha generato 115.000 occupati in aprile, superando le proiezioni fissate a 65.000 unità. Questa stabilità, unita a una disoccupazione ferma al 4,3%, riduce le probabilità di un imminente allentamento monetario sui tassi di interesse da parte della Banca centrale (Riunioni Fed: calendario delle date dei meeting del FOMC 2026).
"L'economia - ha detto Rick Rieder di BlackRock- potrebbe rallentare a causa della guerra in Iran e del conseguente shock dei prezzi del petrolio. Ma ci sono diverse componenti strutturali molto più ampie che dovrebbero mantenere l'economia aggregata in una forma molto migliore di quanto molti si aspettino".
Azioni Wall Street: tensioni geopolitiche e focus sull'inflazione
Oggi la seduta torna ad essere condizionata dagli sviluppi in Medio Oriente. Il greggio ha registrato un rialzo dopo che la presidenza americana ha respinto la controproposta iraniana per concludere il conflitto (al momento il future con consegna giugno sul WTI segna un +2%).
Questa sta favorendo la prudenza tra gli operatori: il contratto sul Dow Jones è piatto, il derivato sull'S&P 500 cede lo 0,10% e il future sul Nasdaq 100 registra un -0,13%.
Per quanto riguarda l'economia reale, il debito delle famiglie americane ha raggiunto un nuovo record nel quarto trimestre del 2025, toccando 18.800 miliardi di dollari, in aumento di 4.600 miliardi rispetto alla fine del 2019.
A trainare il dato sono soprattutto i mutui immobiliari, saliti oltre 13.600 miliardi di dollari, mentre il debito non legato alla casa - carte di credito, prestiti auto, finanziamenti personali e prestiti studenteschi - ha raggiunto 5.170 miliardi.
Le carte di credito hanno segnato un massimo storico di 1.280 miliardi di dollari, con un aumento del 5,5% su base annua. Crescono anche i ritardi nei pagamenti: il tasso di insolvenza complessivo è salito al 4,8% nel trimestre. In peggioramento anche la situazione dei prestiti studenteschi: quasi il 10% dei debitori è in ritardo di oltre 90 giorni nei pagamenti.
Wall Street Oggi: Intel, Apple e Moderna guidano i listini
- Moderna: segna un +8% nel pre-market. L'azienda biomedica sale dopo aver comunicato di essere al lavoro su vaccini contro gli hantavirus già da prima del recente focolaio scoppiato su una nave da crociera.
- Intel: dopoi il +13,96% di venerdì, sale del 5,7% nel pre-market dopo l'accordo preliminare con Apple (+2,05% venerdì e +0,25% nel pre-market) per la fabbricazione di chip destinati ai futuri dispositivi.
- Micron Technology: +15,49% nell'ultima seduta e +2,01% prima dell'avvio. Il titolo beneficia dell'interesse degli investitori verso le aziende operanti nei segmenti legati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
- MidCap Financial Investment: parità nel pre-market. Recenti indiscrezioni indicano che Apollo Global Management ha avviato trattative riservate per la potenziale vendita della società focalizzata sul credito privato.
- Cerebras Systems alzerà il prezzo dell'IPO. Secondo quanto riportato da Reuters, il produttore americano di chip legati all'intelligenza artificiale starebbe valutando una nuova fascia di prezzo per l'Offerta pubblica iniziale, prevista per questa settimana (IPO Cerebras: il prezzo sale fino a 160 dollari per azione).