La tecnologia torna a guidare le Borse USA. Ieri il Nasdaq ha guadagnato l’1,18%, lo S&P 500 lo 0,6% e il Dow Jones lo 0,03%. Una seduta positiva, ma con una distanza significativa tra la forza dei titoli legati all’intelligenza artificiale e la sostanziale immobilità dell’indice industriale.
A sostenere gli acquisti hanno contribuito le prospettive dell’IPO di Anthropic e le nuove iniziative per finanziare l’infrastruttura dell’AI (IPO Anthropic, depositato l’S-1: debutto previsto con ticker ANT). Il ribasso del petrolio ha offerto un ulteriore sostegno alla propensione al rischio. Il recupero resta però selettivo: la maggioranza dei componenti dello S&P 500 ha chiuso in calo, nonostante il progresso dell’indice.
Il mercato continua quindi a premiare la crescita attesa dell’AI, ma la partecipazione disomogenea suggerisce cautela nel leggere il movimento come un miglioramento generalizzato del sentiment.
Wall Street Oggi: chip in rialzo prima del doppio test Fed-trimestrali
Oggi il driver del pre-market resta l’intelligenza artificiale. I risultati di SK Hynix riaccendono gli acquisti sulle memorie e sostengono il comparto tecnologico americano. Al momento il future sul Dow Jones perde lo 0,23%, il contratto sullo S&P 500 avanza dello 0,14% e il derivato sul Nasdaq guadagna lo 0,45%.
La divergenza ripropone il tema della vigilia: gli investitori cercano esposizione alla crescita tecnologica, senza estendere gli acquisti all’intero mercato. Dopo la chiusura toccherà a Microsoft e Alphabet verificare la solidità di questa fiducia (Microsoft taglia e Meta vende azioni in attesa della Fed). La lettura finanziaria riguarda soprattutto la capacità di trasformare gli investimenti in infrastrutture in ricavi, margini e cassa.
Prima delle trimestrali arriverà la Federal Reserve: decisione alle 19:00 italiane e conferenza stampa alle 19:30 (questa settimana il differenziale con New York è di cinque ore). L’aspettativa prevalente è una conferma dei tassi dopo il rialzo di settembre, ma una pausa non equivale necessariamente alla fine della stretta.
Per le azioni a Wall Street conterà soprattutto il messaggio sul percorso successivo. Indicazioni restrittive potrebbero mettere alla prova le valutazioni tecnologiche attraverso il rendimento richiesto dagli investitori. È uno scenario da verificare nella reazione dei Treasury, non una dinamica già acquisita.
Resta inoltre il rischio energetico: il nuovo rialzo del petrolio nelle contrattazioni asiatiche riporta l’attenzione sulle pressioni inflazionistiche. Il punto di tensione della giornata è qui: l’AI sostiene le aspettative di crescita, ma il costo del capitale continua a condizionare la sostenibilità degli investimenti.
Azioni USA: Microsoft, Alphabet e Micron sotto i riflettori
- Microsoft: pubblicherà dopo la chiusura i risultati del primo trimestre dell’esercizio 2027. Per valutare la qualità della crescita saranno centrali l’andamento del cloud e il rapporto tra investimenti nell’AI e redditività. -0,15% prima delll'avvio.
- Alphabet: anche il gruppo presenterà i conti dopo la chiusura. Il confronto tra sviluppo del cloud, spese infrastrutturali e generazione di cassa offrirà un test alla capacità di finanziare l’espansione dell’AI. +1,21% nel pre-market.
- Micron Technology: sale del 3,5% nel pre-market dopo i risultati di SK Hynix. Il catalizzatore arriva dal concorrente e rafforza l’attenzione sulle prospettive della domanda di memorie; non rappresenta un aggiornamento della guidance di Micron.
- Seagate Technology: cede il 2,7% nel pre-market nonostante ricavi trimestrali di circa 4,2 miliardi di dollari e un free cash flow di 1,5 miliardi. La divergenza rispetto al comparto evidenzia che risultati solidi possono non bastare a sostenere il titolo. La generazione di cassa ha consentito di ridurre il debito e aumentare il dividendo.
- Robinhood Markets: perde il 6,5% dopo utili trimestrali inferiori alle attese. La delusione sulla redditività espone il titolo a una revisione delle aspettative, anche in una giornata favorevole alla tecnologia.
- Visa: arretra dell’1,7% dopo i risultati del quarto trimestre fiscale. La reazione negativa rende importante distinguere la crescita operativa dalle aspettative già incorporate nella valutazione.
- Boeing: dopo il -10,7% di ieri, segna un +0,2%. Resta sotto osservazione dopo l’indicazione che non raggiungerà gli obiettivi annuali di produzione dei 737 e di consegne. La conversione del portafoglio ordini in consegne e cassa rimane il nodo della ripresa.
- UPS: dopo i conti di ieri, il gruppo ha alzato le previsioni annuali, indicando ricavi per circa 92,6 miliardi di dollari e un utile per azione rettificato di circa 7,28 dollari. L’aggiornamento offre un segnale positivo sulla redditività della logistica prima della stagione delle spedizioni festive. Ieri le azioni sono salite del 5,75% mentre oggi segnano un -0,6%.