L'avvio di settimana si preannuncia cauto. Il contratto sul Dow Jones cede lo 0,10%, il derivato sull'S&P 500 segna -0,20%, mentre il future sul Nasdaq si mantiene poco sotto la parità. Gli investitori guardano con attenzione a due variabili: i progressi nei negoziati sul programma nucleare iraniano e i dati sull'inflazione in agenda per giovedì.
Sul fronte geopolitico, Qatar e Pakistan hanno riferito che Stati Uniti e Iran hanno concordato una tabella di marcia per raggiungere un accordo definitivo entro 60 giorni. La notizia ha pesato sul petrolio: il Brent con consegna settembre scivola dell'1,5% a 78,9 dollari al barile mentre il WTI per agosto si attesta intorno a 75,4 dollari, -0,6% rispetto al dato precedente.
L'appuntamento più atteso della settimana rimane il PCE di maggio, in pubblicazione giovedì. Si tratta della misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve: secondo le stime degli economisti interpellati da FactSet, il PCE core - al netto di energia e alimentari - è atteso in aumento rispetto ad aprile. Il dato arriva sulla scia di un meeting Fed percepito come "hawkish", che ha spostato le aspettative di un rialzo dei tassi già a ottobre.
"Penso che le condizioni siano ancora favorevoli per le azioni", ha dichiarato Tom Lee di Fundstrat Global Advisors su CNBC, pur avvertendo che "più avanti nell'anno potrebbe arrivare un brusco cambiamento delle condizioni di mercato, qualcosa che assomiglierà molto a un mercato ribassista".
Wall Street oggi: SpaceX, Intel e i produttori di chip in primo piano
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SpaceX: il titolo cede oltre il -4,6% nel pre-market, avviandosi verso la terza seduta consecutiva in rosso dalla quotazione del 12 giugno. La settimana era iniziata in modo esplosivo, con il titolo salito di oltre il 40% rispetto al prezzo di IPO di 135 dollari per azione, ma mercoledì e giovedì hanno portato rispettivamente un -4,95% e un -3,56%. Al termine delle contrattazioni di giovedì, la capitalizzazione si attestava a 2.437 miliardi di dollari, appena sotto Amazon (2.628). Nonostante la correzione, il titolo rimane del +37% sopra il prezzo di collocamento (Azioni SpaceX +37% dall'IPO: target price rivisti al rialzo). Pesa sul sentiment la concentrazione del potere: Elon Musk controlla oltre l'82% dei diritti di voto e detiene una partecipazione personale valutata oltre mille miliardi di dollari.
- Tesla: -1,3% nel pre-market. La società ha presentato una domanda di registrazione del marchio per un prodotto denominato "Megapod". La domanda descrive un sistema informatico completo e autonomo destinato a carichi di lavoro basati sull'intelligenza artificiale. Il prodotto sembra essere un modulo pronto all'uso per data center dedicati all'intelligenza artificiale, che include l'intera configurazione di rack e sala server, rete, alimentazione e raffreddamento. Si posizionerebbe in concorrenza con la piattaforma già dominante di Nvidia.
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Intel: dopo il +10,6% di giovedì, prima dell'avvio il titolo avanza del +3,92%. Il presidente Trump ha annunciato un accordo con Apple per la progettazione e produzione di chip negli Stati Uniti che coinvolgerà anche la società di Santa Clara.
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Western Digital: balza del 6,5% nel pre-market in scia dell'hype sul comparto dei chip. Stesso Vento in poppa anche per Micron (+4,1%).
- FedEx: +0,9% nel pre-market in attesa dei risultati trimestrali (Azioni FedEx: si avvicina la trimestrale, cosa si aspetta il mercato).