Le Borse USA hanno aperto la settimana con un recupero selettivo. Il Nasdaq ieri ha chiuso in rialzo dell'1,11% e lo S&P 500 ha guadagnato lo 0,41% mentre il Dow Jones ha ceduto lo 0,07%.
Il driver della seduta è stato il ritorno degli acquisti su tecnologici e semiconduttori dopo un'ottava pesante. Nella settimana precedente il Nasdaq aveva perso il 4,5%, per i timori legati all'indebitamento con cui diverse società finanziano gli investimenti nell'intelligenza artificiale. Nvidia ha guadagnato l'1,4%, Tesla il 3,8% e Alphabet circa l'1%. Secondo Jose Torres di Interactive Brokers, il miglioramento del sentiment sulle prospettive della tecnologia ha permesso agli operatori di smontare le coperture, dopo il forte aumento del costo della protezione dalla volatilità registrato venerdì.
La divergenza tra gli indici descrive una rotazione di segno opposto rispetto alla settimana precedente. Il Dow, che aveva chiuso l'ottava in rialzo dello 0,7%, è stato frenato dalla debolezza di titoli difensivi, consumer e finanziari.
Non tutto il comparto AI ha partecipato al recupero: CoreWeave, in rialzo nelle prime battute dopo la promozione a "buy" da parte di Goldman Sachs, ha chiuso in calo dello 0,44%. Sul fronte delle materie prime, il WTI è salito di oltre il 2% dopo gli attacchi degli Houthi contro infrastrutture saudite.
Wall Street Oggi: l'AI torna sotto pressione, il petrolio sale
La tregua sul tech appare già fragile: al momento il future sul Dow Jones guadagna lo 0,22%, il contratto sullo S&P 500 cede lo 0,09% e il derivato sul Nasdaq perde lo 0,5%.
Il driver dominante è il ritorno delle vendite sui titoli legati all'AI. CoreWeave e Nebius arretrano di circa il 3% nel pre-market, Apple cede l'1% e Nvidia è in lieve calo. Il segnale arriva anche dall'Asia, dove il Kospi, fortemente esposto ai semiconduttori, ha perso il 2,31%. "Gli investitori sono più selettivi sulle storie legate all'AI rispetto a un anno fa", osserva Ion Jauregui di ActivTrades, che legge il movimento come una correzione dentro un mercato selettivo, non come l'inizio di una revisione più profonda delle valutazioni.
Il primo driver secondario è il petrolio. Il Brent sale dell'1,7% intorno a 111 dollari al barile, vicino ai massimi da cinque mesi, per il premio al rischio legato agli attacchi degli Houthi contro infrastrutture saudite e alle segnalazioni di attacchi a navi nel Golfo. Un greggio stabilmente sopra i 100 dollari complica il quadro inflazionistico in una fase in cui il rendimento del Treasury decennale ha chiuso la settimana scorsa in area 5,07%.
Il secondo driver è la Fed, silenziosa ma presente nel pricing. Il blackout del FOMC durerà fino al 29 ottobre, in vista della riunione del 27-28 ottobre. L'inflazione di settembre al 3,7%, sopra il 3,6% atteso, aveva fatto salire le probabilità di un rialzo a ottobre; il presidente Kevin Warsh ha poi evitato di anticipare la decisione e il mercato ha interpretato l'assenza di segnali come un'indicazione di pausa, con le probabilità di una stretta scese sotto il 15%. Goldman Sachs si aspetta una pausa a ottobre e un ultimo rialzo a dicembre.
Il quadro contiene una dicotomia evidente. Petrolio in salita e rendimenti elevati dovrebbero penalizzare in modo uniforme le valutazioni growth, ma il mercato sembra distinguere tra l'AI finanziata a debito e il resto del listino, con il Dow sostenuto dalle trimestrali industriali.
Il baricentro resta sulla stagione dei conti: circa 70 società dello S&P 500 pubblicano i risultati in settimana. SpaceX e Netflix diffondono i conti dopo la chiusura di oggi, Meta Platforms e Tesla domani.
Azioni USA: General Motors, CoreWeave e 3M
- General Motors: il gruppo ha chiuso il terzo trimestre con ricavi per 50,02 miliardi di dollari e un utile rettificato di 3,70 dollari per azione, contro i 3,63 dollari attesi; il consensus LSEG sui ricavi era di 48,70 miliardi. Il board ha approvato un nuovo piano di riacquisto di azioni proprie da 20 miliardi, dopo aver completato quello da 6 miliardi annunciato a gennaio. La guidance 2026 sull'EBIT rettificato è stata ristretta a 14,5-15,5 miliardi da 14-16 miliardi, quella sull'utile per azione rettificato a 12,75-13,75 dollari da 12-14 dollari: il punto medio dell'utile sale, quello dell'EBIT resta invariato. Prima dell'avvio le azioni scendono del 5,8%.
- 3M: sale dello 0,9% nel pre-market dopo l'ampliamento della relazione commerciale con Amazon (parità), che include un warrant a favore di una controllata del gruppo per acquistare azioni 3M per oltre 521 milioni di dollari, con maturazione legata agli acquisti di prodotti per data center. Nel trimestre l'utile rettificato è salito del 12% a 2,50 dollari per azione e la guidance 2026 è stata alzata a 9,10-9,15 dollari, su una nuova base di calcolo. Il conglomerato ottiene un'esposizione diretta alla spesa per l'AI senza il profilo di indebitamento che oggi penalizza i neocloud.
- GE Aerospace: gli ordini sono cresciuti del 49% a 19 miliardi di dollari, i ricavi rettificati del 18% a 13,3 miliardi e l'utile rettificato si è attestato a 2,25 dollari per azione, sopra i 2,02 dollari attesi dalla media degli analisti censiti da Zacks. Il gruppo ha alzato tutte le stime 2026 e prevede per il 2027 una crescita a doppia cifra bassa dei servizi commerciali, sostenuta da un backlog di oltre 170 miliardi. La visibilità degli ordini compensa l'esposizione di un comparto sensibile al caro carburante (Trimestrale GE Aerospace: perché è il test più duro).
- SpaceX: il gruppo diffonde dopo la chiusura la seconda trimestrale da società quotata ed il titolo perde l'1,3% prima dell'avvio. Ad agosto la prima aveva battuto le stime sui ricavi, ma il forte aumento dei costi legati all'AI aveva prevalso nel giudizio del mercato. Capex e generazione di cassa restano il focus, in una seduta dominata proprio dal costo del finanziamento dell'AI; il risultato inciderà anche sul sentiment verso Tesla, attesa domani.
- Netflix: +0,4% nel pre-market. I conti arrivano dopo la chiusura, pochi giorni dopo l'annuncio del taglio di circa il 6% dell'organico, quasi 1.000 posizioni. La previsione della società per il terzo trimestre era risultata inferiore alle attese di Wall Street, con un utile per azione indicato a 0,82 dollari. Il mercato guarderà al legame tra tagli e margini, in un settore che si consolida: l'acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, da 81 miliardi di dollari, si è chiusa la settimana scorsa.
- Steel Dynamics: cede il 6,3% nel pre-market dopo un utile del terzo trimestre inferiore alle stime.